Quel giorno che scrissi sul Corriere della Sera


Lo so che sto trascurando il blog (dalle vacanze natalizie lo riprenderò) ma sto facendo molte cose in questo periodo (devo ancora parlare di Buy Tourism Online).

Tra le tante c’è stato l’aver seguito il ballottaggio tra Bersani e Renzi con uno Storify sul Corriere della Sera nel nuovo blog #6gradi. Ovviamente il contenuto è stato rilanciato in homepage, nello speciale e su Twitter.

Come ho scritto su Usernet questo è ormai un metodo consolidato per tenere traccia delle conversazioni sui Social Media e magari anche per fare fact-checking. Ho provato a sperimentarlo su di un pubblico più ampio come quello del Corriere e il risultato è stato comunque soddisfacente anche se credo si possa fare di più e meglio per quanto riguarda i contenuti e l’approccio con i lettori.

Ragionando invece in termini statistici queste sono le visite ricevute dallo Storify:

seigradi.corriere.it: 2031
usernet.blogautore.espresso.repubblica.it: 282
storify.com: 71
other: 16

Per il primo turno ne realizzai uno simile segnalandolo su Fanpage (che lo ha condiviso anche su Facebook e Twitter):

fanpage.it: 909
storify.com: 415
usernet.blogautore.espresso.repubblica.it: 244
other: 11

Consigli per i giornalisti digitali che si occupano della content curation nel loro ruolo di social media editor e vogliono usare Storify.

- Non inserite eccessive immagini;
- Scegliete dei tweet significativi;
- Dividete in sezioni scegliendo un ordine preciso delle notizie (la più recente sopra?);
- Formattate il testo e inserite titoli brevi;
- Compilate lo Storify con al massimo 2 pagine (quasi ogni 22 elementi se ne aggiunge una);
- Siate cronisti ma siate ironici o almeno personali: i Social Media non sono la verità assoluta.

Due novità: un blog su l’Espresso, storyteller per BTO

Interrompo la pausa (è un periodo incasinato ma riprenderò presto: devo ancora trasferire questo blog) per segnalare due novità.

La prima è che ho aperto un blog su l’Espresso che si chiama Usernet dove parlo di Web e del rapporto tra utenti e social network (casualmente pochi giorni dopo il Corriere ha lanciato 6gradi). Aggiungilo ai feed RSS perchè sarà aggiornato continuamente.

L’altra è che sarò presente la prossima settimana a Firenze per la conferenza sul turismo Buy Tourism Online. Sono stato scelto insieme ad altri come storyteller e quindi racconterò tutto su Twitter, su questo blog e forse anche su Usernet e Fanpage. Ci incontriamo a Firenze?

Il settore turismo mi sta molto a cuore: sto lavorando ad un progetto di valorizzazione di alcuni musei e quindi non posso che cogliere di buon grado la consultazione pubblica ilmuseochevorrei (ricorda quella del Mulino Bianco, vero?) lanciata dal MiBAC. Io vorrei un museo che non è chiuso la Domenica e che sia un Ecomuseo. E tu?

Il blog si trasferisce e va in pausa

E’ da un po’che non scrivo nonostante le date dei post siano sbagliate, una delle tante cose che non funzionano qui. Non ho il blocco del blogger, avrei tante cose da dire e in parte lo faccio su Twitter o Facebook.

Per riprendere un po’ in mano le sorti di questo blog ho deciso di trasferirlo dagli Usa all’Italia: Dream Host non è male ma c’è troppa latenza per i miei gusti, se voglio scrivere un post non posso impiegare un secolo. Inoltre questo template è vecchio e fa schifo, devo cambiarlo.

Questo post è per avvisarvi che se non troverete il blog online ripassateci dopo qualche giorno oppure ora e riuscirete a leggerlo. Sto pensando anche di tornare a scrivere definitivamente in Inglese e lasciar perdere l’Italiano: che ne pensate?

A presto. Sempre online.

Mai più senza Internet: il principio di disuguaglianza digitale

Dopo i tanti “Internet ci rende più stupidi” si è passati a la “Rete crea aspettative e bisogni” per finire a “Internet ci rende pazzi“.

Se Internet non è un soggetto, come dice Fabio Chiusi, la sua presenza diventa ingombrante solo per chi ne fa un uso distorto classificandolo come universale. L’assenza, invece, risulta davvero pesante e insostenibile diventando quindi un diritto fondamentale per l’uomo, un servizio indispensabile proprio come l’acqua.

A sostegno di questa tesi c’è un articolo de il Corriere che segnala una sentenza del giudice di Pace di Trieste:

Una casalinga ed i suoi tre figli sono rimasti per oltre quattro mesi senza Internet e per oltre due mesi senza telefono per un disservizio del gestore. La compagnia telefonica è stata condannata ad un risarcimento del danno non solo patrimoniale (1.600 euro) ma anche esistenziale (800 euro), riconoscendo lo stress causato dall’impossibilità di connettersi.

