Privacy all’Italiana

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Mappa della Privacy dei Paesi di tutto il mondo aggiornata al 2007 [versione ingrandita]

Luca De Biase analizza la privacy americana citando situazioni davvero imbarazzanti che se paragonate ad esempio alle intercettazioni italiotiche sono polvere esplosiva.

A fine dicembre è uscito l’annuale stato della privacy in Europa ed in tutto il mondo aggiornato al 2007: la mappa sopra rappresenta in diversi colori la situazione della privacy nei diversi Paesi.
Quelli colorati di nero sono messi in termini di privacy nella peggior situazione e si dividono tra censura e diritti violati: non solo China e Russia ma anche parte dell’America Centrale.

Nel rapporto poi viene citato anche lo stato dei diritti umani in Italia aggiornato al 2006: si spazia dalle questioni riguardo le frequenze radio allo Spam, al diritto alla Salute ed alla Sanità per finire ai Big Brother Award Italia.
Tornando alla privacy nel riassunto dei risultati dell’anno 2007 vengono citati i passi che sono stati fatti dai rispettivi Paesi e le questioni principali. Ecco cos’è stato considerato nello scenario Italiano:

– la legge italiana sulla Privacy comprensiva

– la costituzione Italiana protegge i diritti privati e nelle comunicazioni

– l’autorità del garante per la privacy ha esteso i poteri includento la possibilità di fare verifiche
bancarie con attività intelligenti, la stessa autorità ha fermato due iniziative che espandevano l’uso dell’impronta digitale regolando inoltre l’uso di CCTV (la video sorveglianza) e realizzando campagne pubbliche in Tv (voi quale ricordate?)

– autorizzazioni giuridiche per le intercettazioni (qui ci sarebbe tanto da dire) e concessa per 15 giorni alla volta con la distruzioni delle trascrizioni se non utilizzate. Eccezioni applicate poi a religiosi, ministri, legislatori e dottori, sebbene ci siano procedure più clementi per i casi di anti-mafia

– Nel 2007 un giudice ha considerato che inserire dispositivi nelle auto non è un’offensiva perchè la legge lo applica solo ai privati

– Un numero di abusi nel controllo elettronico delle comunicazioni: nel 2005 la polizia Italiana ha inserito una backdoor nel server di un ISP monitorando tutte le transizioni di 30 mila utenti; Telecom Italia ha raccolto migliaia di file su influenti ed importanti persone

– Il periodo di mantenimento dei dati è passato da 4 anni, attraverso il traffico internet è stato settato a 12 mesi e seguendo uno schema secondo il quale le investigazioni si sviluppano seguendo crimini gravi è stato possibile raccogliere i dati delle telefonate dopo un periodo di 2 anni o dati internet dopo 6 mesi

– I programmi biometrici per l’autorizzazione dei viaggi sono stati cambiati e revisionati dall’autorità

– Il consiglio dei ministri ha approvato una legge che richiede che ogni blogger debba registrarsi in un registro, sebbene la legge sia in stato embrionale

L’ultimo punto riguarda i bloggers: forse si parla della Legge Levi-Prodi prontamente smentita a più parti e degna di modifica secondo tutte le parti politiche e sociali.

In sostanza lo stato italiano della Privacy (di colore giallo) è uguale e simile abbastanza diverdo da quello americano per altro peggiorato negli ultimi anni (è più comodo guardare la tabella ed i relativi indici che i colori, specie nel caso degli Usa). Sono messi peggio di noi Francia, Spagna ed UK (Regno Unito).

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me