SMS? Pubblicità? Naaa, faccio i soldi con il motore di ricerca (forse)

Tempo fa mi interrogavo su quale fosse il modello di business di Twitter, come facciano ad ottenere ricavi oltre i capitali ricevuti dagli investitori che dovranno in qualche modo non buttare i soldi spesi.
Comunque, la stessa domanda se l’è fatta Wired in “Twitter Business Model? Well, Ummmm..“.

Le risposte, per altro non molto chiare, le ha date Biz Stone, uno dei fondatori di Twitter.

Le riassumo velocemente aggiungendo del mio:

– Twitter attualmente ha delle revenue abbastanza trascurabili sull’invio e la ricezione dei messaggi di testo SMS che gli utenti usano. La perdita di soldi però in questo caso è più cospicua del ricavo.

– Secondo Stone la chiave vincente di Twitter nel futuro, ciò che lo aiuterà ad autosostenersi ed espandersi, è il mondo delle “real news“, la forza degli utenti che diffonodono le notizie in tempo reale su ciò che accade in qualsiasi angolo del mondo.
E questo cambia il modo con il quale si sviluppano le conversazioni, basti pensare alle innumerevoli “sensazioni” prodotte attraverso Twitter su eventi quali i terremoti.

– Una possibilità evidente di fare advertising è quella di inserire messaggi pubblicitari nei feed di Twitter, ovvero nella timeline pubblica o in altri punti del servizio. Ma questo si è dimostrato, come per Facebook, un sistema non molto efficiente. Probabilmente funzionerebbe solo se gli annunci commerciali potessero essere scelti ed accettati davvero dagli utenti, soluzione abbastanza banale ma non di facile attuazione; d’altronde nessun utente gradirebbe vedere le pagine piene di pubblicità.

– Si potrebbe usare Summize, il motore di ricerca di Twitter acquistato di recente potrebbe essere utile a fare advertising nei risultati di ricerca ricavando degli annunci pubblicitari che si collegano a ciò che gli utenti hanno cercato. Come fanno Google ed altri: cerco un prodotto su Twitter ed ottengo le ultime offerte e migliaia di recensioni (perchè no?) dello stesso. Qualcuno ha già ideato un servizio del genere, ne parlerò a breve.

– Un’altra ulteriore possibilità è quella dedicata alle grandi aziende che possono usare Twitter per comunicare direttamente con i propri clienti come fosse un customer care: alcune aziende come Dell già praticano questa soluzione con una presenza su Twitter dove rispondono alle domande degli utenti su offerte speciali e problemi. In questo modo si va dall’economia del “dono” con gli avvisi su eventuali promozioni, sconti e regali a quell’economia della reputazione che fornisce l’immagine dell’efficienza di una azienda.
Questa politica può funzionare su grandi numeri ovvero tante persone che seguono l’account, purchè però dietro lo stesso ci sia una persona fisica più che una azienda, insomma una comunicazione onesta e non troppo informale. Certo, la via della partnership tra Twitter e le aziende è praticabile ma perchè pagare quando già tutti possono usare Twitter gratuitamente?

Tra tutte queste possibili alternative per monetizzare Twitter quella che più mi convince, tutt’ora la più praticabile è quella dell’integrazione dell’advertising nei risultati del motore di ricerca. Perchè fare i soldi con gli SMS o con i banner (a meno che questi non siano veramente “sociali“) è davvero retrò.

[UPDATE]

– Intanto la BBC segnala un forte rischio di sicurezza su Twitter dopo la scoperta di un account fake (probabilmente aperto da qualche cyber criminale) che diffondeva un pericoloso trojan. In effetti negli ultimi tempi anche lo spam è sensibilmente aumentato.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

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