Blogger che non lo erano

Prendo in prestito il famoso titolo della rubrica di Luca Sofri per segnalare che Amina era ed è una bufala, pare che l’identità sia misteriosa, che la foto non fosse quella e la sua storia un bel po’ diversa. Tutta fiction: Amina si chiamerebbe Tom MacMaster.

Facebook, i blog e la Rete non sono ancora in grado di svelare facilmente i fake e trincerarsi dietro ad un computer può essere paradossalmente sempre più facile perchè la mole di dati ormai è immensa. Per quello che vale la penso ancora come per il caso di Alice:

Se c’è una cosa che ho imparato dalla Rete è quella che tutto è possibile perchè abitata da persone e quindi emozionale. Alcuni atteggiamenti arrivano dal grembo, dalla pancia, come se Alice fosse davanti a noi e spazzi via qualsiasi diffidenza. Non dico che questo sia negativo o positivo, se in tanti non avessero condiviso il suo blog probabilmente Alice sarebbe rimasta l’idea di un burlone che si crede un genio del marketing. Il Social Web amplifica e attenua a suo insindacabile giudizio: il problema sorge quando, in un caso o nell’altro, la massa sceglie il segnale sbagliato da inviare alla cassa dei media tradizionali che spesso non vedono l’ora di mettersi in cortocircuito con Internet.

Foto:

Free Amina

Amina Abdullah ha 26 anni, è nata in Usa ma vive in Siria poichè il padre è siriano. Insegna inglese ed è omosessuale: da qualche mese ha aperto il blog “A Gay Girl in Damasco” diventato quasi un simbolo di protesta contro il regime di Assad che taglia Internet a suo piacimento. Il blog di Amina non parla tanto di politica ma delle sue avventure sentimentali di una ragazza con altre ragazze in un Paese difficile dove secondo Amina ci sono più gay di quanti se ne possano immaginare. Amina ha alcuni parenti nel Governo eppure è stata accusata di essere una spia internazionale. Continue reading “Free Amina”