Più umani più veri=più social media, più soldi

Le persone condividono online per diversi motivi: il 94% crede che sia utile agli altri, il 49% lo fa per informare sui propri prodotti preferiti per far cambiare opinione alle persone mentre il 68% condivide per fare capire che è una persona migliore o comunque dare un senso alla propria personalità. Ci sono poi altre ragioni che si trovano nelle slide di sopra.

Secondo me se vogliamo farci ascoltare e discutere in maniera costruttiva con le persone è necessario usare l’equazione del titolo valida su qualsiasi social network e per qualunque caso, che sia una persona oppure un marchio non c’è nessuna differenza. Ha dunque ragione Amy Martin in To Monetize Social Media, Humanize It quando scrive:

Social media is not a popularity contest. Followers don’t equal influence. Don’t make this a volume game. Compete on how much value you can offer and how much trust you can build (more to come; I will share metrics on this in a future post). Humanize your brand is the golden rule of social media, because humans connect with humans, not logos. There’s always a human connection. If the president of your company, the single most influential person behind your brand, hasn’t tried to make that connection, then he or she is missing a major opportunity to build trust and loyalty.

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