Google Play

Tra Google Maps e YouTube (non a caso tra i più usati), la barra di navigazione di Google si arricchisce di un nuovo servizio anche per l’Europa: si tratta di Play, il negozio completo di Google che unisce l’Android market store a Google Music e Google eBookstore. Per ora su Play è possibile acquistare applicazione e giochi ma in seguito fuori dagli Usa anche musica, libri e film: secondo voci non solo si potranno comprare i prodotti cinematografici ma anche noleggiarli.

E così non è più solo Apple contro Google: da un po’ è possibile vendere piccoli articoli su Amazon.it come libri, musica, video, dvd, videogiochi, software e fino al 15 aprile per i primi 3 mesi la vendita di grandi quantità è gratuita. Amazon in Italia non fa dunque soltanto da editore nel mercato degli ebook (la cui sostenibilità per gli autori sarà sempre più complesso) e dei prodotti editoriali ma diventa uno store più completo ed entra in qualche modo in competizione anche con eBay e gli altri portali di annunci.

E così lo scontro si allarga e coinvolge Amazon, Apple ed anche Google che entra nel grande mercato dei contenuti “digitali”: se da una parte per gli utenti questa concorrenza potrà portare dei benifici, dall’altra parte per recuperare il cammino perduto Google potrebbe rischiare di essere fin troppo invasivo e inserire Play in tutti gli altri servizi di Google. Qualche anno fa mi colpì la possibilità di acquistare musica su Google Music direttamente dalla homepage di Google China.

In altre parole non ci vorrà molto a sostituire le “web clip” o gli annunci di AdWords con i suggerimenti di Play sia su Google+ che su Gmail e YouTube.

TEDx sbarca a Napoli: “Creativity and Crisis, old fellows”

Sono contento che finalmente una TEDx conference sbarchi a Napoli: il 14 aprile 2012 presso il Riotstudio di Napoli ci sarà TEDxNapoli 2012 con il tema “Creativity and Crisis, old fellows” ossia Crisi e Creatività. E qual esempio migliore se non la pizza?

Scherzi a parte, nell’evento, che è gratuito (bisogna iscriversi), verrà affrontato il tema di come usare la creatività per affrontare i propri problemi con l’intervento di 11 speaker di buon livello alcuni anche internazionale. E’ da un anno che cercavo di contattare l’organizzazione per dare una mano, ci sono riuscito solo ora.

E tu verrai a TEDx Napoli?

6 anni di Twitter: insoddisfatti grazie ai Social Media?

Uno degli sport di questi ultimi mesi di alcuni digital radical chic è quello di sparare a zero su Twitter parlando di media, informazioni e relazioni; tanto su Facebook ci sono davvero tutti ed è più facile snobbarlo per gli opinion leader o in fondo arrendersi ed usarlo a manetta.

Mentre gli intellettuali non capiscono che seppure stia diventando social-centrico tutto il proprio mondo “social” non rappresenta poi tutto il Web ma più un personal network, Twitter compie 6 anni. Il mio profilo qualche giorno fa ne ha fatti 5: ne sono scritti di cinguettii (più o meno veri) dal mio account, più di 7000 pubblicati e chissà quanti altri letti.

La quantità dei tweet è stata superiore o inferiore agli SMS ricevuti e inviati da quando uso un cellulare (ossia da circa 10 anni)? E le conversazioni in che modo hanno influenzato le mie scelte?

In realtà Twitter è una newsletter: l’aspetto più interessante non è la possibilità di raggiungere in maniera diretta un audience di persone che ti scelgono (e quando qualcuno sceglie in libertà a meno che non fai o dici cazzate è quasi per sempre) e con le quali puoi interagire ma allargare, diluire e integrare le conversazioni consegnandole al mondo del Web, non solo al recinto di Facebook. E la percezione di non essere più soli ma a volte controllati dai media con una eccessiva ansia per la privacy (Johathan Franzen in Come stare soli ci ricorda che forse per la privacy era peggio quando stavamo peggio) e la deformazione dell’agenda setting fa smarrire il senso dei “follower”: seguiamo le persone che ci interessano perchè la pensano come noi oppure hanno un punto di vista completamente differente e ci offrono una visuale del mondo non quotidiana, inusuale.

