Grido Casalese

E’ qualche giorno che gira questo videoclip neomelodico che cerca di riabilitare i cittadini di Casal di Principe, i Casalesi. La parrocchia di San Salvatore a Casal di Principe con Don Carlo Aversano (presente nel videoclip) avrebbe organizzato una manifestazione sulla legalità in cui presenta questo video: Marilena Natale della Gazzetta di Caserta, che tanto ne sa di quel territorio, scrive che questo parroco sembra non sia proprio un esempio da seguire. Se penso a Don Peppe Diana mi viene da piangere.

La verità è un’altra che per decenni si è assistito al suicidio dello stato con l’avallo della politica collusa che ha reso la camorra agricola in holding criminali. I cittadini di casale per anni hanno votato amici degli amici e soliti noti;per poter costruire abusivamente, aprire attività commerciali senza licenze etc, per non parlare delle assicurazioni RC auto( che sono care in tutta la campania), l’uso del casco, delle cinture, dei furti di energia elettrica e dei mancati pagamenti delle utenze idriche. Per decenni la camorra ha vissuto di grandi investimenti, ma la gente perbene non ha mai pagato le tasse. Quando sono stati trovati i rifiuti tossici ( a casale la falda acquifera è inquinata) nessuno mai si è ribellato. Ora che arrivano le regole le vedono come discriminazioni, a me viene da dire Benvenuti in Italia cari casalesi. Passiamo al prete. Personalmente chi mi consoce sa bene cosa penso di Don Carlo Aversano ma lasciatemi dire che la curia dovrebbe prendere seri provvedimenti.. Con la scusa della parabola della pecorella smarrita, il don Abbondio ha benedetto le case di camorra e dato la comunione con l’assoluzione alle donne manager del crimine, senza contare a presenziare a funerali anche se questi non erano celebrati nella sua parrocchia (vedi Vincenzo Schiavone Copertone), per non parlare delle case famiglie avute in passato con persone discutibili ed attualmente sotto inchiesta per mafia. Adesso il parroco promuove una canzone il grido delle persone per beneeeee??????? In tanti anni che seguo la realtà casalese non ho mai visto don Carlo o il popolo di Casale scendere in piazza contro la camorra .Don Carlo se vuole salvare la sua gente, manifesti contro la camorra, cacci fuori le persone che vivono sul sangue della povera gente e accompagni i giovani in piazza villa per dire basta i casalesi siamo noi, i camorristi figli compresi devono andarsene. Solo allora potrà parlare.

Via [Oltregomorra]

Una email a Mario Monti

Negli anni passati abbiamo visto utilizzare i canali istituzionali dei ministeri per comunicazioni ridicole che spesso riguardavano fatti privati: dagli annunci dei libri di Brunetta alle smentite di Tremonti e Berlusconi chi più ne ha ne metta. Era la politica del precisare l’imprecisabile.

Ieri sul sito del Governo è apparsa la sezione Dialogo con il cittadino nel quale Monti pubblica una analisi (della quale dobbiamo fidarci perchè non possiamo leggere la controprova) delle circa 2000 email che ha ricevuto direttamente dai cittadini italiani. Sono da leggere sia gli estratti dei messaggi che le richieste: secondo le statistiche solo l’8% di questi, ossia 160 cittadini, lo ha criticato. Il Governo invita a scrivere e annuncia che aggiornerà presto la sezione con quesiti e risposte:

Più della metà dei cittadini (56%) scrive al presidente Monti per esprimere un sentimento di “gratitudine e fiducia” nel suo operato e con l’intento di formulare proposte per contribuire a risolvere la crisi e far ripartire la crescita. Il 44% delle mail chiedono soprattutto un maggiore sforzo al governo per ridurre i “costi della politica e della pubblica amministrazione” e una maggiore attenzione verso i giovani, il lavoro, la famiglia. A tutti questi cittadini il presidente Monti sta rispondendo personalmente ringraziandoli per il sostegno dato al governo.

