E’ meglio che l’Italia fallisca?

Le previsioni davano il fallimento dell’Italia per l’11 Novembre. Ci siamo quasi? Ieri ironicamente mi chiedevo se non fosse meglio per l’Italia andare in default come la Grecia in modo da chiedere il dimezzamento (lì è avvenuto ma solo al 13,5%) del debito pubblico. A quanto pare non sono l’unico a pensarla così: Francesco Idovina su Il Manifesto parla di preparare un fallimento “controllato” (sarebbe davvero possibile?) in modo da lottare contro la speculazione e cominciare a far perdere soldi a chi specula.

Non sono un esperto ma davvero c’è rimasto il fallimento come unica soluzione di salvezza? Quale sarebbe lo scenario in caso di default? Poichè non esiste una valida alternativa politica e di programma, mandare a casa il Governo Berlusconi e fallire sarebbe comunque un harakiri che non ci possiamo permettere.

Nokia Kinetic: dal touchscreen al bend-twist screen?

Mentre Andrea segnala il Kinect effect (un altro video sulla visione di Microsoft del futuro) non posso non soffermare la mia attenzione sul Nokia Kinetic, un nuovo concept presentato qualche giorno fa.

Lo schermo del tablet resta sempre touchscreen ma diventa anche un bend-twist screen: due termini inglesi che fanno riferimento al fatto di piegare lo schermo perchè facendo una torsione il dispositivo risponde ai comandi magari facendo uno zoom oppure sfogliando la pagina. Non so quale sia l’utilità ma nei prossimi tablet invece che fare tap potremmo doverli scuotere.

AJAX e JavaScript come Flash

Si può dire (forse da un po’) che la fase del Web 2.0 è terminata. Google indicizza anche AJAX e JavaScript a quanto scrive Matt Cutts su Twitter. Dunque non solo contenuti dinamici ma anche i commenti pubblicati sui siti web attraverso Facebook e Disqus finiscono nei risultati di ricerca di Google. La domanda ora è: cosa ce ne facciamo? Come e dove li sistemiamo nel web semantico?

La ruota della fortuna della politica

Questo video di Matteo Renzi che partecipa alla Ruota della Fortuna nel 1994 sta girando molto: a quel tempo vinse 48 milioni e da lì cominciò a 19 anni la sua carriera politica. Probabilmente da figlio di imprenditore non ne aveva bisogno.

Il problema di fare politica in Italia però è proprio questo: se hai soldi ed i contatti giusti hai buone probabilità di essere eletto o comunque trasformare la politica in un lavoro a tempo pieno. Non intendo dire che essere ricchi è una discriminante nel fare politica ma che così nascono i conflitti d’interesse e le distanze siderali che ci sono tra gli italiani e i politici.

In fondo che differenza c’è tra responsabili e rottamatori?

P.S. Poi appena ho tempo mi leggo le sue 100 idee per l’Italia, promesso. Le ha analizzate Elena: dopo aver visto che le ha scritte Giorgio Gori mi è passata la voglia.

Dopo Colombo, Fermi e Sofia Loren, il vuoto

Nel discorso di Obama al National Italian American Foundation dove esalta l’Italia e le sue gesta, il Presidente degli Usa non riesce a trovare qualcuno di meritevole d’attenzione che non si fermi a Cristoforo Colombo, Enrico Fermi o Sofia Loren. Siamo messi così male? Vabbè, viva l’Italia.

Sottocasa (neanche fossi Berlusconi)

Ho aperto la partita iva lo scorso Marzo sapendo a ciò che andavo incontro. La mia casa è il mio ufficio e da qui svolgo l’attività di consulente, ho diverse collaborazioni ma non guadagno molto tanto che il commercialista ha già previsto per me un regime dei minimi ed un futuro all’INPS da gestione separata che, aggiungo io, è un furto legalizzato. La pensione non ci penso neanche a calcolarla.

L’anno prossimo forse mi andrà bene perchè il Governo ha deciso che forse (e dico forse) è meglio inserire una sola aliquota al 5% e non al 20% perchè c’è già il 27% di INPS. E sulle ritenute d’acconto ancora non si sa nulla, quel 15% potrebbe essere un credito oppure…

Ieri mattina mi hanno bussato due ispettori dell’Agenzia delle Entrate che con una raffica di domanda (che se sei influenzato diventa più difficile rispondere subito e con lucidità) volevano avere informazioni con richieste come libri contabili (ovviamente inesistenti per il mio regime ma cribbio datemi il tempo di lavorare, no?) e altre menate.

La motivazione? Stiamo facendo dei controlli a chiunque apra una nuova partita IVA perchè pare ci sia un boom. E’ probabile che il mio sia un caso isolato e sporadico (ho chiesto ad amici e non hanno mai ricevuto controlli già mesi dopo l’apertura) e rientri in un monitoraggio fatto a campione. Sarà che la sede dell’Agenzia dista da me circa 1km?
Io sono contento che finalmente ci sia un severo (?) e capillare (?) controllo fiscale in Italia verso tutti (?) ma non mi sarei mai aspettato di ricevere 6 mesi dopo l’inizio di una attività da libero professionista la visita di due ispettori; neanche avessi fatturato (non sanno neanche quante fatture ho fatto!) quanto Silvio Berlusconi o aperto una nuova azienda.

Chi non ha nulla da nascondere come me ovviamente dorme sonni tranquilli e non può che avere stima dell’Agenzia delle Entrate perchè se svolge per bene il proprio mestiere consente di stanare chi evade e favorisce chi le tasse le paga.
Se però fossi un giovane timido che si è appena affacciato nel mondo del lavoro probabilmente ora sarei impaurito di tanta inutile solerzia e aspetterei la fine dell’anno per chiudere la partita IVA e cambiare Paese o lavoro.

Il punto è proprio questo: se il tenore di vita si abbassa, non è che ora le istituzioni con il redditometro e altre invenzioni finiranno per colpire chi non accumula ricchezza nè sotto il materasso nè spendendo denaro nero in beni ma ad esempio chi va a comprare un cane o un gatto al negozio d’animali più vicino?
Non trasformiamo l’evasione fiscale e la sua lotta in una barzelletta. Non traumatizziamo chi vuole fare impresa o semplicemente desidera fare per bene e in regola il proprio mestiere pretendendo un giusto compenso.

[UPDATE – AGGIORNAMENTO 4 Novembre]

– La vicenda poi si è conclusa benissimo in quanto i dottori dell’Agenzia delle Entrate sono stati gentili, disponibili e celeri in sede nel formalizzare il verbale di avvenuto controllo della mia attività come da protocollo. Dicono che non potendo controllare tutte le nuove partita IVA non usate da 6 mesi (è impossibile) effettuano un monitoraggio a campione. Il punto è che così difficilmente si riesce a scovare chi non lavora o fa giochetti strani: non me ne intendo ma chissà se esistono altri metodi d’indagine in altri Paesi.