Questa indigestione su Twitter di spunti brillanti, consigli, informazioni e quindi in sostanza di intelligenza collettiva crea una sorta di insoddisfazione nei confronti della realtà causata dalle ampie possibilità offerte dai social media. E allora a volte vorresti che molti follower fossero tuoi amici ma non per cullarsi in tedianti salotti elitari: in un contesto di Provincia ad esempio potrebbero essere decisamente più interessanti i follower di Twitter e cosa pensano con i loro tweet che i dicorsi dei propri amici.

E’ sempre una questione di sostanza delle nostre relazioni: i social media non fanno altro che amplificare la criticità delle nostre scelte.

Direct Email Marketing fallimentare

In questi giorni mi sono arrivati due casi di email marketing secondo me fallimentare perchè non compie il suo scopo di reach degli utenti e successiva azione.

Una DEM non può arrivare in ritardo se riguarda un’offerta promozionale da cogliere al volo, ci fai una figura barbina: è capitato con questa email di Declathon che segnalava la possibilità di trasporto gratuito per alcuni prodotti del loro negozio. L’email è arrivata dopo la settimana di promozione.



L’altro caso è ben più grave perchè fa parte di quei meccanismi subdoli che cercano di venderti necessariamente un servizio o un prodotto a pagamento altrimenti quello che hai già installato gratuitamente non funzionerà più.
E se si tratta di un Antivirus l’avvertimento è antipatico: utilizzo Avira AntiVir Personal nella versione free per uso privato e per chissà quale motivo Avira mi ha inviato una mail in cui mi avvisa che la licenza scadrà, di rinnovarla subito altrimenti non potrò più utilizzarlo.

E invece non è così: cliccando su “Rinnovo” si finisce dritti dritti nell’acquisto della versione Pro che non ho voluto acquistare. Se volete raggiungere i vostri utenti con delle informazioni, anche meramente promozionali, dovrete essere onesti, non valgono questi trucchi per aumentare le conversioni.



Respiro di Joe Barbieri

Conosco Joe Barbieri e la sua classe melanconica nel fare musica da diversi anni e credo che insieme a Sergio Caputo sia stato tra i primi cantautori italiani a curare quasi di persona un proprio blog, essenziale ed aggiornato in maniera sporadica ma sicuramente spontaneo. E la sua piccola etichetta mi pare abbia sempre fatto un buon lavoro online usando anche i social network in maniera originale (ricordo ad esempio il videoclip di Wanda girato con estratti di fan e amici di Joe e diffuso su Facebook).

Ho amato moltissimo Maison Maravilha e pezzi come Normalmente sono diventati degli evergreen almeno nella mia playlist. Qualcuno considera la musica e la voce di Barbieri smielata, eccessivamente romantica ed a tratti deprimente ma in sostanza è veramente fuori dal tempo, ogni traccia va ascoltata singolarmente affinchè ogni anima salti da una emozione all’altra con il proprio percorso di ricordi, rimpianti, sogni e speranze. E quando sei stanco delle troppe e sistemate pugnalate puoi pur sempre cambiare disco.

Oggi è uscito il nuovo album di Joe Barbieri, Respiro, che Antonio di Microcosmo Dischi mi ha gentilmente inviato per ascoltarlo. Ho solo fatto un primo e distratto ascolto: “Zenzero e cannella“, “Scusami” e “Diamoci del tu” sono tra le più orecchiabili, quelle che canteresti sotto la doccia, “Le milonghe di Sabato” con Gianmaria Testa è già una bella perla che i tangueri apprezzeranno mentre “E vase annure” sembra un classicozzo napoletano arricchito dalla tromba di Bosso (che c’è pure nel bizarro gioco di parole Étape par étape par étape che magari messa lì a fine album rappresenta quei salti emotivi dei quali parlavo).

Come una casa” sembra la sorella di “Normalmente” e forse è addirittura più struggente: lui è lì che aspetta ancora e sempre lei tutto innamorato ma stavolta fa un passo in avanti ed è disposto a farsi calpestare come lo zerbino di casa. E quando il Normalmente è diventato finalmente e Lui ha capito che Lei non ne vuole sapere più nulla di Lui, si convince che è il momento di smetterla di miagolare alla luna (non so perchè mi viene sempre in mente l’immagine di Piero Ciampi con i gatti che gli si mangiano il cuore) e brindare, cantare filastrocche, godersi la città da “Il balconcino del quinto piano“.