Pensavo fosse un comico invece era Beppe Grillo

Non dire che non te l’avevo detto ed è per questo che sono ancora una volta d’accordo con Alessandro Gilioli.

Le liste civiche di Beppe Grillo sono qui. Non me ne importa, non voto nessuno, neanche chi ci mette (solo) il blog.

Se solo in questo Paese ognuno facesse il mestiere che gli viene meglio. Beppe Grillo faccia il comico.

[UPDATE]

– In sostanza anche io ho gli stessi dubbi di Mantellini sulla certificazione delle liste civiche: ma li ho anche quando a farle sono i politici locali. Sia chiaro che il mio è un punto di vista da..anarchico.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

10 thoughts on “Pensavo fosse un comico invece era Beppe Grillo”

  1. nn sono d’accordo, mai fatto a tempo a postare

    chiunque – ripeto: chiunque – può e dovrebbe fare politica, partecipare alla vita di un paese

    e dovrebbe essere libero di farlo come diamine gli pare

    accidenti, i blog sono il primo strumento che consente vera libertà di parola, porcapaletta. li aspettavamo da anni. e ora proprio i blogger devono fare la morale?

    ognuno il blog lo usa come diavolo gli pare!

    scusa dario ma questa storia dei blogger e grillo mi fa venire i vermi in pancia da un po’, davvero devo riuscire a trovare tempo (e modi spero migliori di quanto ho fatto qua, scusa) di farlo

  2. @Alberto D’Ottavi: Certo che chiunque dovrebbe e forse potrebbe fare politica, non intendo mettere paletti o censure ma nel caso di Grillo è diverso. E’importante proprio la comunicazione che svolge attraverso il blog e l’equivoco “ehi sono un comico però non voglio fare il politico,ma faccio comunque delle liste civiche” proprio in un momento ad hoc così delicato. A me questa cosa non va giù e non faccio la morale a nessuno,neanche al modo con il quale usa il blog Grillo così come Luttazzi usa il suo,sono affari loro.
    Dal momento però che hanno una funzione pubblica ed un lavoro che collima con la loro attività (mettila in termini di conflitti d’interessi,è lo stesso per i politici per me) e che “qualcuno” li segue qualcosa cambia. Sono contento che anche tu hai dei pensieri forti da esprimere ma i miei sono privi di pregiudizi ed antipatìe: in fondo a me Grillo quando faceva il comico un po piaceva,anche inizialmente quando giocava sul suo blog. Poi è diventato “politico”.

  3. mmmhh discussione interessante.

    Il politico dovrebbe occuparsi delle cose della città (polis) e dovrebbe essere demandato dai cittadini a risolvere i problemi per loro conto.

    Il politico dovrebbe quindi essere un cittadino e non il cittadino. Vestire i panni del candidato (candido – pulito) non significa smettere di essere se stessi. Se i cittadini stabiliscono che un comico deve governare allora governi un comico. Se i cittadini lo seguono questo avviene perché è così che si comporta se poi cambiasse perché è seguito allora sì che ci sarebbe qualcosa di artefatto.

    Deve mettersi la maschera tragica? Così appare più credibile? Esssere formali aiuta a risolvere i problemi? Deve fondare un partito? Siamo nel XXI secolo chi dice che quella roba del XX secolo è la migliore forma di partecipazione politica che si possa avere?

    E poi è meglio un comico che fa il politico o un politico che fa il giullare come qualcuno ieri al senato?

  4. Chi sei tu Dario per dire a Grillo quello che deve fare?

    1 blog in meno dai miei feed….

  5. @Roldano De Persio: Il punto è proprio ciò che dici “se poi cambiasse perchè è seguito”. Non dico che per fare il politico debba mettersi una maschera o assumere tutti i clichè del caso anzi la mia opinione è che mi è difficile vederlo come un politico specie quando non si dichiara tale: insomma è comodo giocare sull’equivoco,è possibile tirarsi indietro così per ogni marachella fatta.
    Sull’ultima domanda la risposta è quasi scontata: meglio un comico almeno gli possiamo dire “facce ride”.

