Politically (correct?) blog

I blog politici Italiani aumentano, a dismisura: ma chi c’è veramente dietro i post ? Non lo so, ma prendo spunto dalla critica di Ivan Scalfarotto (che fa subito marcia indietro) riguardo questo vecchio post di Luca Conti. Non sarebbe più corretto dare la possibilità ai lettori di giudicare loro stessi (se vi interessa e riuscite a trovare la replica di Scalfarotto potete usare la cache di Google) ? Guerra di curriculum per scrivere su di un blog: i weblog sono nati come diari personali, opinioni ed impressioni giornaliere sui più disparati argomenti. A tal proposito invito tutti i “politically (correct?) blog” italiani a regalarsi per Natale il nuovo libro di Marco Travaglio (non storcete subito il muso, il titolo mi sembra interessante) “La scomparsa dei fatti“: non siete stanchi nella blogosfera italiana e nel bel Paese che sempre più frequentemente le opinioni si trasformino in fatti ? Da questo mio modesto e piccolo blog cerco di sottolineare sempre la necessità di una maggiore collaborazione, informazione e studio, perchè solo dal confronto si può crescere: stimolare le opinioni con dati di fatto. Però se volete fare una Rivoluzione Italiana a colpi di Polonio non vi seguo di sicuro (giudicate voi bandiera e colore del titolo dei posts).

[UPDATE] Quasi folgorati da un ispirazione simile ne parla anche Mantellini oggi in un post che riprende anche la classifica dei blog di Ludo.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

4 thoughts on “Politically (correct?) blog”

  1. Il punto fondamentale della questione è che l’evoluzione del blog personale inevitabilmente porta, prima o poi, alla analisi ed al commento sui fatti di cronaca (di qualsiasi colore essa sia) che accadono giorno per giorno. Da qui a fare poi dello pseudo-giornalismo, o ancora una specie di passaparola delle informazioni, il passo è abbastanza breve. D’altronde il blog, rispetto ad esempio ad un sito internet, è molto più semplice e veloce da gestire.

    Da questo punto di vista, dal canto mio, preferisco sempre inserire una “personalizzazione” dei contenuti che propongo, altrimenti si tratta solo di instradare ( il termine esatto dal mondo delle reti è “routing” ;) ), attraverso la rete, le informazioni.

    Infine, per quanto riguarda il proliferare di blog politici (vedi appunto Paolo Guzzanti, Di Pietro mi sembra e quant’altri), penso che questo possa essere un fenomeno quantomeno positivo, perchè permette (o almeno si propone di farlo) la libera interazione tra il blogger e il visitatore, avvicinando i livelli di pensiero. Come al solito, però, è fondamentale non confondere le parole virtuali con quelle vere, reali, fatte anche di espressioni facciali, gesti e suoni di sottofondo; insomma, è sempre meglio incontrarsi in un caffè, in un comizio, in una manifestazione, piuttosto che sulle onde elettriche di una rete, relegando il virtuale a un ottimo parallelo, laddove la voce non può o non riesce ad arrivare.

    Ciao Dario ,
    è il mio primo commento qui, mi sembra ;)

  2. Beh concordo con te per quanto riguarda il concetto di “routing” applicato ai media, e nello specifico ai blogs. Il blog politico è da considerarsi cosa “buona e giusta” se scritto dallo stesso e se non assolve ad una vetrina elettorale. Ci sono politici come Bassolino che hanno un blog ad esempio e cercano di coinvolgere i lettori facendoli diventare al tempo stesso “autori”: non so se ci si riesce o è pura utopìa ma apprezzo il tentativo.
    Altro spunto del tuo commento è quello sulle conversazioni, non digitali: mi trovi d’accordo, preferisco il confronto con la parola, se non altro è più diretto e crea meno equivoci. Si, è il tuo primo commento qui e ci avrei giurato fosse per un post simile.
    Presto cambio il tema, rendendolo più semplice ed adatto anche per FF.

  3. Beh, in effetti commento principalmente per i post più d’attualità, per quelli più tecnologici non credo ci siano tanti spunti di commento, anche se ho trovato interessante l’articolo su Google Web Toolkit, infatti ho girato la notizia al gruppo formato all’università da me e altri 6 ingegneri (3 informatici e 4 elettronici in tutto) per fare ricerca e sviluppo in ambito extrauniversitario. Gli altri due ingegneri informatici sarebbero propensi a uno sviluppo su GWT. Gli elettronici un pò meno :D.
    Fai bene ad adattare il blog a FF, e ti consiglio di lasciare anche tu una testimonianza per la campagna “Naviga Felice”. C’è anche una mia testimonianza:

    http://navigafelice.wordpress.com/2006/12/08/sebastiano/

    That’s alla folks!
    Ciao Dario, a presto

Comments are closed.