Comuni 2.0: l’utilizzo dei social network nei comuni italiani di medie e grandi dimensioni

Come usano i comuni italiani medi e grandi (sopra i 15 mila abitanti) i social media? Se non li usano perchè non investono?

Alcune risposte sono contenute nella ricerca “Comuni 2.0: l’utilizzo dei social network nei comuni italiani di medie e grandi dimensioni” che il professore Fabrizio Monatanari mi ha gentilmente inviato.

Sono stati analizzati 206 comuni su 709 di cui il 53% dei comuni del Nord, il 34% dei comuni del Centro, il 20% dei comuni del Sud, il 18% dei comuni delle Isole. Non ho molto tempo per studiare l’indagine ma ve la condivido più sotto, riporto qualche risultato riguardo Facebook che mi è balzato all’occhio:

– Negli ultimi 3 anni, il 45% dei comuni che ha partecipato all’indagine hanno investito in social media. Facebook, YouTube, GoogleMap, Blog, Twitter in ordine di investimento.

– Facebook e MySpace (questo utilizzato per i comuni che non sono capoluoghi) i più usati mentre i Wiki sono utilizzati soprattutto per la comunicazione interna (sarà contento Giacomo Mason).

– Su Facebook i comuni hanno parlato di eventi culturali e provvedimenti presi dal comune soprattutto riferiti a lavori pubblici, traffico e viabilità, limitazioni per l’inquinamento. Le pagine fan e i profili sono molto aggiornati (in media sono stati pubblicati 50 post nell’ultimo mese), quasi sempre ai cittadini è data la possibilità di commentare. Poco efficace sembra essere anche l’utilizzo di feed che riprendono automaticamente le notizie dai siti comunali o da altre fonti.

– I Comuni che hanno investito di più in social media sono stati quelli che negli ultimi 3 anni hanno anche investito maggiormente nell’organizzazione di corsi di alfabetizzazione informatica per i cittadini.

– Perchè sono andati sui social media? L’89% per l’aumento delle interazioni tra Comune e cittadini, il raggiungimento dei target più giovani della popolazione (86%), il miglioramento della tempestività delle comunicazioni ai cittadini (63%), il raggiungimento di target di popolazione altrimenti
difficilmente raggiungibili, come ad esempio i cittadini domiciliati all’estero (54%), la riduzione dei costi della comunicazione sostenuti dal comune (45%).

– L’efficienza dei servizi viene perseguita soprattutto dai comuni più piccoli con una popolazione compresa tra i 30.000 e gli 80.000 abitanti.

– Sindaco e assessori incidono sulle scelte di investimento in social network, si investe in un solo strumento, solo il 24% ha più pagine o profili Facebook.

Comuni 2.0: l’utilizzo dei social network nei comuni italiani di medie e grandi dimensioni

Via [Giovanni Arata e Claudia]

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

1 thought on “Comuni 2.0: l’utilizzo dei social network nei comuni italiani di medie e grandi dimensioni”

  1. Molto interessante e ben fatta, ma ai “costi di implementazione troppo alti” non ci credo, suonano come una scusa – ormai vecchia come il cucco – dietro cui poter nascondere la percezione dell’elevato rischio connesso alla “esposizione” sui social network.

Comments are closed.