Il tasto “Partecipazione Morale” per gli eventi di Facebook

Ogni giorno ricevo decine di inviti ad eventi su Facebook ma non riesco a starci dietro: mi credi se ti dico che sono pochissime le volte che ho partecipato ad un evento letto su Facebook?

La maggior parte arrivano da luoghi lontanissimi da dove sono, molti li rimuovo, la gran parte li imposto come ‘maybe attending‘. Per questo trovo carina l’idea del tasto Partecipazione Morale agli eventi di Facebook. Così nessuno si sente in colpa o rifiutato neanche fosse un amore non corrisposto.

I blog fanno concorrenza sleale ai giornali: chiamate l’Antitrust!

Ovviamente scherzo. Però non scherza la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che durante il congresso di Bergamo (che è stato aperto dai pensionati, dura fino al 14 e che si può seguire in streaming) ha snocciolato una relazione scottante con capi di accusa verso i blog che farebbero concorrenza sleale ai giornali.

Insomma è colpa vostra che scrivete sui blog se non li legge (più?) nessuno (Repubblica e Corriere della Sera su carta sono sotto il milione di copie). Se qualcuno ha copia di questa relazione sarebbe divertente leggere cos’hanno scritto.

A penalizzare la diffusione del tradizione ‘giornale’ sono, sempre a giudizio della giunta dell’Fnsi, anche le tv, a cominciare dall”’invasione del satellitare” e dal ”passaggio dall’analogico al digitale terrestre”.

Chi piange operaio è!

E’ estremamente triste vedere questa foto. Sono tristi quei fotografi che si accalcano vicino al vecchio operaio (spero che dopo gli abbiano dato un po’ di conforto), è triste l’assenza della politica, è triste il sindacato, sono tristi Berlusconi, Tremonti e Sacconi, è triste Marchionne con il suo finto compromesso, è triste lo stipendio degli operai, è triste la produttività, è triste l’assenza di nuovi prodotti e idee, è triste non riuscire a ripensare le fabbriche nell’era della globalizzazione.

E’ triste questo Paese. E’ triste che a piangere siano quasi sempre gli stessi.

Aumentano le tariffe ADSL

Il WiFi libero in Italia? Chi se ne frega se toccherà tagliare Internet per risparmiare. In un anno (il 2011 ma anche il 2012) in cui tutto sarà più caro non è una buona notizia l’aumento di 2 euro delle tariffe ADSL a causa del rimodulato canone unbundling.

Se l’obiettivo in questi anni è stato cercare di abbassare le offerte ora si va nella direzione opposta? E’ questa la strada verso la NGN?

Globalizzazione: come devono cambiare territorio e fabbriche

Consiglio a tutti la visione di questo video del professore Enzo Rullani durante il convegno Innovazione e territorio: le aziende pordenonesi tra locale e reti globali.

Estrapolo e annoto qui di seguito alcune frasi dal suo intervento (che condivido in pieno) perchè possono essere utili a imprenditori, lavoratori, politici. Sono belle parole, sarebbe interessante sapere punto per punto come metterle in pratica dunque vi invito ad approfondire.

– In un economia della conoscenza se tu sei uguale ad un altro non porti un piffero, il tuo valore aggiunto è zero.

– Una buona idea che rimane confinata in un ambito ristretto vale poco non diventa una forza trainante, una motrice, una spinta di business. Il valore si crea moltiplicando l’idea.

– Le aziende più o meno se la cavano sempre ma chi rischia con la globalizzazione sono i territori, che non si possono spostare, ed i lavoratori che dovranno giustificare la differenza di reddito con altri mercati, oggi scontata, ma tra 3-4 anni assurda ed indifendibile.

– Dobbiamo avere una diversa economia della conoscenza nelle fabbriche usando in maniera diversa le idee, i significati, il valore che si dà al prodotto che ha valore perchè si inserisce in una filiera che gli dà qualità, moltiplicatori. E’ l’intelligenza che sta nella testa delle persone che conta non nelle macchine.

– Il nostro sistema industriale non ha mai presidiato le filiere, nessuno ha mai controllato e organizzato il valore che c’è a valle delle filiere.

– Il territorio è una delle reti, non il contrario. Il territorio deve dare delle reti importanti locali basati sulla prossimità e l’accesso alle reti grandi e aperte.

– Il territorio è l’identità costruita non quella storica. Bisogna interrogarsi su cosa il territorio vuole diventare. Dobbiamo imparare a raccontare e a raccontarsi: il racconto è fatto di arte, letteratura, di film, esperienze, del creare una città viva, del fare in modo che emergano idee condivise da una popolazione.

– Dobbiamo cominciare a costruire lo spazio metropolitano, lo spazio di quelli che lavorano con noi in idee di mercato e servizi rari, importanti.

– Il territorio non è affidato al Comune, alla Provincia, alla Regione, al federalismo. E’ una idea sbagliata: il territorio è dei cittadini che si muovono nello spazio e vanno a cercare ciò che gli serve.

– E’ l’apertura della Rete delle persone che fa i moltiplicatori.