Aggiungi una bimba a tavola

La foto dell’eurodeputato del PDL Licia Ronzulli mentre vota insieme a sua figlia è finita fin sul Wall Street Journal. A prima vista può sembrare una bella immagine, carina, divertente e addirittura simbolo di civiltà perchè probabilmente nel Parlamento italiano una cosa del genere sarebbe impossibile.

Poi sono andato a vedere sul sito della Ronzulli ed ho trovato un video in cui prende la parola con la bimba di fianco pretendendo che in aula ci sia silenzio; chissà forse era la stessa sessione di lavoro ma pare non sia la prima volta.
E mi viene il dubbio che sia un modo per farsi pubblicità, che se le mamme italiane che lavorano tutto il giorno potessero probabilmente anche loro (ma forse assolutamente no) porterebbero i propri figli sul luogo di lavoro, anche in quelle aziende che se ne fregano di fare l’asilo nido interno. E invece non lo fanno e si fanno in quattro.

Quand’è che abbiamo cominciato a spettacolarizzare la politica in maniera così squallida?

Political Digital Academy

Foto: http://ilgloriosocamerata.tumblr.com/

Mentre Obama realizza il truth team, il team della verità, oggi il segretario del PDL Angelino Alfano presenta la Political Digital Academy che dovrebbe essere una “iniziativa permanente per la formazione, informazione e sensibilizzazione sulle opportunità offerte dalla Rete, rivolta ai deputati, ai sostenitori e più in generale a tutti coloro che si riconoscono nei valori del partito. L’iniziativa prevede sia una serie di incontri sia la distribuzione online di materiale utile ad approfondire gli scenari e gli aspetti tecnici della comunicazione politica online“.

Se la memoria mi aiuta ricordo una cosa del genere da parte di un gruppo di parlamentari espressione di più forze politiche riunite sotto “l’integruppo parlamentare 2.0“. Era il 2009: quante volte si sono visti e quanti incontri sono stati di formazione? Hanno imparato veramente qualcosa i politici che hanno poi legiferato con ridicole e restrittive misure tese a imbavagliare la Rete che hanno fatto ridere tutto il mondo?

Dopo anni di Governo, dopo aver sbandierato la creazione di posti di lavoro, ora che non sono più al timone di questo Paese cominciano a parlare di economia digitale e di una Silicon Valley italiana. Ma cos’hanno fatto per le startup? Nulla.

Evidentemente la campagna elettorale è già cominciata, diffidare sempre di chi fa proclami: abbiamo dovuto aspettare Monti per cominciare a leggere qualcosa sull’Agenda Digitale e avere uno schifo di SRL semplificata (che pure serve a poco): nonostante al Governo ci fosse l’imprenditore Berlusconi non ha fatto nulla per riformare il diritto societario (se non con norme quali l’assurda abolizione del falso in bilancio e altre porcherie) e lo sviluppo dell’Italia. Contatemi quanti posti di lavoro ha creato ed agevolato per aziende non sue; per questo parlare di Digital Academy ora fa un po’ sorridere e riempire il sito di Alfano con sue foto mentre gioca con l’iPad non serve a niente.

Il PDL intende rimodernarsi perchè aveva un leader antico che a malapena riusciva a scrivere gli SMS e ora ce ne è uno che forse è in grado di usare un tablet: davvero credete che questo cambiamento sia più decisivo ora della creazione di un programma politico serio, articolato e condiviso? Partecipare a una conversazione sui social media senza aver deciso prima e in maniera ponderata i contenuti non è completamente inutile se non deleterio?

In Italia, dove è più facile aprire un partito che una azienda, ci vorrebbe ben altro che una accademia che istruisca i politici sul digitale, su come comunicare al meglio se non hanno niente da dire.

Corso di WordPress: pubblicare un sito web e scrivere felici senza saper programmare

Corso di WordPress

Non amo molto fare formazione, preferisco imparare. Questa volta però ho accettato l’invito dell’associazione culturale TresArt (che si occupa di corsi sulla grafica e fotografia) e ho deciso di fare un Corso di WordPress.

E’un corso base sia pratico che teorico rivolto ai principianti, a chi non ha mai usato WordPress o si avvicina per la prima volta alla pubblicazione su Web e vuole muovere i primi passi. E’ un primo tentativo di fare cultura digitale in maniera semplice qui a Caserta, non credo ci sia mai stato un corso del genere in Provincia.
Su www.corso.dariosalvelli.com ci sono tutte le informazioni su modalità, luogo e costi mentre c’è anche un evento Facebook da girare agli amici interessati.

