De Magistris e i contenuti schiattamorti: come deve usare Twitter un politico?

Ieri sera il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha pubblicato questo tweet un po’ amaro ma comunque diverso da quelli più “istituzionali” che leggiamo di solito. Qualcuno ha risposto chiedendo spiegazioni su quel “schiattamorto” mentre altri l’hanno criticato con ironia convinti che lo staff fosse in ferie e quindi lui a scrivere oppure un giovane stagista:

A me ha divertito perchè si è notata la differenza di verve di De Magistris tra questo tweet e gli altri ma a qualcuno non è piaciuto. D’altronde proprio ieri Laura Pausini a Che tempo che fa ha dichiarato di bannare a suo insindacabile giudizio i fan che le scrivono “culona” su Twitter e Facebook.

Come direbbe Lubrano la domanda sorge spontanea: come deve usare Twitter un politico secondo voi? Mi piacerebbe scrivere un vademecum ed una social-netiquette condivisa perchè il tema mi pare sempre d’attualità soprattutto per i newbie come star o politici.

Italia 8,6 30 39

C’è gente che vede l’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza ed Equitalia dappertutto o quasi e forse è quel quasi che ci frega. C’è gente che vede ricchi dappertutto ma perde di vista il fatto che non c’è niente di male a produrre ricchezza se è figlia della legalità.

Vedo la politica fare poco se non limitarsi ad annunciare decreti, la panacea di tutti i mali dell’Italia sempre in emergenza, in riserva.
E vedo gente che non lavora (l’8,6% secondo l’ISTAT), vedo gente studiare, altra non fare niente (se Aristotele diceva “lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero”, Serge Latouche ne “La scommessa della decrescita” cita Jacques Ellul e parla di lavorare meno, lavorare tutti) durante il giorno ma comunque tutti accomunati dal fatto di essere disoccupati e non avere un lavoro. Ne vedo di giovani ma anche di 50 enni e vorrei si cominciasse a parlare di disoccupazione senile anche sui media e con indagini serie.

E ne vedo tanti al Sud ma anche a quel Nord che per molti è diventato sempre più Nord, oltre Milano e Bergamo.
E vedo la disoccupazione giovanile essere salita al 30,1%, il tasso più alto dal 2004.
E vedo la disoccupazioni delle giovani donne del Sud al 39% con 4 ragazze su 10 che non lavorano.

E vedo sempre manovrone, non vedo mai misure a breve e medio termine che dimostrino per una volta la comune visione di uno scenario con il tentativo di spaccarla più che di scivolarci sopra camminando a tentoni urlando “Crescita“!
E vedo le microimprese, quelle che più assumono a tempo indeterminato (udite udite!), essere snobbate di continuo con tanti poveri startupper e lavoratori strozzati dalla burocrazia e dall’impossibile Srl.

E vorrei vedere invece degli incentivi ed obiettivi fissati per il lavoro, non di quelli fumo che si davano al settore dell’automobile ma simili a quelli che si è data l’Europa per i cambiamenti climatici con il 20-20-20 anche se riformulati in maniera diversa e più credibile.

Se questo Paese vuole davvero risorgere è questo l’obiettivo che si deve fissare: Italia 8,6-30-39. Da Cortina in giù sono ancora troppo pochi quelli che ne parlano e fanno qualcosa.

I siti web più visitati nel 2011

Qualche giorno fa Experian Hitwise ha rilasciato la lista dei siti web più visitati nel 2011 in Usa. Ovviamente al primo posto c’è Facebook che è campione anche nei termini più ricercati insieme a YouTube ed a Craiglists (ancora?).

I dati sono confermati anche da Nielsen che in un report aveva dato come Facebook, Google e Yahoo i brand più forti del 2011. Sorprende invece ancora la presenza di MySpace mentre avanzano LinkedIn, Tumblr e Google+. Sul traffico degli utenti per i video online invece in Usa domina ancora YouTube seguito da VEVO, Yahoo!, Facebook, MSN/WindowsLive/Bing, AOL e Hulu.

