Stupitweet del giorno: la moglie nuda di Cañizares

https://twitter.com/santicanizares/status/221654238185521153

Nel 2008 venne accusato di abuso sessuale su minore e prima dei mondiali del 2002 mentre era nel bagno della sua abitazione gli cadde una bottiglia di profumo che scivolando sul piede procurò un infortunio al tendine d’achille che gli fece saltare la rassegna mondiale in Germania.

Santiago Cañizares è un personaggio particolare, ora commentatore sportivo e testimonial nel poker ha avuto una carriera da portiere comunque brillante sia al Valencia che al Real Madrid.
Lo stupitweet del giorno (rubrica che da oggi raccoglie i tweet più studipi, imbarazzanti e fuori luogo) è suo: ieri Cañizares ha pubblicato sul suo profilo Twitter una foto da Instagram della moglie nuda mentre era sotto la doccia.

La foto è stata poi rimossa ma come accade sul web nulla resta perduto. Di fatto l’hanno vista i quasi 170 mila follower che hanno scatenato 859 retweet e 214 preferiti e la notizia ha fatto il giro dei siti web che si occupano di calcio.

La convergenza dello SPAM: WhatsApp a pagamento

Oggi ho ricevuto questo messaggio su WhatsApp da parte di un’amica: è almeno da Gennaio che circa questa bufala, uno SPAM che parla del fatto che “presto” WhatsApp diventerà a pagamento (ce ne è un’altra sulla eventuale chiusura di WhatsApp che Attivissimo segnalò) e che quindi è utile inviare il messaggio a 10 amici.

Ovviamente per i più avvezzi si tratta della solita catena di Sant’Antonio che diffonde inutilmente notizie fasulle.

Se in futuro avremo sempre più spesso delle smart city probabilmente dovremo aspettarci anche delle idiot city con daisy chain, messaggi, segnali ed azioni sconsiderate da parte dei nodi della Rete, gli utenti. Come già avviene su Internet.

E’ la dimostrazione che lo SPAM raggiunge livelli sofisticati in grado di penetrare su tutti i nostri gadget digitali: chiamatela pure se volete la convergenza dello SPAM.

Gli archivi dell’Istituto Luce arrivano su YouTube

Alcuni come Antonio e Alberto ricorderanno la questione delle Teche Rai e i contenuti audiovisivi protetti da copyright e di proprietà degli italiani mai definitivamente liberati online.

Nel lontano 2007 già parlavo ad esempio del caso dell’Istituto Luce Cinecittà e dello snobbismo nei confronti delle licenze Creative Commons. Sono quindi contento che questa mattina Istituto Luce Cinecittà e Google abbiano firmato un accordo che permette a tutti di consultare 40 anni di video che raccontano l’Italia sul canale YouTube di Istituto Luce Cinecittà.

Per risolvere il problema dei diritti d’autore e contrastare la pirateria gli oltre 30 mila video useranno il sistema di tutela del copyright di YouTube, ContentID.

Potremo visionare su YouTube dagli storici Cinegiornali Luce (1927-1945) e Settimana Incom (1946-1964) ad altri materiali provenienti dagli archivi digitalizzati e perfettamente conservati dell’Istituto Luce. D’altronde la Commissione Italiana Unesco ha recentemente nominato il Fondo dei cinegiornali Luce come candidato per l’inserimento nel registro UnescoMemoria del Mondo”.

Ora più che mai YouTube è destinato a raccontare la storia.

P.S. E’ davvero un brutto momento per i lavoratori di Cinecittà pronta a diventare un mega parco d’intrattenimento, una piccola e inutile Las Vegas romana.

[UPDATE]

- Ne parla anche il Guardian con un titolo che la dice tutta: Google to put Mussolini online.