Google is Evil

Per anni Google ha ammazzato siti web, blog, forum, distruggendo il loro traffico e ammazzando il PageRank perchè questi siti vendevano link oppure sponsored post con l’article marketing.
E poi un bel giorno si scopre che Google fa lo stesso comprando post e link per una campagna pubblicitaria di Chrome, violando quelle linee guida che sbandiera di continuo ai webmaster.

Tante menate su Panda e la qualità dei contenuti del web e poi Google stessa riempie la Rete di immondizia per reclamizzare i suoi prodotti. Come devono sentirsi gli inserzionisti che acquistano di continuo link e banner su AdWords? Come deve sentirsi Google se rischia di violare i suoi stessi interessi inquinando il mercato della pubblicità online?

Vorrei sapere cosa ne pensa Tagliaerbe di tutto questo.

[UPDATE]

- Google sfrutta l’occasione per fare marketing e penalizzare la pagina di Chrome per 60 giorni. Il browser fa parlare di sè e gli addetti ai lavori hanno il loro contentino.

Parlamentari operai

Secondo Antonio Mazzocchi del PDL i parlamentari italiani hanno al netto lo stipendio più basso d’Europa perchè pagano il 45% di tasse. Poverini, perfino l’IRPEF sono costretti a pagare i deputati.
Lascio a Gilioli fare i conti: mentre questi scellerati si contano la diaria nella vicina Germania succede che la disoccupazione non è mai stata così bassa negli ultimi 20 anni e che in 12 mesi sono stati creati 500 mila nuovi posti di lavoro.

Stiamo perdendo tempo e, ovviamente, tanti soldi ed opportunità.

Postepay Deals e i Gruppi d’Acquisto fai da te

Lo scorso Giugno Poste Italiane ha lanciato i Postepay Deals per chi è possessore di una Postepay. L’elenco delle offerte funziona così:

Dopo aver selezionato l’offerta che ti interessa clicca sul tasto “Prenota” e segui le indicazioni a video. L’importo sarà prenotato al momento dell’adesione e successivamente addebitato sulla tua Postepay alla chiusura dell’offerta.

Una volta scaduto il termine di validità dell’offerta e raggiunto il numero minimo di adesioni potrai considerare acquistato il prodotto, che ti verrà recapitato direttamente all’indirizzo da te indicato nel modulo on line.

Se prima della scadenza viene raggiunto il numero massimo di adesioni, l’offerta si chiude in anticipo.

Potevano sprecarsi nel fare un logo o una sezione migliore, l’impressione è che basti usare il claim dei “deals” per offrire prodotti che si potevano già acquistare scontati per i possessori di Postepay o gli sconti Bancoposta ad esempio. Fu lanciata anche una applicazione di Facebook dalla pagina di Poste ma a quanto pare è scomparsa.
Non ho tempo per valutare tutto il meccanismo e la convenienza delle promozioni di Postepay Deals dunque lascio a voi ulteriori considerazioni.

Sarà stata la crisi ma questo mercato dei deals e dei coupon sta avendo un boom incredibile con modelli più o meno insostenibili come quello di Groupon (ha fatto discutere il pezzo del Corriere e il gruppo su Facebook con le denunce): spesso questo marketing dei coupon non conviene a nessuno.
Un gruppo d’acquisto anche se non è solidale dovrebbe nascere come esigenza di un acquisto critico nell’ottica di un consumo consapevole e conveniente mentre a me sembra che tante di queste realtà abbiano alla base solo aggressive tecniche di persuasive marketing come le chiamerebbero i markettari venditori di fumo.

Facebook lancia il suo Messenger per la chat

In queste ore c’è stato il lancio in sordina per diversi utenti di Facebook Messenger per Windows: si tratta di un vero e proprio Messenger come Windows Live che permette di chattare con gli amici di Facebook attraverso un programmino senza aprire il browser.

E’ possibile scaricare Facebook Messenger per ora disponibile solo per Windows 7 usando il seguente link: https://fbcdn_dragon-a.akamaihd.net/cfs-ak-ash4/84995/940/FacebookMessengerSetup.exe

Attenzione a non confondere questo nuovo programma con la versione Messenger Mobile che permette di usare la chat di Facebook sugli smartphone. Ho provato a installare il Messenger sia su Vista (sconsigliato, l’installazione va a buon fine ma lo script manda in tilt la chat e il news ticker) che su Windows 7: Messenger non è niente altro che la chat di Facebook, gli aggiornamenti e il news ticker (le attività in tempo reale degli amici) in un programmino esterno al browser.
Per cominciare a usarlo è necessario fare login e collegarsi a Facebook all’interno del browser il che significa che si è connessi finchè non abbiamo chiuso il browser, necessario affinchè l’applicazione riceva le notifiche sul desktop.

Per ora quindi è un po’ inutile anche perchè questo Messenger non è stato lanciato in maniera ufficiale (pare esca fra qualche giorno) ed è ancora rozzo, ha diversi bug ed è abbastanza lento dunque per ora consiglio di chattare su Facebook attraverso il browser. Che ne pensi, lo hai provato?

