La banda larga non è un Servizio universale per l’UE: ecco cosa farei se fossi il Sottosegretario per il digitale

Questa storia del Sottosegretario del Governo Monti (un ruolo che verrà affidato sicuramente alla politica dalla politica) che probabilmente si occuperà anche del digitale è pericolosa se dovesse rivelarsi una figura che non ne capisce nulla o ancora peggio che sia lì solo per rappresentare una lobby. Se proprio dovessi scegliere preferirei un Sottosegretario nerd.

Ad ogni modo secondo Wikipedia la definizione di servizio universale è: “una figura giuridica che comporta degli oneri a carico di un gestore pubblico o privato di un servizio di pubblica utilità“. E’ così per le Telecomunicazioni in Italia dove il gestore che ha la quota maggiore, Telecom Italia, deve adempiere ad una serie di obblighi che vengono renumerati dallo Stato.

Tra questi obblighi, per motivi di costi, non c’è la banda larga che quindi non è in Italia e in molti altri Paesi (tranne ad esempio Finlandia, Malta e Spagna) un servizio universale. E non lo sarà a breve perchè per la Commissione Europea la banda larga e la telefonia mobile non sono un servizio universale.

Neelie Kroes ha detto “Voglio garantire che le regole del servizio universale portino reali benefici all’economia digitale e, allo stesso tempo, evitare l’imposizione di un onere sproporzionato per il settore o un’indebita distorsione del mercato“. In sostanza l’UE dice che c’è troppa disparità tra gli Stati membri e che sono troppo alti i potenziali costi perchè sarebbe stato onoreso per Paesi con basso reddito e scarsa penetrazione.
Secondo la Commissione UE però gli stati membri possono comunque includere la banda larga e la telefonia mobile nel servizio universale purchè giustifichino la scelta e intervengano rendendo più efficienti questi settori: meccanismi di designazione dei fornitori del servizio universale e di finanziamento, calcolo del costo netto degli obblighi del servizio universale, criteri per definire la velocità minima di accesso, misure per gli utenti disabili.

Per questo se fossi il Sottosegretario che dovrà occuparsi dell’economia digitale dell’Italia mi occuperei per prima cosa di questi punti assicurando la banda larga e la telefonia mobile quale servizio universale. E guarderei con attenzione la recente richiesta all’AGCOM di Adiconsum di “garantire almeno 2 Mbit/s e allargare la fornitura del servizio universale anche agli altri operatori oltre Telecom, oggi unico fornitore“.

AG(s)Comunica: la Notte delle Illazioni

Dice l’AGCom su Twitter che abbiamo sbagliato: oggi non verrà presa alcuna decisione in merito alla regolamentazione sui contenuti online, sono tutte illazioni.
Ci sono istituzioni che non riescono proprio a districarsi in questo mondo nuovo: basti pensare all’ultimo appello della SIAE. Non è neanche più questione di districarsi tra lo stato di diritto vs stato di polizia ma di ottusità mentale, ignoranza e chissà magari anche malafede.

[UPDATE]

– E meno male che non si decideva nulla! Bisogna ancora aspettare ma Fulvio Sarzana ha segnalato che Agcom ha confermato le misure di rimozione dei contenuti sui siti. C’è tempo 60 giorni per fermarli. Alessandro Longo spiega bene cosa ha approvato AGCOM che non agirà direttamente ma che comunque in alcuni casi intende passare direttamente per il Governo evidentemente per avere nuovi poteri.

– E’ divertente vedere la lista di autori che ha firmato l’appello della SIAE in favore della delibera di AGCOM. Pensateci due volte prima di andare ad un loro spettacolo:

Claudio Baglioni, Pippo Baudo, Fred Bongusto, Albano Carrisi, Caterina Caselli, Carmen Consoli, Paolo Conte, Lucio Dalla. E non solo. L’elenco vede anche nomi quali Gigi d’Alessio, Riccardo del Turco, Tullio de Piscopo, Francesco Facchinetti, Roby Facchinetti, Dori Ghezzi, Ricky Gianco, Fausto Leali, Paolo Limiti, Amedeo Minghi, Mogol, Claudia Mori, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Memo Remigi, Enrico Ruggeri, Antonello Venditti, Beppe Vessicchio, Edoardo Vianello.

– Note a margine per chiudere per ora la faccenda: la delibera è peggio del previsto comunicato stampa nel quale sono state omesse alcune cose importanti. Ne parla Guido su Il Fatto Quotidiano: Agcom ci tiene poi a far sapere in tutte le lingue che il procedimento non riguarda i siti che non hanno finalità commerciali.

Il controllo dei contenuti online: Educare invece che “Giustiziare”

Qualche anno fa sentendo parlare di censura mi chiedevo: chi controlla i contenuti online? Il problema è serio e non riguarda solo gli imprecisati danni economici della pirateria ma tutti gli utenti che producono un contenuto e che rischiano di vederlo naufragare senza un motivo preciso mentre navigano il Web.

