Pangea: altro che comunicati stampa!

pangea.jpg

A proposito di giornalismo e soprattutto comunicazione.

Comunicati stampa innovativi e per i social media? Contenuti giornalistici o fatti dai lettori? Il modello del giornalismo rettangolare sbaragliato da quello circolare?

Forse nella comunicazione vincono ancora (si, lo so che è realizzato in Flash e che l’intervista doppia non è originalissima) operazioni come la campagna della Fondazione Pangea: “Noi non le dimentichiamo“.

[UPDATE 13:21]

– Altri due casi di giornalismi errati ed esagerati: il primo riguardo un articolo su Repubblica mentre l’altro che leggo via Roberto è scritto sul Corriere (Generazione Columbine è davvero esagerato). Sono un po stanco, escono ogni giorno articoli sensazionalstici di questo genere (ma è così un po anche sulla carta stampata): che hanno forse l’unico intento (basta guardare i titoli) di far parlare di sè.
Forse è ora di dire basta ma non mediante lettere aperte: non linkate più Corriere e Repubblica in casi del genere, ve ne prego.

– I teenager come usano i sistemi di Messaggistica Istantanea (IM)? CNN mostra in questo articolo i risultati di un sondaggio online con conclusioni che forse già conoscevamo ma che in tema di “campagne contro i teenager” vale la pena di sottolineare.

– Del video del bambino preso a calci presente su YouTube ne parla anche Stefano Hesse.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

2 thoughts on “Pangea: altro che comunicati stampa!”

  1. Riguardo i giornali e i media in generale: hanno costruito la loro forza sulla legge del: “Il cane che morde l’uomo non fa notizia. L’uomo che morde il cane fa notizia”.
    Ora l’uomo che addenta il cane apre un blog e dice la sua: sul cane, e non solo. Spesso in modo superficiale e stupido. Spesso, in modo intelligente e stimolante.
    Esagero probabilmente: ma questo piccolo (grande), spostamento dl baricentro non viene ancora nemmeno percepito. Si preferisce considerarlo solo una moda, qualcosa che passerà…

  2. @Marco: Certo, la questione è abbastanza semplice e mi piace molto la tua metafora: in effetti se guardiamo in questi mesi come per l’iniziale valutazione di molti fenomeni nuovi gli articoli su i blog ad esempio sono sempre stati di sensazione e null’altro. Non si è indagato oltre e lo si fa ancora poco quando si tratta di Internet.
    Credo che come per la politica anche la classe dei “giornalisti” sia vecchia: magari non d’età ma di mentalità.

Comments are closed.