Sarebbe bello realizzare una sorta di Wikicrazia se tutti gli italiani, almeno quelli connessi, inviassero una email (oppure un tweet, perchè no?) con ciò che pensano sull’operato di Monti ma soprattutto con domande, proposte, descrizione dei problemi che notano su stessi e sul Paese. Un gruppo ha già cominciato da qualche tempo con il progetto Wikitalia e chissà che il Governo non lo possa utilizzare, inglobare o realizzarne uno simile.

In un Paese però in cui pure la democrazia si regge a mala pena, mi sembrano ancora un po’ utupostiche dunque accontentiamoci di inviare una email a Monti (si si, non la leggerà Monti ma finirà in quelle statistiche) e tagghiamola come la nostra #montipen.

L’agenda del Paese fila

In fila per l’oro nero, la benzina: non per la pensione che non avranno mai, per una nuova inutile “social card” o una convocazione dal Centro Impiego per un posto di lavoro. E’ il risultato di un Paese rimasto fermo alla politica del boom del miracolo italiano che credeva che (incentivare) il trasporto in gomma fosse tutto, che ci avrebbe fatto crescere tra i paesi industrializzati e salvato definitivamente dalla povertà.

Se siamo in queste condizioni dopo un anno diventa anche difficile parlare e lavorare a nuove autostrade, quelle digitali, per farla davvero e farla in tutta Italia questa agenda digitale (a Bologna ci provano) che tanti proclamano e che pare sia finalmente vicina con Passera e Profumo che litigano su chi debba occuparsene e l’AGCOM che svegliata dal torpore ora chiede di fare presto.

Speriamo che il 2012 sia veramente l’anno in cui rimontiamo, io son stanco di criticare e dunque ho deciso che segnalerò buone pratiche e inzitive di valore. Tra tutte la presentazione che ha fatto oggi il Comune di Napoli dell’Incubatore Napoli Est (iniziativa iniziata e intrapresa da Mario Raffa durante il suo assessorato) con il Mese dell’Innovazione: l’intento è “incubare” 6 startup in quella zona. Seguirò da lontano come andrà.

La fine del monopolio SIAE?

Leggo una parte del decreto bozza sulle liberalizzazioni (numero 16) e mi pare (ma non sono esperto di diritto dunque correggetemi) che vi sia sancita la fine del monopolio SIAE:

L’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque forma attuata, è libera.

[UPDATE 21 Gennaio]

- Come non detto, mi ero illuso e mi sembrava strano che per una volta si toccasse la SIAE sarebbe scoppiato un putiferio. E invece si toccano quei “poveretti” dei fonografici, SFC/IMAIE.

Megaupload e Megavideo chiusi dall’FBI

72 minuti di silenzio. Megaupload, il 13 esimo sito più visitato al mondo, è stato oscurato insieme a Megavideo dall’FBI. I due siti sono down e irraggiungibili e sono stati chiusi: i capi di accusa di Kim Schmitz e di altri dirigenti sono diversi e tra tutti c’è il favoreggiamento dello scambio illegale di materiale protetto da copyright che avrebbe portato a danni per circa 500 milioni di dollari. La cifra sembra enorme?

D’altronde quanti hanno guardato un film in streaming o scaricato qualcosa? Ma non solo: i siti di Mega hanno (avevano) più di 100 milioni di utenti registrati, più di 45 milioni di visitatori unici al giorno e il 70% dei lavoratori delle aziende nell’indice Fortune 500 sono clienti di Megaupload ed hanno i file sui loro server.

Quasi un mese fa la RIAA aveva chiesto a Mastercard di bloccare i pagamenti su carta di credito. Beh, non mi sembra una strana concidenza proprio nel giorno successivo alla “mega” protesta anti-SOPA che si è avuta su Internet. Ce ne pensate?

[UPDATE, 20 Gennaio]

- L’FBI precisa il provvedimento. Mi pare una bella botta per tutti, per gli utenti (quelli ch si sono mossi nell’illegalità) ma anche per l’intero settore. Rapidshare sarà presto il prossimo?