Privacy, la cronostoria: Facebook rimuove la richiesta dei dati personali

Avevo ricordato qualche tempo fa che Facebook conserva tutte le nostre informazioni, anche i messaggi che abbiamo cancellato. Ed è per questo motivo che avevo compilato il form di richiesta dei dati personali che era presente a questo indirizzo: https://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=data_requests

Attraverso questo form infatti Facebook era obbligato per le norme sulla Privacy a fornire entro 40 giorni tutte le informazioni che archivia riguardo il nostro utilizzo del social network. Attenzione a non fare confusione tra i dati scaricati del profilo e invece TUTTI i dati che il social network conserva su di noi.
Non voglio avviare una crociata contro Facebook ma ho compilato il form meno di 40 giorni fa inviando anche il mio ID, ovvero la carta di identità. Sto aspettando ancora una risposta, pare che Facebook ignori totalmente questa deadline o al massimo fornisca uno strumento online, un link dove scaricare le informazioni, non quelle di tutte le circa 57 categorie in cui un utente viene schedato ma 22.

Si tratta dunque soltanto del 29% delle informazioni che hanno in nostro possesso. Continue reading Privacy, la cronostoria: Facebook rimuove la richiesta dei dati personali

Nel fuggi fuggi generale

Cominciano a scappare tutti (o forse fanno finta e da ir-responsabili si nascondono sotto mentite spoglie). Spero che se proprio debba arrivare Mario Monti il nuovo Governo non sia figlio di quello che è morto per le proprie incapacità. L’Economist già pensa al dopo Berlusconi (e al dopo Monti, direi), dobbiamo farlo da subito anche noi.

P.S. Rimontiamo in questo caso è adattissimo.

Via [Eclipsed]

Una musica può scadere

La SIAE torna sulla qestione dei trailer a pagamento e sembra fare un passo indietro in questa intervista a Stefania Ercolani di Punto Informatico. Dico “sembra” perchè ci ho capito poco e niente: il motivo del contendere riguarda il diritto d’autore delle musiche presenti nei trailer in quanto le licenze per le colonne sonore sono già pagate dai produttori ma non per quanto riguarda i trailer.

Il ragionamento SIAE è: poichè chi usufruisce della musica nei trailer sono i siti che li diffondono (e che quindi guadagnano introiti pubblicitari su questo) sta a loro dover corrispondere i diritti ai compositori, non a chi ha prodotto il film e quindi anche le musiche. Se questo vi sembra già assurdo c’è un’altra chicca che segnalo ed è contenuta in questa frase:

La musica è soggetta a logorio più si utilizza più bisogna corrispondere il dovuto importo agli autori

Chi non conosce il famoso logorìo della musica moderna?

E’ morto il Flash: Adobe si tuffa nell’online advertising

Oggi è morto il Flash: dopo tante lotte anche con Apple (Steve Jobs aveva ragione?), Adobe non svilupperà più il plugin Flash Mobile per Android e BlackBerry Playbook (ammesso qualcuno abbia mai comprato questo tablet).

E si appresta a licenziare 750 dipendenti tra Nord America ed Europa con un cambio di rotta nel suo business: si tuffa nell’advertising online con il progetto Project Adthenticate, una piattaforma per distribuire e testare annunci pubblicitari sul Web con alcune funzioni simili a quelle di Google AdWords, AdSense e Analytics, rinuite in un solo strumento.

D’altronde di recente Adobe ha acquistato Auditude specializzata in tecnologie per la realizzazione, distribuzione e monetizzazione dei video digitali che riguardano la pubblicità sviluppata da editori e società di media.

Il Flash per dispotivi mobili sta per scomparire: il futuro parla sempre più HTML5 e CSS 3?

Google, Pagine Gialle, Register e Poste Italiane rubano 27 mila clienti alle agenzie

Ci si è sempre lamentati che le pmi italiane, le piccole-medie imprese non avessero una presenza online, neanche lo straccio di un sito web. E così, mentre molti lavoratori del settore hanno storto il naso qualche mese fa al lancio del progetto La Mia Impresa Online di Google, Pagine Gialle, Register e Poste Italiane, altri hanno invece espresso un parere positivo all’iniziativa considerandola quale apri pista per nuove opportunità anche per le piccole agenzie. Continue reading Google, Pagine Gialle, Register e Poste Italiane rubano 27 mila clienti alle agenzie

Google lancia le pagine aziendali su Google+

Google apre il suo social network alle aziende e aggiunge la possibilità di creare pagine aziendali su Google+. Da leggere tutto il regolamento, trovi la mia pagina qui.

In Italia c’è già la Google Pages di FIAT mentre all’estero c’è la pagina di H&M, Pepsi, della squadra di calcio FC Barcelona.
Mi riservo dal fare ogni commento senza approfondire prima ma è chiaro che le Google Pages siano un clone delle pagine di Facebook. La novità più interessante invece è la Direct Connect che Google fa sui suoi risultati di ricerca come mostra questo video:

Basta inserire una stringa del tipo +nomedelbrand su Google per aggiungere la pagina della marca o dell’azienda direttamente alle cerchie di Google.
Al gigante di Mountain View non basta la convergenza che sta facendo di tutti i suoi servizi verso Plus ma cerca anche di usare il suo motore di ricerca a tutto vantaggio del suo social network. Con questo sistema aggressivo riuscirà a strappare utenti a Facebook? Quale metriche dovremo utilizzare (Ripples e Analytics?)?

Via [WSJ]