Pizzini pubblici

Guarda il video. Come rimbomba forte nelle menti quell’ingiusta scritta “Don Peppe Diana era un camorrista“. L’ha fatta notare a tutti Roberto Saviano durante il Festival della Letteratura di Mantova.

Internet non si può fermare a suon di querele. Qui l’informazione è libera perchè fatta di editori veri che non guadagnerebbero nulla nel dire il falso. Ci sarebbero, per la camorra e la criminalità organizzata, i tanti interessi privati della politica, troppe bocche da chiudere. Non basterebbero pallottole o kg di cemento.

Ed allora, iniziando ad informare con la Rete si possono fornire gli strumenti del Web 2.0 alle forze dell’ordine per combattere l’illegalità, scuotere la coscienza civile e creare una mentalità e cultura nuova. Nel quartiere degradato forse puoi evitare la delinquenza socializzando sul Web con altre persone che sono nella tua stessa condizione. Perchè la qualità della vita è sempre importante.

Pubblicare i redditi di tutti i cittadini, le assenze nei ministeri e gli esempi delle amministrazioni pubbliche più efficienti non basta. Bisogna avvicinarsi. E se non lo fanno le istituzioni incominciamo a farlo noi.

Immagina un futuro nel quale tutti si raccontano ogni giorno in maniera sincera sul Net attraverso il lifestream e scoprono di avere opinioni e cause comuni da sostenere insieme.
Twitter, Facebook, il blog di quartiere, ben venga qualsiasi strumento: ci si incontra online per decidere e scegliere il futuro. Incontri e conferenze per pochi, politiche comunitarie e di sviluppo, class action, comitati cittadini ed associazioni noprofit rinasceranno in una forma nuova, una finestra aperta e condivisa a tutti. Basterà affacciarsi.

L’impegno e la tua onestà come quota d’iscrizione alla società civile. Un po’ come nel peer to peer la convinzione che verrai ripagato in funzione di ciò che riesci a dare. Il cambiamento è proprio questo: non quanto ma come.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

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