Il palco di Jovanotti, i service, la sicurezza sul lavoro ed il sommerso

Ho già scritto che non si può morire di lavoro e non mi stupisce che il ragazzo che è morto per il crollo del palco di Jovanotti guadagnasse 5 euro l’ora (sembra invece fosse 13,5). Chissà se erano rispettate le norme sulla sicurezza.

Siamo sicuri che, come dice Jovanotti, fossero tutti operai specializzati? Ho fatto anche io questo mestiere tantissimi anni fa. La paga era di circa 40 euro a fine serata e la tipologia di persone che faceva questo mestiere si divideva in due: giovanissimi che invece di fare il cameriere alzavano funi e pesi, 40-50 enni magri e forzuti ma tutti con il segno del tempo di un mestiere duro, faticoso.

Tutti con le stesse t-shirt (era estate) per riconoscersi meglio. Il lavoro non era fare da service e montare il palco ma caricare e scaricare le scenografie dello spettacolo di un grosso festival. Non usavamo guanti, non usavamo caschi.
C’era una sorta di caporale che si serviva della manodopera attraverso il passaparola e le telefonate pomeridiane-serali, non credo neanche avesse una società. Pagava e basta e quando lo faceva era ovviamente in nero.

A fine lavoro portava il classico pasto di chi fa un duro lavoro: panino e prosciutto e acqua o birra. Sono andato a lavorare due volte ma non ho MAI avuto i miei 40 euro, telefonate o minacce di denunciare alla giustizia la cosa non sono mai servite: non ero il solo che doveva avere la paga ma il fatto che non fossi uno del giro destinato a quel lavoro faceva di me un soggetto da sfruttare per una sera e dimenticare.

In una Italia in piena recessione il rischio della violazione dei diritti dei lavoratori e delle norme di sicurezza sul lavoro è altissimo e scontato quasi quanto l’evasione fiscale (“facciamo in nero? sà, le tasse sono aumentate”) perchè il compromesso è dietro l’angolo.
Il pianto del ministro Fornero andrebbe dedicato anche a tutti quelli che ogni giorno muoiono sul lavoro, dovrebbe essere una spinta per fare qualcosa: non so cosa, non sono esperto di diritto del lavoro. Vorrei solo che in questo Paese ogni lavoratore potesse “pretendere” ed avere dal suo datore i diritti che gli spettano oltre quella consuetudine “naif” di ricevere regolarmente denaro per aver lavorato.

Author: Dario Salvelli

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5 thoughts on “Il palco di Jovanotti, i service, la sicurezza sul lavoro ed il sommerso”

  1. Cari amici rispetto a molti anni fa le cose sono anche molto cambiate, I promoter locali nella quasi totalità dei casi non accettano più ditte di facchinaggio non in possesso del POS documento sulla sicurezza che racchiude tutti i nomi e cognomi di ogni lavoratore su cui l’ispettorato del lavoro effettua controlli sempre più intensi. Io come direttore di produzione come tutti i miei colleghi che sono in tour ormai allontaniamo il personale non in regola o cacciamo il personale che alla sera non si presenta in condizioni atte al lavoro. Rispetto al resto del mondo gli incidenti in Italia sono nettamente inferiori e inferiori alla maggior parte dei cantieri nelle diverse tipologie. In un compenso alla cooperativa di 13.50 euro/ora considerate che il 33% sono i contributi per la pensione, il 20% spetta alla cooperativa per pagare Irap (spesa indetraibile), commercialista, caschi, scarpe, guanti obbligatori, assicurazione RC, aggiungete Inail e INPS, al lavoratore rimangono tra i 5 e i 6 euro netti anche di ritenuta d’acconto(20%) e alla coopertaiva non rimane molto su cui arricchirsi. Purtroppo nessuno pensa che anche su uni stipendio da impiegato alla ditta spetta versare tutte queste percentuali, E facile e comodo quando accade un evento di questo tipo giudicare senza sapere tutto ciò che c’è dietro. A questo aggiungete mesi di preparazione per un tour con ingegneri, esperti del settore e coordinatori. Credo che l’unica cosa che si dovrebbe dire dopo un simile evento sia “ci uniamo sinceramente al dolore della famiglia del ragazzo, pregare per lui e per coloro che si sono salvati perchè anche per loro questa esperienza li avrà segnati.

    1. Caro Paolo, tutti pagano le tasse (o per lo meno dovrebbero), anche io da libero professionista ho % simili anche se non paragonabili. Sono i rischi del mestiere e di chi apre una società e non ho scritto che le cooperative si arricchiscono mentre mi interessa invece il POS: davvero tutti lo chiedono? Credi sia necessario e basti?
      Gli incidenti sul lavoro non sono mai troppo pochi. Mi unisco ovviamente al dolore di tutti quanti erano lì ma questa può essere una occasione per discutere, tutto qui.

  2. Ti ricordo quanti sono gli incidenti nell’edilizia o nel manifatturiero, quanti ne ricordi nello spettacolo, Quanti cantieri vedono la presenza di una commissione di vgilanzacome avviene ogni sera prima di uno show?

    1. Paolo ma io sono d’accordo con te riguardo l’edilizia, non vi sono dubbi. Magari ci sono più controlli negli show importanti e nei festival (così come nei cantieri più grandi) ma non altrettanto in concerti più piccoli.

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