Quel tiranno dell’algoritmo di Google

Cercare “Vatican” su Google e ritrovarsi siti che riguardano la pedofilia ed il sesso è solo uno degli esempi in cui l’algoritmo di un motore fa cilecca. Gli ingegneri di Google agiscono sull’algoritmo un centinaio di volte l’anno (questo dovrebbe essere uno dei tanti) ed hanno un potere enorme sulla gestione delle tue pagine web.
L’impatto dell’algoritmo di Google sull’economia di Internet è forte, non a caso l’antitrust ha richiamato diverse volte l’azienda di Mountain View per pratica scorretta nei confronti dei concorrenti in quanto ha favorito i propri servizi e per diverse storie di brevetti.

D’altronde Google ha sempre puntato solo a migliorare la qualità dei propri risultati di ricerca senza nessun aiuto a sviluppare il business dei concorrenti. Rimane da sempre un mistero come sia possibile valutare e favorire un sito web invece che un altro: forzare la pubblicazione dell’algoritmo da parte di Google lo distruggerebbe come motore di ricerca mentre chiedere che ogni aggiornamento passi sotto gli occhi degli organismi di controllo ne rallenterebbero e limiterebbero la crescita.

Google sta cercando di sistemare i risultati per la parola “Vatican” solo in seguito a segnalazioni ed articoli usciti sui media e sembra riuscirci male:

Se Google vuole essere ancora l’autostrada nella quale viaggiano le informazioni più importanti allora deve adeguarsi e cambiare, forse anche aprirsi. Quanto è importante essere sempre alla ricerca di alternative: una di queste è DuckDuckGo e spero di parlartene presto.

Google rischia grosso: se alla fine il Web diventasse un enorme archivio di Wiki con un motore di ricerca indipendente e non commerciale?

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

1 thought on “Quel tiranno dell’algoritmo di Google”

  1. Google deve cercare di fornire i risultati più coerenti con la query dell’utente e non mi pare che il sito pedofilo.com sia uno di questi.

    Che poi Google abbia un potere incredibile e la possibilità di censurare siti scomodi non lo metto in dubbio, però in questo caso non si può dire che abbia sbagliato.

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