Odio Capodanno

E dunque auguri di cosa? Non la capisco quest’aria di gioia di molti italiani, la finta frenesia dell’acquisto forzato dei regali come se questo popolo che corre nelle grandi catene fosse diventato come gli americani spinti dal consumismo e dalla malattia dello shopping compulsivo. E il mito dei ristoranti pieni, degli aperitivi chic con i dj set, bollicine d’illusione che allo scoccare dell’indomani sono già smaltite.

E’ ciò che ho scritto su Fanpage: spero per voi e per me che il 2012 sia un anno di lavoro. Per il resto come mi ricorda Luigi la penso come Gramsci:

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

I Blog e l’essere un “Bambino Digitale”

Da sempre mi chiedo dove e come si sviluppino le conversazioni ed è per questo che al calare dell’influenza di qualche blog già nel 2009 avevo l’impressione che avremmo dovuto parlare presto di microsfera accontentando quindi quanti ciclicamente gufano sui blog (e su qualsiasi cosa per la verità, un po’ come se aspirassero alla pirandelliana patente di secciatori).

Dall’esplosione Big Blog Bang del 2006 alla mappa della blogosfera italiana di Vincos del 2011: come sono cambiati i blog? Non so risponderti ma posso dire come sono cambiato e parlarti del mio 2011.

Questo blog conta circa 3792 post pubblicati dal 2002 quando era su WordPress.com, probabilmente qualcuno è andato perso tra un trasferimento e l’altro. Nel 2011 ho scritto e pubblicato 471 post, più di 1 post al giorno: non so quanti di questi fossero stronzate ma tutti sicuramente spontanei come mi sono imposto nelle regole del blog. Facendo i conti ho pensato che forse dovrei addirittura diminuirne il volume.

Gigi non è colpa tua, stai tranquillo, è da tempo che mi chiedo come si valorizza la blogosfera e sono arrivato alla conclusione che generalizzare e aggregare gusti, preferenze e necessità è profondamente sbagliato.
C’è chi ama leggere i forum o curiosare tra i blog e i profili YouTube, chi ama usare Google News, feed RSS o la search, chi preferisce fare lo smanettone su IRC (si, esiste ancora!), un gruppo di Facebook o chattare su Skype e Facebook, usare Second Life, una web app o Angry Birds, chi ama bullarsi di sfogliare Flipboard, Goodreads, Anobii, Hacker News e altre diavolerie.

L’equazione Blog= You + Autoreferenziale + Influente si scontra da sempre con l’impressione che la blogosfera sia collaborativa solo quando deve declamare de profundis o sostenere cause partigiane. Qualche anno fa lessi la lista dei luoghi peggiori dove essere un blogger e c’erano quasi tutti i Paesi dove poi sono scoppiati moti di rivoluzione. E’ un caso?

Ognuno ha le sue gioie ed i suoi dolori digitali, basterebbe comprendere, ascoltare le differenze e magari dialogare evitando di cantare sempre in coro l’ultima messa. Se ti stufi di avere un Tumblr o un profilo Facebook non puoi urlare a tutto il mondo che un tlog è noioso o un social network da stupidi.
Io mi sentivo fuori dal tunnel della blogosfera e ho ancora la stessa sensazione ma sono contento di essere un “blogger disadattato” perchè solo così riesco ad essere me stesso. Posso permettermi di continuare a sperimentare in libertà con la stessa voglia di scrivere questo blog del primo post (anch’io ho avuto momenti di stop ma credo siano comprensibili come in tutte le attività della vita) e lo stesso stupore quando qualcuno dice di leggermi.

Probabilmente non sono un vero e proprio nativo digitale ma consentitemi di essere un “bambino digitale“: potete cambiate le regole, i giocatori, il tabellone ed il pallone ma non inibire la mia voglia matta di giocare.

La rivincita della carta sul digitale: con Little Printer nasce l’Incidental Media

Hello Little Printer, available 2012 from BERG on Vimeo.

Poichè questo è periodo di listoni (secondo me per capire cos’è successo nel 2011 basta guardare le copertine di Internazionale) sui trend, credo che nel 2012 sentiremo parlare molto di Berg Little Printer.

Non si tratta del solito gadget curioso per geek e nerd ma una idea semplice e geniale: unire il nuovo mondo del digitale con le applicazioni e l’Internet degli oggetti a quello della carta mediante una piccola stampante che si interfaccia con lo smartphone o il pc attraverso una applicazione.

La fusione tra app, schermi, interfaccia e carta crea un “incidental media” come l’ha definito Berg che crede che la carta sia:

“An ideal interface for social media. We love physical stuff. What’s great about paper is that it’s made for sharing. You can scribble on a puzzle and give it to a friend, or stick birthday reminders up on the fridge for your family to see. Paper is basically a technology tailor-made for a home full of people”

Little Printer prende alcuni oggetti come i tweet di Twitter, i check-in su Foursquare, il feed di un blog o le ultime news, un sudoku o un cruciverba, il Google calendar, le note, una ricetta e la stampa al volo su di un piccolo pezzo di carta trasformandolo così in un vero e proprio giornale. E’ la morte definitiva dei giornali a causa di Internet oppure una rivincita della eterna carta?