Queste liste non mi hanno mai convinto perchè sono interessanti se valutate in uno scenario più ampio e considerando i singoli Paesi: ad esempio secondo Comscore sembra che Google+ a Novembre 2011 abbia fatto un traffico di utenti con 67 milioni di visite di cui 2,7 milioni provenienti dall’UK.

C’è un cambiamento fondamentale nell’uso della Rete da parte delle persone che rende in sostanza inutili queste classifiche in futuro ed è l’uso delle applicazioni mobili a discapito dei browser. Per fine 2012 mi aspetterei quindi finalmente una top 10 delle applicazioni web e mobile più utilizzate.

Google is Evil

Per anni Google ha ammazzato siti web, blog, forum, distruggendo il loro traffico e ammazzando il PageRank perchè questi siti vendevano link oppure sponsored post con l’article marketing.
E poi un bel giorno si scopre che Google fa lo stesso comprando post e link per una campagna pubblicitaria di Chrome, violando quelle linee guida che sbandiera di continuo ai webmaster.

Tante menate su Panda e la qualità dei contenuti del web e poi Google stessa riempie la Rete di immondizia per reclamizzare i suoi prodotti. Come devono sentirsi gli inserzionisti che acquistano di continuo link e banner su AdWords? Come deve sentirsi Google se rischia di violare i suoi stessi interessi inquinando il mercato della pubblicità online?

Vorrei sapere cosa ne pensa Tagliaerbe di tutto questo.

[UPDATE]

– Google sfrutta l’occasione per fare marketing e penalizzare la pagina di Chrome per 60 giorni. Il browser fa parlare di sè e gli addetti ai lavori hanno il loro contentino.

Parlamentari operai

Secondo Antonio Mazzocchi del PDL i parlamentari italiani hanno al netto lo stipendio più basso d’Europa perchè pagano il 45% di tasse. Poverini, perfino l’IRPEF sono costretti a pagare i deputati.
Lascio a Gilioli fare i conti: mentre questi scellerati si contano la diaria nella vicina Germania succede che la disoccupazione non è mai stata così bassa negli ultimi 20 anni e che in 12 mesi sono stati creati 500 mila nuovi posti di lavoro.

Stiamo perdendo tempo e, ovviamente, tanti soldi ed opportunità.

Postepay Deals e i Gruppi d’Acquisto fai da te

Lo scorso Giugno Poste Italiane ha lanciato i Postepay Deals per chi è possessore di una Postepay. L’elenco delle offerte funziona così:

Dopo aver selezionato l’offerta che ti interessa clicca sul tasto “Prenota” e segui le indicazioni a video. L’importo sarà prenotato al momento dell’adesione e successivamente addebitato sulla tua Postepay alla chiusura dell’offerta.

Una volta scaduto il termine di validità dell’offerta e raggiunto il numero minimo di adesioni potrai considerare acquistato il prodotto, che ti verrà recapitato direttamente all’indirizzo da te indicato nel modulo on line.

Se prima della scadenza viene raggiunto il numero massimo di adesioni, l’offerta si chiude in anticipo.

Potevano sprecarsi nel fare un logo o una sezione migliore, l’impressione è che basti usare il claim dei “deals” per offrire prodotti che si potevano già acquistare scontati per i possessori di Postepay o gli sconti Bancoposta ad esempio. Fu lanciata anche una applicazione di Facebook dalla pagina di Poste ma a quanto pare è scomparsa.
Non ho tempo per valutare tutto il meccanismo e la convenienza delle promozioni di Postepay Deals dunque lascio a voi ulteriori considerazioni.

Sarà stata la crisi ma questo mercato dei deals e dei coupon sta avendo un boom incredibile con modelli più o meno insostenibili come quello di Groupon (ha fatto discutere il pezzo del Corriere e il gruppo su Facebook con le denunce): spesso questo marketing dei coupon non conviene a nessuno.
Un gruppo d’acquisto anche se non è solidale dovrebbe nascere come esigenza di un acquisto critico nell’ottica di un consumo consapevole e conveniente mentre a me sembra che tante di queste realtà abbiano alla base solo aggressive tecniche di persuasive marketing come le chiamerebbero i markettari venditori di fumo.