Rifiutifull (parte 4). Back to the future: l'era dei "rifiuti on the road"

Video di Antonio Manfredonio

L’episodio precedente di Rifiutifull è a questo indirizzo.

Torna Berlusconi a Napoli (qui la mappa) per fare il consiglio dei Ministri e la città viene in parte ripulita dall’immondizia neanche arrivasse il papa (intanto in periferia i rifiuti ci sono ancora): il Presidente però è stato accolto anche da manifestazioni e cortei.
E ritorna anche Bertolaso ad occuparsi dell’immondizia di Napoli: poco riuscì a fare il capo della protezione civile che oggi si presenta come sottosegretario stavolta senza poteri speciali ma con deroga; cambiano i sostantivi si spera cambino anche i risultati.
Bertolaso ed il Governo di centrodestra (De Gennaro che fine fa, che risultati ha realizzato?) devono risolvere il problema della raccolta differenziata ferma al 13%, dello smaltimento dei rifiuti (Berlusconi ha parlato di continuare ad affidarsi all’invio della monnezza nelle altre regioni ed all’estero, spendendo così tantissimi soldi) mediante inceneritori e l’individuazione di siti di stoccaggio, altri cdr e discariche (si spera tecnicamente ed ambientalmente in regola) sparsi per la Regione.

Venerdì scorso ero a Napoli, mi trovavo in via Foria, tornavo dal complesso di San Lorenzo Maggiore dove avevano presentato la Fabula Vergiliana, un itinerario turistico alternativo caratterizzato da alcuni racconti emozionali in un percorso realizzato in Via dei Tribunali, una strada che taglia i vicoli di Napoli insidiandosi in zone abbastanza pericolose (non per niente i turisti vengono scortati da una moto della Polizia fino all’entrata del percorso).
E’ stata un’esperienza emozionante passeggiare tra l’antico mercato frequentato da Virgilio, lo stesso devo dire per il ritorno a casa: un tratto di Via Foria infatti era pieno di rifiuti, cassonetti rivoltati sulla strada e macchine della polizia a monitorare la situazione. Una poliziotta mi dice “questi atti, che ormai vanno avanti in tutta Napoli, sono organizzati da persone che hanno determinati interessi“. E’ vero, difficile pensare ad una sommossa popolare, non in questi termini; l’ignoranza e l’irresponsabilità di alcuni cittadini campani ha portato a roghi (bruciare i rifiuti serve solo a sprigionare una quantità assurda di diossina, informiamo le persone su questo) che hanno peggiorato lo stato di allerta e le preoccupazioni dei medici per la salute degli abitanti di queste zone.

L’emergenza dei rifiuti non è soltanto a Napoli. I media nazionali non ne parlano mai ma gli abitanti dell’hinterland Casertano sono messi anche peggio: guardate queste immagini video di un’altra strada ricoperta di rifiuti nella zona di Marcianise (CE) oppure queste foto di un vero e proprio “campo d’immondizia” sempre nello stesso paese. La situazione è la stessa, per periodi alterni, nel centro cittadino di Caserta, territorio che da anni soffre tra cave e discariche quali quella de Lo Uttaro, considerata una delle più pericolose al mondo non solo perchè contiene rifiuti speciali ma anche perchè non è tecnicamente a norma. Eppure vorrebbero riaprirla, ci provano continuamente.
Non sono immagini di repertorio quelle che vi ho fatto vedere, probabilmente non lo saranno ancora per molti mesi, anni. Il quotidiano francese Liberation dedica a Napoli un titolo non molto allegro “Voir Naples et pourrir“, vedi Napoli e marcisci; sarà difficile far rinascere Napoli e la sua immagine, mostrare le mille risorse, i misteri di questa città che la storia sotterranea di questa terra ci nasconde, come le imprese del Virgilio Mago, proprio lui, lo scrittore dell’Eneide che scelse Napoli come sua patria.

In queste zone non c’è solo la camorra, quella che viene dipinta anche nel film Gomorra ma c’è una latente mancanza di cultura, senso civico ed opportunità lavorative: queste componenti insieme all’incapacità dello stato e della politica di essere presenti sul territorio in maniera concreta e poco opportunistica, distruggono nelle persona la speranza di poter realizzare legalmente nella propria città un futuro migliore.

Non c’è da stupirsi, poi, che assoldare un sicario in queste città costi solo 200 euro. Voir Naples et pourrir dicono i francesi. Forse in qualche caso hanno ragione.

Author: Dario Salvelli

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