Il 20 Febbraio alle ore 20 presso la sede di TresArt ci sarà il primo breve incontro preliminare di presentazione del corso, la partecipazione è aperta a tutti, non obbliga e non vincola alla frequentazione del corso ma consiglio di prenotarsi per avere priorità se si decide di fare il corso.

Sicuramente molti dei lettori di questo blog non avranno bisogno di queste competenze dunque invito a far girare il sito del corso ad altre persone che magari sono a digiuno di piattaforme CMS e di blogging. Sarà un modo per me per imparare dagli altri, confrontarmi e soprattutto smettere di lamentarmi della scarsa alfabetizzazione che c’è in giro e fare finalmente qualcosa.

I pilastri del Social Commerce

Dopo quasi 10 anni di Markets are conversations (i Mercati sono Conversazioni) la psicologia del social commerce si è evoluta con 6 regole che mettono al centro della vendita di un prodotto le persone e non più la tecnologia, uno strumento che certamente gioca una parte importante del processo d’acquisto. I comportamenti diventano quindi fondamentali per fare social shopping e si snodano attraverso una social proof (prova sociale), una authority, una scarcity, un like, una consistency e una reciprocity.

In sostanza fare social commerce in termini di impresa vuol dire occuparsi a diversi livelli di Buyers community (GDGT.com), Group buying (Groupon, LetsBonus), Purchase sharing (JustBoughtIt), Curation (Pinterest, Searcheeze, Storify), Social advice (Fashism) e Co-shopping (Shop Together).

Fred Cavazza ha individuato su Forbes sei pilastri per il social commerce che rappresentano più o meno molte delle startup che sono state create o sono in via di sviluppo grazie all’innovativa fusione tra social media, ecommerce e CRM.
Le fondamenta del social commerce secondo Cavazza sono Visibility, Reputation, Proximity, Contextualization, Recommendation, Customer care. Attraverso questi pilastri si muove l’ecommerce moderno e sono questi i processi che ci invitano all’acquisto.

Il 2011 è stato l’anno dei flash deals che hanno spinto il social commerce con delle previsioni che vedono questo settore raggiungere i 30 miliardi di dollari in 5 anni. Cosa succederà nel 2012 se le persone sono ancora restie a comprare sui social media ed a lasciare la carta di credito su Facebook e Twitter?

Le tre C della Camorra

E’ bastato cambiare il prefetto di Caserta e sono arrivate le commissioni d’accesso ad alcuni comuni di Gomorra: Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno, le tre C della camorra avranno tutte uno o più commissari e proabilmente presto verranno coinvolti anche altri paesi come San Cipriano e Villa Literno.

Si è scoperto ciò che tutti sapevano ovvero un forte legame ed una collusione profonda tra politica e camorra come abbiamo discusso quasi un mese fa nell’incontro di Libere Conversazioni a Teatro (il cui video finirà presto online) parlando tra gli altri di Nicola Cosentino.

Ora sarà fondamentale ripulire una parte del tessuto sociale che ha eletto questi rappresentanti ed ha permesso, favorito e avallato che i centri di potere si focalizzassero attorno a personaggi corrotti, politici e camorristi, favorendo e coltivando l’illegalità in quei territori. E sarà importante anche ascoltare con attenzione le richieste di cittadini onesti e di comitati come il coordinamento per il Riscatto affinchè si comprenda veramente chi è dalle parte della giusto perchè vuole il bene di quei comuni perchè escano dall’ingnoranza ed entrino in una consapevole fase di legalità e progresso.

Leggere il vocabolario della camorra di Alessandro Pecoraro può servirci come una delle guide attraverso le quali comprendere le dinamiche che hanno portato la politica e i cittadini a confondere e mischiare la criminalità organizzata con lo Stato che è stato per troppo assente, colpevole di essere autore dell’alfabeto della camorra con queste tre C insieme ad altre lettere declamato per anni davanti agli occhi di tutti.

Il visual storytelling e journalism secondo Francesco Franchi

Francesco Franchi: On Visual Storytelling and New Languages in Journalism from Gestalten on Vimeo.

Francesco Franchi probabilmente è tra i maggiori designer di infografiche italiani ed è art director a Il Sole 24 Ore. In questo video spiega la sua visione del visual storytelling e del visual journalism, le mappe dell’informazione che troviamo sempre più spesso protagoniste dei giornali.