Internet e il vento del cambiamento

Tratto da Il Vernacoliere

Il mancato suicidio di Mastella, i comunisti ad Arcore dietrocasa, Bossi che non ce l’ha più duro, nessun ipotesi di brogli, Berlusconi e direttori dei TG Rai indagati per abuso d’ufficio, Pavia e Mantova al PD, Trieste rossa. Non so se questa è davvero la Italian Revolution che alcuni ragazzi da giorni stanno cercando di fare e metter in atto ma si tratta di segnali di un vento del malcontento per alcuni, di Primavera per altri, di normali corsi e ricorsi per i pessimisti. La rivoluzione non è partita da un tweet della Moratti (se non irriverenti battute, meme e parodie) o da un messaggio su Facebook di Pisapia o De Magistris.

Attendo di guardare le Mappe Elettorali definitive per le amministrative 2011: forse ci accorgeremo che Internet e i social network questa volta non c’entrano, che ai quartieri spagnoli di Napoli il De Magistris ha quasi doppiato Lettieri e magari, senza inseguire facili stereotipi, in quella case la Rete non viene usata in maniera frequente o per informarsi. Sarebbe bello che qualcuno mi smentisse ma forse è ancora presto ed ingiusto dare ad Internet più che al popolo il ruolo di paladino della democrazia e della libertà oltre che quello di sentinella sociale.

Chi ha vinto ha il dovere di ben governare ma non sarà facile: le pretese sono alte perchè tutti si aspettano un cambiamento che sarà lungo e progressivo. L’Italia non è cambiata oggi, ci vorranno tanti altri giorni come questo. E’ necessaria una sterzata che non sia solo politica ma di contenuti e buona politica del territorio. E la parte sana non deve illudersi ma partecipare più di prima cominciando dal prossimo referendum.