Difendiamo la Paolo Grassi, salviamo il teatro

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Ho appena concluso un fantastico laboratorio di 3 giorni con la scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, una delle più prestigiose accdamie di teatro attiva da circa 58 anni, fondata da Paolo Grassi e Giorgio Strehler nata all’interno del teatro Piccolo di Milano.
Ho conosciuto persone con un curriculum straordinario (basta cercare online) e soprattutto una passione ed un impegno incomiabili: Maurizio Schmidt direttore uscente (poi dirò perchè) della scuola, Maria Consagra, Ambra D’Amico con la quale ho avuto il piacere di lavorare nel modulo “La voce dell’attore” (come questa foto documenta), Roberto Lun (contact improvisation) e Davide Montagna (tecnica Cunningham) per il corso di Danza contemporanea livello base e Luciana Melis per Danza contemporanea livello avanzato. Quattro moduli per circa 60 attori hanno lavorato con i ragazzi che studiano nella scuola Paolo Grassi realizzando una dimostrazione finale in piazza Margherita, Caserta, che ha prodotto negli ignari spettatori commenti alquanto divertenti e strampalati: “sono dei precari?”, “ah, è una pubblicità!”, “questo fanno i giovani d’oggi…”

Nel laboratorio ho imparato tecniche vocali, d’intonazione e ritmica ed osservato quelle di movimento nello spazio che riguardano le “Qualità di energie” definite da R.Laban, la creazione di “figure” immaginarie, il contact improvisation. Non è del lavoro e dell’esperienza con i ragazzi che voglio parlare, quella è indimenticabile, un bagaglio da aprire e disfare ogni volta.
Voglio tornare invece sul dibattito sulla cultura italiana e sul teatro aperto qualche tempo fa da Baricco: la scuola Paolo Grassi è in grosse difficoltà economiche e sembra che negli ultimi 2 anni sotto la direzione di Schimdt abbia fatto dei buoni passi in avanti. Il punto è che la scuola è entrata da circa 10 anni in una Fondazione che ha come unico socio il Comune di Milano: nello statuto è prevista la progressiva fuoriuscita del comune con l’entrata di nuovi enti ma finora nessuno è subentrato.

Il gran casino è nato in seguito ad un grosso taglio di fondi destinati alla scuola già stanziati dal Comune di Milano che il direttore Schimdt ha giustamente preteso: questo pugno di ferro con le direttive della politica ha causato l’allontamento del Direttore ed un bando pubblico per l’assegnazione di una nuova direzione aperto il 27 Luglio ed in scadenza domani. Finora il sostituto di Schimdt non è stato trovato dunque l’anno accademico della Paolo Grassi rischia di saltare, sia nei tempi che nella programmazione.
Dei 13 milioni di contributo per tutte e quattro le accademie ne è stato tolto uno: la risposta di Schmidt è stata quella di creare tante coproduzioni per trovare nuovi finanziamenti e sbocchi. Tutto ciò pare abbia dato fastidio all’amministrazione pubblica lombarda tanto che il sito web non viene aggiornato da circa 6 mesi.
Gli studenti hanno creato un gruppo su Facebook per difendere la Paolo Grassi ed informare: domani ci sarà una mobilitazione con un vero e proprio presidio artistico fin sotto la sede del comune di Milano.

Chissà se Grassi e Strehler avrebbero chiamato questa querelle un tipico esempio di commedia. All’italiana, ovviamente.

[UPDATE]

– I ragazzi della scuola hanno realizzato un vero e proprio sito: Difendiamo la Paolo Grassi.