Se non ci fosse lui…

Probabilmente ce ne sarebbe un altro: dite quello che volete ma Beppe Grillo con il suo blog – che per alcuni tale non è – riesce ad essere una cassa di risonanza che raggiunge non solo i media ma anche quelle persone che magari non navigano spesso su Internet. E questo può essere un pregio altrimenti ce la suoniamo e cantiamo da soli ogni giorno senza stimolare quella massa critica del quale il nostro Paese non può farne a meno se vuole crescere. Certo non basta mettersi ad urlare da un megafono, per lo meno non uno soltanto: senza fare caos o creare rumore nell’informazione mi piacerebbe vedere i blog, chi entra nell’immensa Rete, i cittadini, come nella canzone di Daniele Silvestri l’uomo col megafono purchè non si cadi nel banale.

La “nuova” battaglia del confuso comico sembra dirigersi verso il WiMAX, tecnologia della quale qui ne ho parlato molto e per la quale avevo in canna diversi post considerata la recente uscita del bando per le assegnazioni delle frequenze. Vorrei tralasciare il titolo di questa nuova campagna bizantina; per dire era meglio “anti digital divide” lasciando così in pace quell’altro distrattone di Gentiloni.

WiMAX libero qui l’ho gridato tempo fa, non ne rivendico la paternità anche perchè sul blog di Stefano Quintarelli ci sono tantissimi spunti così come vi consiglio di leggere questo articolo di Alessandro Longo che su Repubblica riassume un po tutta la telenovela WiMAX: è positivo però che se ne parli così come mi auguro che Luca De Biase faccia tutte le domande del caso al ministro Gentiloni.

Mesi fa voci di corridoio davano quasi per certo l’inizio di una sperimentazione gratuita (ovviamente dopo la gara) dei primi mesi del WiMAX ad esempio nella città di Napoli da parte se non sbaglio di Telecom: l’apertura agli assegnatari dell’UMTS, nodo della discordia sulla quale si basa la petizione, era dunque cosa scontata?
E’ notorio (ma forse non per quelli che s’interessano ora di queste cose magari perchè raggiunti dal suono del megafono) che ci siano da tempo online altre utopistiche (?) azioni e petizioni per rendere il WiMAX libero da qualsiasi lotta per la conquista dell’antenna: quasi fossimo in uno di quei videogames di war dove in multiplayer vince la squadra che conquista più bandiere.

Spero che chi ha seguito l’intera vicenda fin dall’inizio spieghi per bene ed anche nei dettagli tecnici ciò che sta accadendo riguardo il WiMAX che se non è la soluzione definitiva al digital divide ne può rappresentare di sicuro una parte.

Link: Il bando sul WiMAX (file .PDF)

[UPDATE November 14, 9:00pm]

– Interessanti spunti di riflessione nei commenti: ho dimenticato di parlare di molte cose nel post come citare questo link che contiene alcune dichiarazioni di Gentiloni sulla banda larga: come dire se spendi due soldini per qualche antenna la banda si satura subito.

– Dario Denni sottolinea che è inutile prendersela solo con Gentiloni e che ci sono nel post di Grillo gli estremi per diffamazione. Mi sembra un tantino esagerato.

– Su Rai Utile si parla di WiMAX, ci sono diversi filmati sull’account di YouTube dell’associazione Anti Digital Divide mentre qui di seguito un video:

– Per quanto riguarda la questione mobile, Wisoa, che è l’organo di alleanza internazionale su WiMAX, segnalava già giorni fa la confusione nelle regole del bando italiano dettata anche da una discrepanza tra il documento originale della consultazione di AGCom e la relativa delibera finale.

– Oh ora scoppierà un putiferio (tra i blogger eh): Dario Denni mi segnala che Grillo è stato querelato da Mastella. Pronto il post di Grillo che lancia Ammastellati, l’ennesima iniziativa. Davvero non so chi tra i due faccia più ridere: occupiamoci del WiMAX e dei problemi di questo Paese per favore.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

5 thoughts on “Se non ci fosse lui…”

  1. A parte le tante imperfezioni sul bando e le procedure in corso (e su questo siamo d’accordo) mi chiedo chi abbia mai tirato fuori la questione del Wi-MAX come soluzione dei problemi di digital divide nel nostro paese.
    Poi, tanti altri che ripetono con eco senza fine la notizia!
    Avete fatto un po’ di conti? Basta saper fare semplicemente divisioni e moltiplicazioni! Come si fa ad asserire una cosa del genere?
    Permettetemi il parallelo, forse estremo, ma è come se si pretendesse di risolvere il problema della fame in Africa fornendo qualche sacco di grano di tanto in tanto.

  2. @Max: Molti lo hanno visto come esclusiva panacea di tutti i mali: ci sono sempre andato molto cauto come saprai. E’ vero: ho segnalato perchè non voglio che sia l’n-esimo eco e segnalazione di una petizione: vediamo dietro cosa c’è, facciamo un paio di conti sulle macroregioni e le differenze di costi che non solo cambia da regione ma che aumenta con l’aumentare delle antenne: WiMAX dorsali non mi spiacerebbero. Non solo l’occhio sull’interoperabilità dunque.
    Pensa poi che ci sono dei fantomatici punteggi da raggiungere per il digital divide. Aggiungo un link che avevo dimenticato di inserire.

  3. Pingback: Dario Denni » GRILLO DENUNCIATO DA MASTELLA

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