Sono fuori dal Tunnel (della blogosfera) – Out of Blogosphera Tunnel

Questo brano si intitola “Twitter is burning” ed è un mix realizzato da Frangetta due punto zero, un anonimo artista che decanta le sorti del “2.0”

. Liberamente ispirato da Milano is burning.

Hai un blog tecnologico? Sei un geek e discuti di Technorati, Flickr, Twitter anche mentre sei ad un appuntamento galante ?
E’ arrivato il momento di iniziare a preoccuparti e cambiare decisamente rotta.

Un’amica, che non conosce nessuno dei siti sopra e che probabilmente non ne è interessata, visitando il mio blog mi ha detto: “Dario, scusami, ma non ci capisco nulla di ciò che scrivi…è troppo complicato, ma di cosa parli?
La blogstar che (non) c’è in me ha sofferto e non ha trovato una risposta adeguata e poco sofferente alla legittima ed innocente domanda.
Ho assicurato che questo blog cambierà, sia nell’aspetto che nei contenuti, che uscirò dal tunnel della blogosfera fatto soprattutto di autorevolezza e che questo blog sarà meno “amatoriale” (attualmente la scelta è voluta) come l’ha definito Robin Good in una puntata del suo appuntamento giornaliero delle 13:30, “Come aiutare i piccoli a diventare grandi” in risposta ad una mia richiesta di consigli e suggerimenti. Cosa fare dunque?

Parlare di RItalia ed accessibilità, soffermarsi goliardicamente sugli aperitivi delle aziende non credo siano temi che preoccupano questo Paese, ahimè per certi versi; certo, c’è già chi scrive oltre la carta stampata dei problemi fondamentali dell’Italia, Beppegrillo con il suo blog, le community come Tocque-ville ed i blog politici, la controinformazione delle Web Radio come RAZ o dei freelance di Report e di Indymedia.

Mi rendo conto che tutti i blogger, la blogosfera stessa, spesso non rappresentano per nulla (anche statisticamente) gli interessi, le interazioni delle persone che vivono principalmente la real life.
La difesa accorata dei geek potrebbe intervenire affermando: ma dai, stai scrivendo ovvietà.
A me non sembra: i BarCamp sono frequentati sempre dai soliti noti che si riuniscono per vedersi nuovamente (ben venga, non c’è nulla di male) e presentare interventi simili, non per contenuti ma per approccio.
Gaspar in un video del Nicola Mattina Webshow (perdonatemi non ricordo quale puntata) asseriva dire che secondo lui i BarCamp non possono (e non devono) avere questa funzione “divulgativa”: credo invece il contrario, che possano essere da stimolo per l’innovazione soprattutto in realtà meno sviluppate come il Sud Italia.

E’ anche questo l’intento del RoyalCamp: cercare finalmente di avvicinare una realtà ed un pubblico diverso, senza avere la presunzione di fare didattica tenendo corsi, ma discutere e dibattere su argomenti disparati, anche leggeri e non necessariamente tecnici che possano coinvolgere ed interessare veramente chi di Rete non ci capisce nulla e naviga ancora a 56k.
Perchè amici blogger e geek, non tutti hanno ancora un Adsl e possono permettersi di vedere i video su YouTube: ma questo forse lo sapete meglio di me.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

4 thoughts on “Sono fuori dal Tunnel (della blogosfera) – Out of Blogosphera Tunnel”

  1. Caro Dario,
    ti meraviglierà, ma ogni tanto capita anche a me di affrontare sul blog temi un po’ più seri (ma cerco di limitarmi!! :-).
    Scherzi a parte, in particolare, penso che possano essere di tuo interesse, rispetti al tema che hai sollevato in questo post, questi interventi qui
    un saluto!
    stefano

  2. @Stefano: Ciao Stefano, ti ringrazio, avevo già letto i tuoi post e si collegano bene anche a questo piccolo sfogo.
    Mi spiace non ricevere altri feedback ma spero in futuro altri blog e persone che hanno un taglio simile al mio nel discutere di temi simili facciano altrettante riflessioni.

  3. @Massimiliano:
    Ti ringrazio per il tuo prezioso commento che mi porta ad altre riflessioni. Nel post che tu citi sulla fama scrissi proprio dei motivi che ci spingono a scrivere: i miei sono quelli di avere un posto nel quale raccogliere le mie idee, passioni, condividere quello che conosco, ho sentito, con chiunque voglia con me discutere e confrontarsi.

    La curiosità e lo scoprire cose nuove si possono applicare ad ogni campo,anche ai capelli di Paris: mi sorgevano dei dubbi però esistenziali non solo riguardo chi scrive su di un blog.

    Non facciamo parte di redazioni,non siamo giornalisti (eppure ci equiparano) e quindi non ci preoccupiamo dei lettori: perchè alla fine se scrivi lo fai non solo per te stesso, sbaglio?

    Queste domande le pongo proprio per trovare un modello ed un fine a questo blog; perchè di sviluppi ce ne potrebbero essere tantissimi.

  4. Ciao Dario,
    noto che ultimamente ti interroghi spesso sul significato e sul ruolo dei bloggers, su come questo fenomeno stia modificando gli schemi e regole della comunicazione tradizionale, addirittura sulla misura dell’autorevolezza… o la fama di chi scrive.

    Come mai questo sfogo? Mi viene da chiederti… tu perchè scrivi?
    In un momento di cambio di rotta del tuo blog, probabilmente avrai maturato convinzioni differenti da quelle che ti hanno motivato fin’ora.
    Domanda forse provocatoria, troppo diretta, mi scuserai se impertinente.

    Non penso che la blogosfera sia solo composta da chi parla dei massimi sistemi dell’universo o da quei bloggers che, come dici, autorevolmente riflettono su se stessi, cercando motivazioni e nuove definizioni.
    Della blogosfera continuerai a far parte lo stesso, anche se decidessi di parlare della tua collezione di francobolli o del colore dei capelli di Paris Hilton.

    Nell’uno o nell’altro caso ci sarà sempre un’amica che dirà di non capire.
    Per questo cambierai di nuovo il tuo blog? I tuoi interessi?
    Ammiro il tuo metterti in discussione ma vorrei discutere e riflettere con te sul modello e sul fine che hai in mente.

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