Siamo europei o italiani?

Niente, a me questa generale discussione sul sacco del Nord o come la vede Vendola sul Sud che continua a dare al Nord proprio non va giù: nessuno pensa che una regione abbia bisogno dell’altra, che non hanno più senso quelle a statuto speciale. Non porta quindi da nessuna parte questa continua lotta e secessione di soldi, usi, costumi, anzi ci costringe a tornare indietro di almeno 20 anni.

Il punto è sempre quello e se ne parla ancora, anche se sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia che l’anno prossimo “festeggeremo”. Chi e come festeggerà tra il Nord e il Sud di questo Paese spaccato a metà anche nella politica perchè manca un partito nazionale?
Chi penserà al federalismo come una delle soluzioni per combattere gli sprechi e infondere criteri meritocratici nella pubblica amministrazione, nella politica e nel mondo del lavoro?

Per molti italiani l’Europa – come per l’euro – è una invenzione del professore Romano Prodi. E questo cattivo vizio di guardare all’Europa solo come una matrona che elargisce fondi e ci coccola o bastona a seconda dei casi ci sta rovinando, ci costringe a non guardare oltre al nostro essere italiani o peggio ancora del Nord e del Sud.
Indicazioni geografiche datate che andrebbero soppiantate da un senso civico che non si educa più neanche a scuola ma che dovrebbe aiutarci ad accettare l’immigrazione come una risorsa in grado di far condividere e ritrovare la nostra identità. Tutti insieme. Non sono discorsi da prete: è l’unica via d’uscita se vogliamo una Italia migliore.