R-italia.it?

La notizia che gira in queste ore è quella della chiusura a quanto sembra definitiva del portale turistico Italia.it(il cui dominio scade il 3 giugno 2008) , quello tanto chiacchierato che doveva servire a promuovere il Bel Paese. A questo punto realizzare una petizione per trovare i responsabili ed i colpevoli credo lasci il tempo che trova: c’è già una commissione d’indagine che ha prodotto alcuni risultati indecenti o senz’altro discutibil. Da leggere la relazione (file .PDF) della commissione: è stata anche ricostruita una certa cronologia degli eventi. Certo chi ha avuto le responsabilità in questo fallimento deve pagare.

Piuttosto credo sia indispensabile trovare un sistema turismo che sia efficace, in grado di promuovere al meglio il nostro Paese sul Web e non solo: volete un esempio veloce?
Confrontate questi due siti web: quello della Reggia di Caserta (uno dei monumenti più visitati d’Italia) e quello della Reggia di Versailles, in sostanza due siti che hanno delle tipologie di turismo simili. Ci sono delle differenze tra i due siti web così sostanziali e marcate che salterebbero agli occhi anche del meno esperto: tra l’altro se non sbaglio qualche studente mi scrisse tempo fa perchè aveva in mente una tesi di laurea su questa stessa comparazione.

Forse è arrivato anche il momento di riprendere in mano l’iniziativa di Ritalia con tutta l’umiltà possibile, se non altro valorizzando progetti paralleli al mega portalone. E lavorare stavolta senza riflettori puntati: ho già dato la disponibilità per trasformare il RoyalCamp in un occasione per riparlarne. Cosa ne pensate?

[UPDATE 30 Gennaio]

– Stimolato anche dai commenti ho cercato qualcosa di ufficiale: oggi l’Ansa parla della chiusura intervistando Ciro Esposito, capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, che dice:

Dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne sono stati spesi, in due anni e mezzo, circa 7 per la costruzione e la gestione. “Ci sono dunque tutte le risorse per riprendere il lavoro – ha proseguito Esposito – bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”.

– Ral ha realizzato questa divertente immagine sulla dipartita di Italia.it.

Leggo che alla fine i soldi rimasti, 21 milioni di euro, saranno trasferiti alle Regioni affinchè provvedano con le associazioni alla migliore soluzione per il Portale: speriamo che in questo passaggio di mani non si perdano.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

9 thoughts on “R-italia.it?”

  1. Scade il 3 giugno 2008? Me lo segno… :) Sarebbe uno smacco grosso comprare il dominio e donarlo ad un progetto di volontari che possano magari cavarne fuori qualcosa di buono…

    Lo terrò sott’occhio… Chissà mai che qualcuno si scordi di rinnovarlo.

    Il progetto RItalia IMHO è naufragato, anche per colpa di un “pessimismo cosmico” diffuso tra le menti del progetto.

  2. -.-” e poi ci chiediamo perchè l’italia fa così cagare agli occhi internazionali, bell’immagine che diamo,è imparagonabile il sito della r. di caserta con il suo “corrispettivo” francese..e il bello è che vengono anche pagati..

  3. E’ difficile fare le cose bene con le regole che ci sono.
    L’affidamento dovrebbe essere fatto diretto a chi sa fare meglio il lavoro, con chi decide che si prende la rsponsabilita’. un’ottica un po’ privatistica.
    purtroppo invece bisogna fare gare che vengono blindate con requisiti che nessun atro puo’ soddisfare.
    Il problema e’ di accountability: hai fatto una scelta? era sbagliata ? mo’ paghi.
    invece siamo a “hai fatto una gara ? ha vinto qualcuno ? era tutto in regola ? mo’ non hai responsabilita'”
    a meno di una realizzazione privata, non vedo come se ne esce.
    ,ma anche con una donazione privata a ben vedere non se ne esce. meti che uno doni 2 milioni per fare un portale, che dia delle linee guida a tutti; se non sono obbligatorie nessuno le seguira’. ma un privato non ha il potere di renderle obbligatorie.
    insomma, non sono ottimista.

  4. @Napolux: Credo lo rinnoveranno di sicuro! ;)

    @cirio: In effetti quell’esempio è davvero un brutto specchio,anche della burocrazia delle Soprintendenze.

    @Stefano: Neanche io sono ottimista ma leggi l’Update dell’Ansa: non hanno le idee chiare neanche loro se fare nuovamente un bando o meno. Almeno ora non possono più sbagliare, hanno gli occhi di tutti puntati (mi chiedo se questo capo dipartimento è stato cambiato, ha responsabilità?)

  5. Sono stato uno dei finanziatori e ho speso tempo durante l’evento Ritalia.
    Un progetto deve avere dei responsabili ed obiettivi finali, non vivere alla “giornata” su “base democratica” o con interessi d’immagine e/o mezzo per scopi personali.
    Soprattutto se vuoi che le persone siano disponibili allocando risorse e con il loro sociale ( aziende, associazioni, istituzioni pubbliche e private ecc. ).

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