L’infantile manipolazione della pubblicità

Ultimamente, forse non a caso, sta girando la traduzione di un vecchio articolo di Noam Chomsky sulla manipolazione delle masse da parte dei media e della politica. Sembra che nell’era dell’informazione, chi fa comunicazione e marketing debba essere necessariamente in grado di influenzare i comportamenti delle persone e deviare l’interesse dei media a proprio piacimento.

Secondo alcuni linguisti del MIT l’ambiguità nei linguaggi è un vantaggio, ne aumenta l’efficacia perchè stimola i nostri meccanismi cognitivi. E per chi scrive e si occupa di pubblicità c’è forse un errore da provare ad evitare, quello di rivolgersi al pubblico come dei bambini scrive Chomsky:

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

Le donne (di colore) nella Pubblicità

Quando leggo qualcosa non giudico mai la persona che l’ha firmato ma solo cos’ha scritto; al massimo mi chiedo perchè l’abbia scritto.

Mi hanno detto che posso sembrare maschilista negli atteggiamenti soltanto perchè, ad esempio, qualche giorno fa ho pubblicato un post sul video di Belen dove deridevo proprio chi lo stava cercando (maschi o donne che fossero a me poco importa). L’impressione è che certe garibaldine del femminismo moderno dimostrino di non avere ironia, qualità essenziale per vivere la vita con libertà e di essere coperte da prosciutti affumicati di ideologie che d’avanguardia hanno solo la muffa. Continue reading “Le donne (di colore) nella Pubblicità”

MINI e il marketing del testimonial da remoto

Idea carina di MINI che trasforma le persone in testimonial, siano esse online oppure offline: se sei a Berlino puoi fare un autoscatto attraverso la macchinetta per le fototessere, stamparlo e comparire nel maxischermo che è stato installato in città. Se invece sei comodamente seduto a casa puoi usare l’applicazione di Facebook Mini Photo Box. Scatti una foto dal PC e finisci nel maxischermo di Berlino accanto al modello della ultima MINI che viene messa in palio a tutti i partecipanti.

La campagna si chiama “It’s personal” ma tutti i testimonial improvvisati hanno in comune un paio di cuffie.

Arriva la pubblicità su Skype

Da questa settimana Skype introdurrà la pubblicità nel suo VoIP in Usa, UK e Germania, per ora ce la siamo scampata. Sono passati quasi 9 anni dalla sua nascita e forse ora hanno bisogno di fare sul serio anche se non credo siano in crisi. Dicono che l’advertising sarà occasionale (hanno già fatto accordi con Groupon) e inserito inizialmente nella tab Home e poi in altre aree.

Probabilmente non useranno mai il circuito di Google (Skype è “amico” di Facebook che ha bloccato AdSense) però credo ci sia il rischio che i banner finiscano dritti nelle chiamate. Mi sono sempre chiesto chi clicca sulla pubblicità di Msn.

  • We’re working with some great advertisers, including Groupon, Universal Pictures, and Visa.
  • Ads will appear in the US, UK and Germany and advertising sales for Skype are initially focused in those markets.
  • You may only see ads occasionally. Our initial plan is to show an ad from one brand per day in each of the markets where advertising is being sold.
  • The ads will appear in the Home tab in Skype for Windows, and we may experiment with ads in other areas as well.
  • The ads won’t interrupt your Skype experience. You won’t suddenly see annoying pop-up ads or flashy banner ads in middle of conversations.
  • We may use non-personally identifiable demographic data (e.g. location, gender and age) to target ads, which helps ensure that you see relevant ads. For example, if you’re in the US, we don’t want to show you ads for a product that is only available in the UK.
  • You can opt out of allowing Skype to share this non-personally identifiable demographic data with advertisers from the Privacy tab in Tools ▸ Options.

Di chi è Google? Dei blogger

Ci si interroga da qualche tempo su chi c’è dietro alla proprietà di Facebook. E su quella di Google?

Secondo gli ultimi dati relativi al 2010 Google ricava 7 miliardi dollari, il 97% del totale dalla pubblicità.
I siti partner che utilizzano AdSense di Google hanno generato 2,20 miliardi di dollari ossia il 30% dei ricavi totali.

Rallegratevi: con i nostri blog finanziamo Google. Google (non) è anche vostro.