La ruota della fortuna della politica

Questo video di Matteo Renzi che partecipa alla Ruota della Fortuna nel 1994 sta girando molto: a quel tempo vinse 48 milioni e da lì cominciò a 19 anni la sua carriera politica. Probabilmente da figlio di imprenditore non ne aveva bisogno.

Il problema di fare politica in Italia però è proprio questo: se hai soldi ed i contatti giusti hai buone probabilità di essere eletto o comunque trasformare la politica in un lavoro a tempo pieno. Non intendo dire che essere ricchi è una discriminante nel fare politica ma che così nascono i conflitti d’interesse e le distanze siderali che ci sono tra gli italiani e i politici.

In fondo che differenza c’è tra responsabili e rottamatori?

P.S. Poi appena ho tempo mi leggo le sue 100 idee per l’Italia, promesso. Le ha analizzate Elena: dopo aver visto che le ha scritte Giorgio Gori mi è passata la voglia.

Sottocasa (neanche fossi Berlusconi)

Ho aperto la partita iva lo scorso Marzo sapendo a ciò che andavo incontro. La mia casa è il mio ufficio e da qui svolgo l’attività di consulente, ho diverse collaborazioni ma non guadagno molto tanto che il commercialista ha già previsto per me un regime dei minimi ed un futuro all’INPS da gestione separata che, aggiungo io, è un furto legalizzato. La pensione non ci penso neanche a calcolarla.

L’anno prossimo forse mi andrà bene perchè il Governo ha deciso che forse (e dico forse) è meglio inserire una sola aliquota al 5% e non al 20% perchè c’è già il 27% di INPS. E sulle ritenute d’acconto ancora non si sa nulla, quel 15% potrebbe essere un credito oppure…

Ieri mattina mi hanno bussato due ispettori dell’Agenzia delle Entrate che con una raffica di domanda (che se sei influenzato diventa più difficile rispondere subito e con lucidità) volevano avere informazioni con richieste come libri contabili (ovviamente inesistenti per il mio regime ma cribbio datemi il tempo di lavorare, no?) e altre menate.

La motivazione? Stiamo facendo dei controlli a chiunque apra una nuova partita IVA perchè pare ci sia un boom. E’ probabile che il mio sia un caso isolato e sporadico (ho chiesto ad amici e non hanno mai ricevuto controlli già mesi dopo l’apertura) e rientri in un monitoraggio fatto a campione. Sarà che la sede dell’Agenzia dista da me circa 1km?
Io sono contento che finalmente ci sia un severo (?) e capillare (?) controllo fiscale in Italia verso tutti (?) ma non mi sarei mai aspettato di ricevere 6 mesi dopo l’inizio di una attività da libero professionista la visita di due ispettori; neanche avessi fatturato (non sanno neanche quante fatture ho fatto!) quanto Silvio Berlusconi o aperto una nuova azienda.

Chi non ha nulla da nascondere come me ovviamente dorme sonni tranquilli e non può che avere stima dell’Agenzia delle Entrate perchè se svolge per bene il proprio mestiere consente di stanare chi evade e favorisce chi le tasse le paga.
Se però fossi un giovane timido che si è appena affacciato nel mondo del lavoro probabilmente ora sarei impaurito di tanta inutile solerzia e aspetterei la fine dell’anno per chiudere la partita IVA e cambiare Paese o lavoro.

Il punto è proprio questo: se il tenore di vita si abbassa, non è che ora le istituzioni con il redditometro e altre invenzioni finiranno per colpire chi non accumula ricchezza nè sotto il materasso nè spendendo denaro nero in beni ma ad esempio chi va a comprare un cane o un gatto al negozio d’animali più vicino?
Non trasformiamo l’evasione fiscale e la sua lotta in una barzelletta. Non traumatizziamo chi vuole fare impresa o semplicemente desidera fare per bene e in regola il proprio mestiere pretendendo un giusto compenso.

[UPDATE - AGGIORNAMENTO 4 Novembre]

- La vicenda poi si è conclusa benissimo in quanto i dottori dell’Agenzia delle Entrate sono stati gentili, disponibili e celeri in sede nel formalizzare il verbale di avvenuto controllo della mia attività come da protocollo. Dicono che non potendo controllare tutte le nuove partita IVA non usate da 6 mesi (è impossibile) effettuano un monitoraggio a campione. Il punto è che così difficilmente si riesce a scovare chi non lavora o fa giochetti strani: non me ne intendo ma chissà se esistono altri metodi d’indagine in altri Paesi.

Elicottero Space Phoenix, Power in Air (il post in cui torno bambino)

Questo è il post in cui torno bambino come puoi vedere dal video. Ho provato l’elicottero Silverlit Space Phoenix della serie Power in Air. Si tratta essenzialmente di un giocattolo lontano da un modello che potrebbe avvicinarsi ad un elicottero da collezione ricavato in scala ma comunque divertente. Continua a leggere

I Trailer dei film online saranno a pagamento?

Non bastava chiedere soldi per i cori dei bambini. In queste ore sta circolando la notizia del completamento di un accordo tra SIAE ed AGIS che risale allo scorso gennaio e che riguarda la diffusione dei trailer dei film sui siti web delle sale cinematografiche. In sostanza il sito web del tuo multisala per poter trasmettere il trailer deve pagare la SIAE con delle tariffe che “sono graduate in relazione alla dimensione delle imprese e al conseguente presumibile bacino degli utilizzatori internet dei siti. Si ricorda che per tipologie di siti consimili ed assimilabili a quelli delle sale cinematografiche (ad esempio i siti SSP-VOD) le tariffe prevedono importi varianti da 900 a 15.000 euro a semestre.”

Una sproporzione nelle tariffe c’è già tra ciò che pagano in un anno i cinema d’essai, le piccola salette cinematografiche che ancora resistono e quello che scuciono le grandi imprese dei multisala. Questo accordo finora è valso soltanto per i siti web dei cinema mentre a quanto pare la SIAE sta telefonando anche i magazine che diffondono i trailer come ad esempio Mymovies, Movieplayer, Cineblog, Screenweek, Badtaste e chi più ne ha ne metta affinchè paghino anche loro. E’ stato richiesto il pagamento di 450 euro a trimestre per pubblicare circa 30 trailer. Continua a leggere

Le donne (di colore) nella Pubblicità

Quando leggo qualcosa non giudico mai la persona che l’ha firmato ma solo cos’ha scritto; al massimo mi chiedo perchè l’abbia scritto.

Mi hanno detto che posso sembrare maschilista negli atteggiamenti soltanto perchè, ad esempio, qualche giorno fa ho pubblicato un post sul video di Belen dove deridevo proprio chi lo stava cercando (maschi o donne che fossero a me poco importa). L’impressione è che certe garibaldine del femminismo moderno dimostrino di non avere ironia, qualità essenziale per vivere la vita con libertà e di essere coperte da prosciutti affumicati di ideologie che d’avanguardia hanno solo la muffa. Continua a leggere