Turismo a Caserta: siamo fermi ai Borbone?

Qui in provincia di Caserta fare turismo è sempre stata un’impresa non solo per le note difficoltà del territorio ma anche per un forte senso di disunione tra le istituzioni. Coinvolgere tutti gli attori della filiera in maniera concreta e fattibile è sempre stato difficile se non impossibile. Eppure si continuano a finanziare spedizioni all’estero o in Italia degli enti preposti a promuovere il territorio: l’ultima in ordine di tempo riguarda la BIT, la Borsa Internazionale del Turismo che si è tenuta di recente a Milano e dove la regione Campania ha speso circa 500 mila euro.

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Dall’obbligo di rettifica al sequestro preventivo di un post sul blog

Con questo provvedimento della Corte di Cassazione si è andati oltre l’obbligo di rettifica per il quale la Rete si era mobilitata circa 2 anni fa con No Bavaglio. Si può quindi rimuovere completamente un articolo e sequestrare il post di un blog.

Non voglio entrare nel caso specifico, lo faranno i giuristi valutando l’articolo incriminato che si trova ancora online su questo blog ad esempio (già questo fa riflettere sul sequestro preventivo e sul mezzo) e che è stato considerato diffamatorio.
In generale mi sembra preoccupante che si possa tagliare “a priori” un articolo su Internet (vecchio di 2 anni) o un post su di un blog senza accertare prima e definitivamente l’eventuale e presunta natura diffamatoria e dunque a valore penale di ciò che si è scritto. I giudici della Corte precisano comunque che:

Nessun ostacolo può, quindi, sussistere nel ritenere la diffusione di un articolo giornalistico a mezzo internet quale concreta manifestazione del proprio pensiero, che non può, quindi, trovare limitazioni se non nella corrispondente tutela di diritti di pari dignità costituzionale. Il sequestro preventivo, a sua volta, allorchè casa su di un qualsiasi supporto destinato a comunicare fatti di cronaca ovvero espressioni di critica o ancora denunce su aspetti della vita civile di pubblico interesse non incide solamente sul diritto di proprietà del supporto o del mezzo di comunicazione ma su di un diritto di libertà che ha dignità pari a quello della libertà individuale.

Occorre quindi che la sua imposizione sia giustificata da effettiva necessità e da adeguate ragioni il che si traduce in concreto in una valutazione della possibile riconducibilità del fatto all’area del penalmente rilevante e delle esigenze impeditive tanto serie quanto è vasta l’area della tolleranza costituzionalmente imposta per la libertà di parola.

[AGGIORNAMENTO, 11:48]

– Proprio oggi Guido Scorza ne scrive su Wired:

Disporre il sequestro preventivo di un post non produce e non produrrà mai, proprio per questo, le stesse conseguenze proprie di ogni altro genere di sequestro preventivo.
L’informazione che, attraverso il sequestro preventivo del post in questione si sarebbe voluta condannare all’oblio è, oggi, disponibile in Rete in quantità e qualità certamente superiore rispetto a quella nella quale sarebbe stata reperibile se nessuno ne avesse richiesto la rimozione dal blog che originariamente la ospitava.

E’ anche questo che un Paese moderno dovrebbe, senza preconcetti di sorta, chiedersi: è davvero sempre auspicabile applicare al nuovo le regole del vecchio?

Foto: http://assaultedpeanut.tumblr.com/

Abbiamo davvero bisogno di un’agenda digitale?

Secondo l’ultimo eGovernment Benchmark Report dell’Europa l’Italia ha reso disponibili via Web il 99% delle 20 prestazioni “essenziali” individuate da Bruxelles per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale. Il dato non l’ho inventato io ma è contenuto nel report “Digitizing Public Services in Europe: Putting ambition into action – 9th Benchmark Measurement“:

 

L’obiettivo che l’UE ha fissato è fare in modo che il 50% dei cittadini e l’80% delle imprese fruiscano dei servizi di e-Government entro il 2015. Sono considerate operazioni “essenziali” infatti: la dichiarazione dei redditi, i servizi di sicurezza sociale e ricerca di lavoro, il registro automobilistico, la richiesta di licenza edilizia, il certificati di nascita e di matrimonio (albo pretorio online), l’iscrizione a scuole superiori, i servizi sanitari, i contributi sociali per i lavoratori dipendenti, la registrazione di una nuova impresa e gli appalti pubblici.

Attraverso l’uso di questi servizi i costi della Pubblica Amministrazione italiana dovrebbero diminuire altrimenti questo processo di conversione diventa inutile. E lo è se i cittadini e le imprese non utilizzano questi servizi web. Per questo bisogno parlare più spesso di formazione e Cultura Digitale, solo eliminando l’aggettivo “digitale” avremmo vinto una parte dell’analfabetismo.

C’è un però: se siamo messi così bene come afferma l’Europa ha davvero senso parlare e battersi per una – “personale e propria” – agenda digitale?

 

SIAE indebitata e nei guai: arriva il commissario

La tassa sull’elettronica (l’equo compenso) si alza anno per anno e dal 1 Luglio aumenterà di 1 euro il biglietto del cinema si spera per sgravi fiscali del settore cinematografico e non per foraggiare società in debito. Ad esempio quali?

Dal 30 Novembre scorso la SIAE è senza Presidente: Giorgio Assumma si è dimesso e per mancanza di quorum sono saltate 3 votazioni. Il MiBac (Ministero dei Beni Culturali) quindi in una lettera ha deciso di commissariare la SIAE. Quando in Italia non si sa cosa fare si commissaria un ente o un ramo invece che affrontare subito e di petto i problemi.

La SIAE ha un debito nei confronti dei suoi stessi associati, gli autori ed editori, di 800 milioni di euro, la cifra più alta tra questo tipo di società in Europa tanto che si parla già di una nuova Alitalia. Ciò significa che quando avete speso qualche euro o centesimo di tassa per il bollino quei soldi non sono finiti direttamente all’autore ma a pagare i debiti della SIAE.

Dove troverà quei soldi il commissario? Cominceranno a setacciare studi dentistici, salumerie e supermercati d’ogni tipo, cori di bambini, per tirare fuori qualche soldo? Vuoi vedere che questi soldi usciranno magicamente fuori pari-pari da quelli che erano destinati alla banda larga (ricordo la probabile tassa sulle ADSL)?

Se fossi un autore quali interessi avrei nell’iscrivermi ad una società che è in debito? E poi: ha ancora senso la SIAE per come è istituita ora? Le risposte le lascio agli esperti di diritto d’autore.

Aprile è il mese più divertente dell’anno: Boris ed Habemus Papam

Dal 15 aprile al cinema c’è Habemus Papam, il nuovo film di Nanni Moretti che amo molto soprattutto per i suoi primi lungometraggi. Nel cast recita anche Tony Laudadio, un attore della mia città che conosco e stimo. Come vedete il trailer è misterioso: per quanto ne so vedremo un Papa che si perde per le strade di Roma e questo basta per farmi ridere.

Dall’altra parte il giorno 1 aprile esce invece il film di Boris, irriverente serie televisiva partita su Sky diversi anni fa e che vede al “centro” della storia un pesciolino. Le aspettative sono alte, la colonna sonora è di Elio e le Storie Tese.