Il più grande spettacolo dopo il Ping Pong

Ho preso la chitarra senza saper suonare. Dev’essere pure un pezzo autobiografico quello di Jovanotti ma questa estate l’ho odiato perchè è diventato il classico tormentone da summer collection: lidi, bar, radio trasmettavano questa esplosione di banalità tra frasi fatte, riferimenti universali, schitarrate da karaoke, grandi ma piccole storie d’amore cantate a sguarciagola da un Jovanotti impegnato a far di tutto per sembrare agli esordi.

A mio avviso il brano più internazionale e interessante di Jovanotti è “L’ombelico del mondo”, sarà perchè è quello musicalmente più semplice e che non ha pretese eccezionali:

Gli altri invece, anche quelli dei primi album, per me sono meno intriganti di questa partita di ping pong.

Author: Dario Salvelli

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3 thoughts on “Il più grande spettacolo dopo il Ping Pong”

  1. e invece Jovanotti è una specie di genio,forse uno dei più grandi artisti pop degli ultimi 50 anni,ma ve ne accorgerete solo tra qualche anno,quando la sua opera apparirà come un corpo unico complesso ed organico.L’opera di un maestro che interpreta il proprio tempo in modo unico.

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