E quando non scompare si diffonde a macchia d’olio. Ad esempio Linkiesta ha pedinato un file Internet scoprendo ciò che tutti sappiamo e abbiamo notato da tempo: quando un file finisce online difficilmente ne esce (lo sanno bene gli amanti della porno culture amatoriale) ed è quasi impossibile monitorare la sua fruizione. E allora cosa si può fare? Ci sono già strumenti che tutelano il diritto d’autore anche online: è necessario andare oltre?

Invece che inserire paletti credo sia più intelligente e ormai necessario educare le persone che vivono online e insegnare loro alcuni diritti e doveri sul copyright. D’altronde il legittimo dubbio che mi ero posto riguardava il numero di notifiche di avviso sulla tutela del copyright rivolte a Google in Italia: se autori ed editori non sguinzagliano i propri studi legali sollecitando di continuo Google perchè dovrebbe farlo Agcom al loro posto?
Questo voler fare da giustiziere della notte non può che spingere molti a partecipare domani alla Notte della Rete (evento Facebook) ed a gridare alla censura del Web.

[UPDATE]

– Ecco la diretta streaming dalle 17e30 di “La notte della Rete”, qui il codice da copiare e incollare:


Online video chat by Ustream

Se nessuno chiede di rimuovere i contenuti per il copyright su Google perchè l’Agcom si affanna?

Do you love Italy? Google forse SI, Agcom sicuramente NO.
A proposito della censura del web italiano che sarà cancellato a colpi di provvedimenti dell’Agcom se passa la delibera del 6 Luglio segnalo il Transparency Report di Google relativo alla parte finale del 2010 in Italia. Continue reading “Se nessuno chiede di rimuovere i contenuti per il copyright su Google perchè l’Agcom si affanna?”

Secondo Agcom la TV vince su Internet e Telecom non sarà più monopolista

Non ho molto tempo per approfondire la relazione annuale dell’Agcom che è stata presentata oggi alla Camera dei Deputati, qui sopra ci sono le slide. Velocemente mi hanno colpito due cose: il dato sulla televisione dove il 90% delle persone la preferisce come fonte di informazione e la scesa della quota di Telecom Italia nel mercato retail dei servizi di telecomunicazione dal 50% al 48,9%. Ci sono altri dati degni di interesse (anche se mi aspettavo di meglio) ma li lascio valutare a voi, magari se ne parlerà domani al Working Capital Napoli.

[UPDATE]
– Stefano ha scritto un commento sulla relazione che molti hanno criticato definendola strumentale.

Wi-Fi libero da domani e YouTube diventa una tv?

Non ci credo che da domani il wi-fi sarà libero in Italia. Probabilmente dalle limitazioni della legge Pisanu, non dall’ignoranza di alcuni politici.

L’altro regalo di capodanno arriva dall’Agcom che equipara YouTube ad una televisione affibiandogli la responsabilità editoriale dei contenuti generati e prodotti dagli utenti e favorendo così Mediaset nel processo contro Google.

Speriamo che il 2011 sia un anno più digitale, democratico e innovativo per il nostro Paese.

[UPDATE 2 Gennaio]

– Per fortuna che interviene Stefano a precisare le delibere di Agcom su YouTube.

Misura Internet: quanto è veloce la tua connessione?

Nonostante le polemiche sui ritardi, il progetto Misura Internet è stato pubblicato online dall’Agcom: si tratta di scaricare il programma Ne.Me.Sys. multi piattaforma che valuterà alcuni parametri sulla tua connessione Internet fissa. In questo modo avrete sottomano una certificazione ufficiael da mostrare (al call center ad esempio) e inviare al vostro operatore in caso di reclamo.

Purtroppo il software non è uno strumento online e quindi sia per scaricarlo che per accedere ai risultati bisogna registrarsi: attraverso un PDF sarà possibile scaricare nell’area riservata le misurazioni effettuate sulla linea dati. Appena ho un attimo scarico Ne.Me.Sys. e faccio il test che pubblicherò in questo post: per avere un test attendibile infatti bisogna tenere aperto il programma per 24 ore senza usare Internet.

Visto che fidarsi è bene ma non fidarsi (anche dell’Agcom) è meglio, rispettando l’informativa sulla privacy vi invito a pubblicare anonimamente i vostri risultati online sui vostri blog (cancellando ovviamente nel PDF le voci a voi riconducibili) oppure facendo uno screenshot e inviandomi via email le immagini che raccoglierò in questo post in forma anonima (anche qui: cancellerò tutti i vostri dati, non li leggerò neanche).

E’ possibile inviarmi una email a: blog chiocciola dariosalvelli.com