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Frase del giorno

Tra qualche mese me ne vado…vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta
A me possono dire che scopo..è l’unica cosa che possono dire di me…è chiaro?

Silvio Berlusconi al telefono con Valter Lavitola

CouchSurfing e l’utopìa del Web 2.0

CouchSurfing è stato certamente tra i servizi più interessanti al mondo soprattutto per la sua etica: scambiare l’ospitalità tra le persone in maniera gratuita soltanto per il gusto di viaggiare e di conoscere nuove persone ha rappresentato dal 2006 una opportunità intelligente e divertente oltre che economicamente vantaggiosa. Se avete avuto una esperienza con CouchSurfing, raccontatemela.

Ora CouchSurfing non chiude ma cambia entrando in una nuova era, abbandona la connotazione del no-profit per piegarsi al dio denaro. E scommetto si trasformerà un po’ in una specie di Airbnb nonostante il fondatore di CouchSurfing abbia promesso che alcune funzioni di base resteranno gratuite e che il servizio non sarà mai totalmente in vendita. Però ormai il passo è fatto, la trasparenza è andata a farsi benedire e condividere il divano di casa non avrà più lo stesso appeal, sarà soggetto a quelle capitalistiche leggi che governano (non sta a me giudicare se sia giusto o sbagliato) il mondo e il Web.

Se il Web 2.0, quello della condivisione spontanea e magari anche gratuita, si è dimostrato essere eticamente una utopìa con le conversazioni diventate veramente dei mercati aggressivi e turbolenti, come sarà il Web 3.0?

Photo: http://grangrantorino.tumblr.com/

La legge sugli sconti dei libri

Oggi è l’ultimo giorno per chi vuole comprare libri scontati a più del 15%: da domani entra in vigore la legge promossa da Riccardo Levi sul probizionismo dei libri che stabilisce che non si possano applicare ai libri sconti superiori al 15% del loro prezzo. Soltanto in occasioni di speciali campagne promozionali da effettuarsi per un periodo non superiore a un mese e comunque mai a dicembre, gli sconti anche su Internet potranno arrivare fino ad un massimo del 25%. La nuova legge riguarda anche i fumetti: le fumetterie non possono fare sconti troppo alti perché i fumetti che ricevono dai distributori sono scontati del 35% circa.

Molti l’hanno chiamato la legge ammazza Amazon, il tentativo è quello di difendere i piccoli librai: per risposta l’azienda di Jeff Bezos ha lanciato per 235 mila titoli una campagna di sconto dei libri del 40% fino ad oggi mentre alcuni remainders, le giacenze di magazzino, sono scontati del 65%. Si dice che questa legge non vada contro i lettori e che seppure possa sembrare probizionista alla fine cerca di difendere i rivenditori poichè il prezzo del libro è fissato dagli editori.

In Paesi come Francia, Germania, Spagna, Svizzera nessuno può fare sconti e la concorrenza si sposta direttamente sul prezzo di copertina ossia sul valore del libro, dei contenuti: le librerie non sono costrette a vendere sconti ma a vendere libri. E’ quello che pensano alcuni, vedremo come andrà qui in Italia. Dall’altra parte il caro-libri scolastici sta costringendo molte reti di studenti a organizzarsi in mercatini dell’usato: Amazon.it di recente permetteva sconti anche su questi titoli, bisognerà arrangiarsi.

I tifosi del Siviglia diventano sponsor della squadra grazie a Facebook

A proposito di crisi nel mondo del calcio vale la pensa segnalare questa campagna di marketing su Facebook ideata dal Siviglia, squadra di calcio spagnola che milita nella prima divisione. Il Sevilla non è riuscito a trovare uno sponsor da inserire sulla sua maglia e così ha pensato di chiedere il contributo diretto dei tifosi su Facebook: ogni fan può acquistare mediante la pagina Facebook un piccolo spazio sulla maglia dei propri calciatori preferiti.

In questo modo al prezzo di 25 euro, le foto di 2mmx2mm delle facce dei tifosi finiscono sulle maglie di uno dei campioni del Siviglia (il più gettonato è il bomber Kanoutè). Questa iniziativa dovrebbe portare nelle casse del Siviglia circa 3 milioni di euro: non male, vero?

Perchè le mobile apps hanno bisogno delle Privacy Policies

Il post sulla presunzione di Apple ha scatenato una discussione su Twitter con Camillo Miller che mi ha accusato di fare come tutti ossia praticare lo sport del tiro alla mela: Camillo dice che l’UDID esiste dal primo iPhone ed è accessibile agli sviluppatori sin dal primo SDK e che la novità introdotta da Apple sia un passo in avanti per la privacy perchè disprezza l’utilizzo massiccio dell’UDID.

Probabile che abbia ragione, io non sono contro Apple per partito preso e in generale non amo i paladini. Secondo Nielsen il problema della privacy è tutto delle aziende e degli sviluppatori e poco degli utenti finali: il 59% delle donne e il 52% degli uomini ha dichiarato di non avere problemi di privacy per quanto riguarda le applicazioni che scarica sul proprio smartphone.

Intanto però voglio segnalare a voi ed a Camillo questo post sul perchè le applicazioni mobili devono avere una privacy policy:

An app needs clearly defined and easily accessible (from the app itself) privacy policy. What kind of data is stored? How is it collected? Is it encrypted? And above all, is it shared with any third parties? End users deserve to know how their data is handled, and in turn, the process of creating a privacy policy will allow app creators to anticipate user concerns and to protect themselves against legal issues. Ultimately, it will benefit app creators and their brands if they are upfront and honest with their end users.

Il TomTom diventa social con Twitter

Le applicazioni arrivano sui navigatori GPS aggiugendo possibilità come “Tweet, Search and Go”. Vi giro il comunicato stampa che mi è arrivato da TomTom che ha aggiunto alcune funzioni al suo navigatore come l’integrazione con Twitter, Expedia, TripAdvisor e Yelp. E’ nata una nuova era per i navigatori oppure basta uno smartphone come l’iPhone o un Android per organizzare i propri viaggi? Continua…

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