L’Isola dei Cassintegrati che non c’è più

Il reality vero dell’isola dei cassintegrati ha chiuso: le celle del carcere dell’Asinara che furono occupate sono vuote, non c’è più nessun operaio dopo circa 15 mesi di resistenza. Resterà una rubrica sul Il Fatto Quotidiano in uscita ogni Martedì mentre il blog continuerà a raccontare insieme alla pagina Facebook le vicende degli operai e quelle di chi è disoccupato. Abbandonati dalla politica, dalle istituzioni, dallo Stato, consolati dall’inutile Napolitano la storia degli operai dell’Asinara ci insegna che quei 838 post del blog non sono stati inutili anche se il finale è triste: gli operai continueranno a lottare finchè lo stabilimento della Vinyls non sarà definitivamente dismesso.

Rischiano anche gli operai dell’indotto e l’ultima speranza è legata alle scelte dell’ENI. Una cosa è certa: in questo reality gli unici che escono comunque vincitori sono gli operai.

Blogger che non lo erano

Prendo in prestito il famoso titolo della rubrica di Luca Sofri per segnalare che Amina era ed è una bufala, pare che l’identità sia misteriosa, che la foto non fosse quella e la sua storia un bel po’ diversa. Tutta fiction: Amina si chiamerebbe Tom MacMaster.

Facebook, i blog e la Rete non sono ancora in grado di svelare facilmente i fake e trincerarsi dietro ad un computer può essere paradossalmente sempre più facile perchè la mole di dati ormai è immensa. Per quello che vale la penso ancora come per il caso di Alice:

Se c’è una cosa che ho imparato dalla Rete è quella che tutto è possibile perchè abitata da persone e quindi emozionale. Alcuni atteggiamenti arrivano dal grembo, dalla pancia, come se Alice fosse davanti a noi e spazzi via qualsiasi diffidenza. Non dico che questo sia negativo o positivo, se in tanti non avessero condiviso il suo blog probabilmente Alice sarebbe rimasta l’idea di un burlone che si crede un genio del marketing. Il Social Web amplifica e attenua a suo insindacabile giudizio: il problema sorge quando, in un caso o nell’altro, la massa sceglie il segnale sbagliato da inviare alla cassa dei media tradizionali che spesso non vedono l’ora di mettersi in cortocircuito con Internet.

Foto:

Posso essere tuo amico? (non su Facebook ma nella vita reale)

Beh questo video è geniale perchè mostra la differenza che c’è (ancora?) tra vita online ed offline nella percezione del significato di amicizia. Un ragazzo va in giro a chiedere se può essere amico dei passanti – proprio come accade su Facebook – cominciando a mostrare il suo book fotografico, fare like e poke, chiedere l’account Twitter e fare “following” seguendo nel vero e proprio senso della parola le persone.

La parola fine sul Bunga Bunga e altri scandali dei politici

Per il Basta Bunga Bunga è necessario rispettare l’ultimo comma dell’articolo 54 della Costituzione:
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge“.

Disciplina e onore. La classe politica del dopo Berlusconi dovrà avere questi valori.

Lo spot del Turismo per il Sud

Dopo la campagna sui Bronzi di Riace costata 2,7 milioni di euro (poi dice il federalismo: il ministro ha visto lo spot della Regione Calabria solo sui media, è possibile che non abbia ricevuto nessuna anteprima ma solo a me questo sembra un controsenso? anche perchè è lei stessa a dichiarare “io faccio altri spot”) ecco un’altra trovata per il Turismo nel Sud: questa mattina la Brambilla ha presentato lo spot per il turismo del Sud Italia che vedete sopra (mi scuso per la qualità appena ne trovo uno migliore lo inserisco).

Più banale di così si muore e credo non ci libereremo mai di questa Magica Italia fatta di “fascino” e di femmine che sorridono. Di questo passo ci sarà poco da ridere…