Noah

NOAH: il cortometraggio ambientato sul Mac, con Internet e Facebook sempre aperti

NOAH è un cortometraggio presentato allo Short Cuts Canada ed è ambientato completamente sullo schermo di un computer: mostra la vita di un teenager alle prese con il suo Mac, sempre connesso e con la finestra di Facebook perennemente aperta. Tra gattini, YouPorn, Skype, Chatroulette, giochini, un concentrato di stereotipi e attività che forse possono sembrare banali – uno spot per Apple e altre company – ma che in fondo un po’ fanno riflettere.

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C’era una volta il Social Media Manager: è giunta l’ora dei Social Media Expert?

social media expert

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad una evoluzione delle professionalità degli addetti che lavorano nei Social Media e che andavano sotto il titolo di “Social Media Manager”. Finalmente le aziende – dopo gravi errori – stanno comprendendo che forse è il caso di affidarsi a professionisti gestendo gran parte del budget dedicato ai Social Media attraverso una figura interna, più in grado di lavorare non soltanto sul marketing ma anche sulla comunicazione rendendo l’impresa veramente “social”.

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La Video Revolution 3.0 e la lotta per le visualizzazioni

youtube marketing

Una volta c’era la Social Media Revolution ma da qualche tempo – e non solo nel content marketing – si parla di Video Revolution e si producono sempre più spesso contenuti video e visuali. Basta guardare la spinta che piattaforme come Vine, Instagram, Pinterest e MixBit insieme al diffondersi delle smart-tv stanno dando a questi contenuti: si è passati dal microblogging al microshooting, dal pay-per-click al pay-per-gaze.

Ad alcuni questa rivoluzione fa paura, BBC ha addirittura rimosso un’inchiesta sul magico mondo di YouTube dal sito di video sharing.

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9 Siti Web che ti renderanno più intelligente

nerdIeri Google ha compiuto 15 anni, una storia ricca di cose che non conosciamo. Il motore di ricerca ci ha reso la vita più facile anche se ultimamente gli addetti ai lavori notano una certa stanchezza nell’innovare con risultati che sempre più spesso sembrano seguire il business invece che le reali esigenze degli utenti (cercare ciò di cui hanno bisogno).

Una delle citazioni che mi ha più colpito di recente è quella di Rebecca Grant:

Humans are primitive creatures. We crave food, sex, and apparently, Facebook likes. [twittala]

Sì, è vero, la Rete ci ha reso maestri della procrastinazione, click e like hanno assunto troppa importanza con il multitasking che ha probabilmente ha alimentato il deficit dell’attenzione. E però Internet ci ha anche aiutato.
Ne è un esempio questa lista che ho tratto (aggiungendo del mio) da Open Forum: 9 siti web che ci aiutano ad essere più intelligenti e svegli, “smart” come dicono gli inglesi.

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Settembre al Borgo e la cultura dell’emergenza

Torno a scrivere anche se il blog è ancora un cantiere aperto per una questione che riguarda la mia città Caserta e la storica rassegna Settembre al Borgo (al suo 43 esimo anno) che si tiene al suo borgo medievale, Casertavecchia.
Questo festival stava per scomparire ed è stato appena salvato in extremis mettendo su 7 giorni di concerti alla modica cifra di 400 mila euro (300 provenienti da fondi + 100 da privati) e ponendo l’accento sul carattere “social” (facetofest) quando non ha nulla di tutto ciò (il sito è una immagine statica e la vecchia pagina Facebook https://www.facebook.com/settembrealborgocaserta è stata cancellata in favore dell’uso di un profilo, lascio a voi ogni commento).
Questi soldi che erano destinati al turismo non potevano essere spesi in tutt’altro modo (ripristinare ad esempio la rassegna Percorsi di Luce, potenziare itinerari turistici, lanciare un contest dedicato alla promozione internazionale del territorio, etc)?

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Qual è il futuro dei Musei in Italia?

Credits: http://www.flickr.com/photos/77294564@N00/3665679150/

Credits: http://www.flickr.com/photos/77294564@N00/3665679150/

I musei in Italia, soprattutto quelli “piccoli”, vengono visti (e in parte molti lo sono) spesso come delle scatole vuote insostenibili, dei veri e propri container ma senza la spinta innovativa che hanno avuto questi contenitori nel trasporto e nel commercio. Lo ricordavano a BTO 2012 nel panel Cosa vuol dire davvero ‘Innovazione’, Mirko Lalli con le sue slide ed i professori Rodolfo Baggio e Carlo Alberto Carnevale Maffè.

Contenitori ricchi di cultura, carenti nella comunicazione e nell’accoglienza perchè considerati (soprattutto dai turisti!) come polverosi e passivi strumenti di conservazione (a che serve la legge che non permette di fare foto!?) (N.d.A. Molti si sono soffermati su questa mia frase. Volevo precisare che proprio perchè conosco la legge Ronchey del 1993 superata dal testo unico di Urbani del 2004 ci tenevo a sottolineare che la teoria dice una cosa, ossia il diritto per motivi di studio, ma viene automaticamente ed inutilmente messa in pratica in un altro modo da Soprintendenze e direttori che dovrebbero solo tutelare il bene e invece si comportano come fosse di loro proprietà negando questo diritto e applicando la legge in modo troppo ristretto e tradizionale, cosa che non avviene in molti musei del mondo) e non di valorizzazione, lontani anni luce dall’idea di Ecomuseo di Hugues de Varine. Ammetto di essermi avvicinato ai musei da professionista del marketing soltanto nell’ultimo anno perchè sto curando un progetto per l’ente Provincia di Caserta (ma non è questo l’oggetto del post).

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Quel giorno che scrissi sul Corriere della Sera


Lo so che sto trascurando il blog (dalle vacanze natalizie lo riprenderò) ma sto facendo molte cose in questo periodo (devo ancora parlare di Buy Tourism Online).

Tra le tante c’è stato l’aver seguito il ballottaggio tra Bersani e Renzi con uno Storify sul Corriere della Sera nel nuovo blog #6gradi. Ovviamente il contenuto è stato rilanciato in homepage, nello speciale e su Twitter.

Come ho scritto su Usernet questo è ormai un metodo consolidato per tenere traccia delle conversazioni sui Social Media e magari anche per fare fact-checking. Ho provato a sperimentarlo su di un pubblico più ampio come quello del Corriere e il risultato è stato comunque soddisfacente anche se credo si possa fare di più e meglio per quanto riguarda i contenuti e l’approccio con i lettori.

Ragionando invece in termini statistici queste sono le visite ricevute dallo Storify:

seigradi.corriere.it: 2031
usernet.blogautore.espresso.repubblica.it: 282
storify.com: 71
other: 16

Per il primo turno ne realizzai uno simile segnalandolo su Fanpage (che lo ha condiviso anche su Facebook e Twitter):

fanpage.it: 909
storify.com: 415
usernet.blogautore.espresso.repubblica.it: 244
other: 11

Consigli per i giornalisti digitali che si occupano della content curation nel loro ruolo di social media editor e vogliono usare Storify.

- Non inserite eccessive immagini;
- Scegliete dei tweet significativi;
- Dividete in sezioni scegliendo un ordine preciso delle notizie (la più recente sopra?);
- Formattate il testo e inserite titoli brevi;
- Compilate lo Storify con al massimo 2 pagine (quasi ogni 22 elementi se ne aggiunge una);
- Siate cronisti ma siate ironici o almeno personali: i Social Media non sono la verità assoluta.