Spingitori di comunicazione

Mi è arrivata questa email da www.comunicazioneitaliana.it e mi è venuto un po’ da ridere:

L’Atlante della Comunicazione è un unico strumento di relazione diretta, costruito in 10 anni di interazione con la Communication Community Italiana. Consiste in oltre 600 pagine di contatti, contenuti e relazioni professionali. Comprende anche la versione Online che consente di entrare in contatto con i principali decision maker italiani. L’Atlante 2011 è una vera e propria “special edition”, dedicata ai 150 anni di comunicazione in Italia: brand, prodotti e campagne accompagnate a storie di vita, raccontate dai protagonisti e dagli opinion leader del mondo della comunicazione italiana.

Il prezzo della Guida è 72 Euro compreso IVA e utilizzo della versione Online per un anno“.

Femen e la stampa italiana

Queste ragazze fanno parte di Femen, il gruppo di attiviste dell’Ucraina che lotta per la libertà delle donne. Erano sabato alla manifestazione di Roma del PD a protestare contro Silvio Berlusconi con un “Fuck you, Silvio” e ieri erano in Vaticano perchè avevano come obiettivo il Papa ma sono state fermate.

E’ vero che il giornalismo è in crisi ma la stampa italiana si dimostra ancora una volta di bassa qualità: facendo una rapida ricerca su Google News i giornali italiani hanno cominciato a parlare di Femen soltanto da Febbraio 2010 e con i soliti titoli da boxino morboso “ragazze in topless protestano“. Il collettivo è nato nel 2008 ma nel 2009 gli unici a parlarne sono quelli di University.

Non sono neanche più convinto che il problema sia l’italianissimo “provincialismo” applicato a chi fa i giornali ed a chi li legge.
Fare giornalismo (che sia d’inchiesta o meno) vuol dire anticipare temi, approfondire ed è ovvio che questo costi di più rispetto alle flash news. Affidarsi però soltanto ed esclusivamente alle notizie (spesso anche addirittura fasulle o mal poste) è un segnale di debolezza e sconfitta per i giornalisti e per gli editori.
E soprattutto per i lettori che avendo maggiore possibilità e consapevolezza di scelta si dirottano verso altri media o programmi come Le Iene che sono stati gli unici ad andare in Ucraina per intervistare le attiviste di Femen proprio qualche settimana fa.

L’INPS sale al 28% ?

Per ora sono solo indiscrezioni ma nelle misure del maxi emendamento alla legge stabilità sarebbe previsto l’aumento dell’1% per i contribui previdenziali dei cocopro arrivando così al 28%. E come dice ACTA e Il Sole 24 ore di solito quando c’è un aumento per i collaboratori si alza anche a tutti gli iscritti alla gestione separata.

Già oggi il 27% di contributi INPS per chi fa lavoro autonomo ed ha la gestione separata è un balzello spropositato perchè vuol dire che quasi un terzo di ciò che fatturi e guadagni lo perdi per sempre, non lo ritroverai nella pensione. E lo so che per i lavoratori dipendenti è al 33% ma non si possono fare confronti con il tipo di lavoro.

Per chi ha la partita IVA l’aliquota è passata in circa 10 anni dal 16% al 27%. Altro che aprire una startup: ditemi voi se queste sono misure adeguate per aiutare i consumi e chi lavora a produrre di più e incentivare le aziende a creare nuovi posti di lavoro.

Lo stato del digital marketing


Webmarketing 123 ha presentato un report sullo stato del digital marketing con una indagine su circa 500 professionisti del settore (due terzi del B2B e il resto del B2C) con una analisi sulla SEO (Search Engine Optimization), sul PPC (Pay-Per-Click) e sul Social Media Marketing (SMM).

Nella Lead Generation il SEO la fa ancora tanto da padrone nel settore B2B rispetto a quello B2C tanto che tutte le aziende se ne occupano al loro interno mentre danno più spesso in outsource il PPC. Inoltre l’84,8% delle imprese intervistate ha capito che deve fare Social Media Marketing in maniera diretta e senza intermediari; lo scenario cambia quando si analizzano altre realtà compresa quella italiana. Continue reading Lo stato del digital marketing

Stracquadanio perde la testa

Questo video in cui Stracquadanio sbrocca davanti all’inviato Antonio Monteleone di La7 è il termometro del nervosismo e della maggioranza e con quel “farò una legge per evitare che teppisti come voi continuino” dimostra soprattutto la perpetuata abitudine dalla classe politica che ha governato l’Italia negli ultimi 20 anni. Fare i propri interessi privati prima e sopra di ogni altra cosa.