    @Marco: Ciao Marco. Il mio non era ovviamente un imperativo ma un mio pensiero personale ed una mia impressione che se suscita così tanto scalpore vuol dire che Grillo è diventato davvero un politico. Qui non si è mai presuntuosi (almeno si cerca) ma si raccontà sempre la verità ed i fatti per come li vedo io.

    Mi spiace non mi vorrai leggere più,spero cambierai idea. Un saluto.

  6. Non riesco ancora a capire secondo te chi può essere politico. C’è per caso una condizione particolare a cui bisogna soddisfare? Diffido di chi fa il politico per professione, di chi nella vita non ha saputo o voluto crearsi una professione e lavorare. Diffido di coloro che hanno visto in un servizio da offrire alla comunità una professione per far soldi e accumulare pensioni.
    Che politico sia il comico, l’ingegnere, il bidello, l’operaio, l’imprenditore… chiunque abbia l’onestà e i principi in cui credo e al quale affido di rappresentarmi.
    Mi spiace ma non sono affatto d’accordo con quello che tu dici, sia se lo credi sia se hai voluto semplicemente lanciare una provocazione.
    Grillo rappresenta la voce di migliaia o milioni di persone che hanno perso la fiducia dei “politici di professione”. Comico o scalpellino, non importa. Questa è democrazia.
    Non offendere la tua intelligenza, Dario, e la prossima volta se vuoi discutere di Grillo e la sua politica fallo sui programmi, le proposte e i contenuti.

  7. @Max: Non contesto il suo voler fare politica ma il modo: certo che probabilmente rappresenta una parte (anche se questo bisogna vederlo sul campo) di cittadini. Sarà che sono limitato ma non vedo Grillo come qualcosa di nuovo, anzi, mi spaventa un personaggio che come tanti altri politici italiani ha avuto in qualche modo triste vicende personali come ricorda Enrica qui.

    Forse Grillo potrebbe avere il merito di poter fare con la forza conquistata un lavoro sporco che non tutti noi da cittadini potremmo fare: in attesa di una classe politica giovane tra qualche generazione potrebbe reinventare quella attuale. Spero solo che lo faccia come tu dici con contenuti che siano davvero migliori di quelli attuali,altrimenti è tutto fumo negli occhi. Mi farebbe piacere commentare comunque un programma serio ma ho anche io il timore che la certificazione delle liste civiche diventi un gioco del “ndò cojo cojo”.

  8. Post Scriptum: il mio scorso commento non certo era per difendere chicchessia ma per porre in evidenza una questione di metodo, di approccio.
    Gli Autori che tu citi nel post hanno tanto di argomentazioni nei loro interventi… e non il semplice …ognuno facesse il mestiere che gli viene meglio….
    Quando mi rispondi dicendo: “probabilmente rappresenta una parte (anche se questo bisogna vederlo sul campo) di cittadini” beh allora entri in contraddizione con te stesso quando critichi la formazione delle liste civiche, ti pare?
    Quando, nello stesso commento, replichi: “Mi farebbe piacere commentare comunque un programma serio”, beh, fallo! Fallo anche commentando che forse un programma dietro quello che dice non c’è.
    Rispondi puntualmente a tutte le sue prese di posizione, proponendo la tua opinione.
    Le accuse generiche e pressapochiste offendono chi le formula.
    Ah dimenticavo: non sono un fan di Grillo e neanche voto per le sue liste, ma mi sento vicino o lontano alle persone per quanto condivido o meno idee e programmi.
    Tanto per precisare :)

  9. @Max: Non credi che la frase “ognuno facesse il mestiere che gli viene meglio” sia ironica? La critica sulle liste civiche deriva dalle dichiarazioni stesse di Grillo quando dice di non voler essere un politico, chi si contraddice credo sia più lui in questo caso.
    Se non ho criticato un programma è perchè ora non lo vedo (e credo fosse sottinteso altrimenti ne avrei scritto nel post): quando ci sarà lo farò ma dovrei analizzare tutti quelli che usciranno nella prossima propoganda elettorale. Non mi occupo di questo ma ti prometto che cercherò di avere quanti più occhi aperti.

  10. Pingback: SDRENG » E ora?

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