Un diritto non si compra ma si acquisisce. Non sono un avvocato ma credo che d’ora in poi questo principio di disuguaglianza digitale entrerà in molte dispute e sarà appellato da quanti non riescono a vivere senza Internet. E lo faranno se almeno una volta si sono collegati nella loro vita.

Non si sentano emarginati tutti quelli fermi al Medioevo digitale: avranno i loro buoni motivi per non esercitare un diritto.

Delirio italiano sull’Innovazione?

Sono giorni fantastici per lo sviluppo dell’Italia! Tutti gridano “Restart!”.

Mentre il ministro Profumo fa proclami alla Brunetta e annuncia che ogni classe avrà un PC e gli insegnanti un tablet (se riusciamo davvero a risparmiare 30 milioni di euro una parte usiamoli per la scuola), dopo aver dato 1000 euro di incentivo per chi vuole fare ecommerce, il ministro Passera allo isday2 presenta il rapporto della task force del Ministero dello Sviluppo Economico sulle startup. La relazione è disponibile sopra, l’ho caricata su Slideshare.

La generazione 1 euro diventerà quindi più estesa e andrà anche oltre i 35 anni con la costituzione della nuova iSrl, meno burocrazia, meno oneri fiscali. E la lobby dei notai può stare tranquilla: secondo Passera l’atto pubblico resterà perchè è un disincentivo all’illegalità.

Nessuno gli ha chiesto di commentare questo articolo de l’Espresso che pone seri dubbi sull’utilità delle società di questo tipo. Comunque dallo streaming ho notato che molti erano over 35: di che startup stanno parlavano? Neanche potranno farla la Srls.

Se l’età non è un discriminante, alla stessa ora in diretta sul sito del Governo il ministro per lo Sviluppo e la Coesione economica, Fabrizio Barca, parlava di “Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno“, un progetto volto a “promuovere e sostenere i progetti del privato sociale per il rafforzamento della coesione socio-economica del Sud”.

Faranno davvero sul serio riguardo alle startup e all’Innovazione di questo Paese quando eventi del genere e task force non lavoreranno nella splendida cornice di H-Farm a Roncade ma quando Passera andrà a Reggio Calabria, Napoli, Bari, Matera, Palermo. E’ l’aspetto dell’innovazione sui Territori, affrontato nella relazione, quello a mio avviso più importante: c’è un piano nazionale con un fondo di 50 milioni di euro che deve andare a regime nella primavera del 2013.

Basterà incentivare le startup per creare ecosistemi in grado di mettere in moto il Restart dell’Italia?

Embrace the Remix (adottiamo il Remix)

Da Bob Dylan a Steve Jobs chi non ha creato un nuovo media usando vecchi media attraverso un Remix? Copiando, trasformando e combinando, elementi che sono alla base del Remix che ridefinisce quindi anche il concetto di proprietà intellettuale. La nostra creatività arriva dall’esterno non dall’interno e poichè dipendiamo dagli altri forse è il caso di adottare per sempre il Remix e non rinnegare in maniera ostile questa idea ma lasciarsi ispirare.

E’ ciò che dice in questo splendido talk al TED pubblicato in agosto Kirby Ferguson. Ed è decisamente prospettico se pensi, ad esempio, a ciò che è successo solo poco tempo dopo nella disputa tra Samsung ed Apple.

Se i Grandi Fotografi postassero sui Forum

Grande fotografo: Ciao a tutti mi chiamo Robert Capa, questo è un mio recente scatto, graditi commenti e critiche.

Forummista: Ciao Robert, sinceramente vedo il soggetto poco nitido ed un pò mosso: un minore tempo di scatto avrebbe sicuramente giovato!
Il soggetto non è bene a fuoco: ti ricordo che il piano di messa a fuoco dovrebbe ricadere sul volto del soggetto, meglio se precisamente sull’occhio più vicino a te.
Per la composizione vedo l’immagine sbilnciata a sinistra e non mi piace il fatto che i piedi ed il fucile siano stati tagliati, un taglio non necessario in quanto sulla destra non ci sono elementi significativi.
Non ti scoraggiare, sono sicuro che puoi migliorare….alla fine è solo questione di prenderci un pò la mano.

Leggendo emmanuelnegro ho trovato un thread sul forum di Nikon che trovo sia geniale. Il titolo è “Se I Grandi Fotografi Postassero Sui Forum/a>“. Sottotitolo: cosa direbbero gli altri utenti?

Credo si possa ampliare forum con social network, gruppo di Flickr, eccecc. Alcune considerazioni inventate sono davvero divertenti ma almeno a me ha fatto riflettere in quanto sono spesso rompicoglioni e criticone (almeno sulle cose che conosco) ma non lo faccio per sport, un po’ è l’amore per la polemica (ma non il Jerry Polemica di Maccio Capatonda) un po’ perchè mi piace guardare le cose da diversi punti di vista e pormi sempre delle domande (ma non come il perchè!? del Gianni Livore di Guzzanti). Perchè la mia “Tuttologia applicata” non è un modo di essere ma una conseguenza della curiosità.

Se sei un esperto di fotografia, musica o di qualsivoglia, credo che almeno una volta tu sia quasi obbligato a fare un thread o un post del genere.