La crisi e il Baratto 2.0

In Grecia alcune comunità stanno abbandonando l’euro e riscoprendo il baratto: il fai da te con prodotti realizzati in casa o grazie alla propria professionalità in cambio di servizi o altri prodotti. E sta accadendo anche in Italia come il baratto agricolo messo in piedi dalla Cia di Pisa.

Probabilmente tornare al baratto, installare orti sui balconi, andare il sabato al supermercato per approfittare dei ribassi dei prezzi di frutta e verdura non rappresenta la soluzione definitiva, non risolve il problema dell’uso speculativo della moneta e forse alimenta anche un po’ la consumistica filosofia dell’usa e getta.

Eppure online sono nate diverse iniziative riguardanti il baratto 2.0: l’eco-store Reoose per il baratto e il riutilizzo degli oggetti oppure ZeroRelativo, ScambioCasa per scambiarsi gli alloggi, La Settimana del Baratto per soggiornare in B&B in cambio di servizi o prodotti.

E poi nascono cose come gli SCEC, dei buoni che rappresentano un sistema di contabilità da usare insieme all’Euro all’interno di una comunità affinchè si creino rapporti e legami di fiducia e crescita sviluppando nelle persone un senso di libertà, indipendenza e legalità. Una idea che non è innovativa ma che pare abbia riscontrato la fiducia di tanti.

E’ questo il futuro dell’economia dei Paesi?

[UPDATE 17 Aprile]

– Intanto anche in Sardegna a Ogliastra si è tornato al baratto ed allo scambio merce.

La mia agenda per il Festival del Giornalismo

agenda

 

Quest’anno per la prima volta dal 26 aprile sarò al Festival del Giornalismo di Perugia. Il programma è pieno di cose da fare, c’è l’imbarazzo della scelta e questa è la mia agenda con il calendario di incontri che seguirò e cercherò di raccontare saltando da una parte all’altra di Perugia.

Ovviamente se sei al festival vediamoci, basta inviarmi un tweet @darios mentre l’hashtag dell’evento è #ijf12. E se non hai Twitter scrivimi su Facebook o via email.

 

I Magnifici spreconi del Web e Social Media Marketing

Dopo la storia del portale della Regione Campania ecco un altro spreco di fondi: non è che mi stia appassionando a questioni del genere anzi è una noia mortale notare come questo Paese sia ancora la patria dei soldi gettati dalla finestra.

Questa volta parlo del festival I Magnifici 7, un evento spettacolistico come l’ha definito Pio Del Guadio, il sindaco di Caserta, comune che ha dichiarato dissesto diversi mesi fa e che ha tanti debiti da pagare (200 milioni di euro circa) e una lunga fila di creditori.

Dal 21 al 30 Aprile, per 7 spettacoli e qualche reading e convegno si spenderanno 835 mila euro (di cui 144 mila assicurati come servizi dal comune di Caserta) e a leggere dalla delibera presente su Casertacè riguardo la comunicazione i costi per il web e social media marketing saranno di 17 mila e 200 euro.

Fantastico, finalmente qualcuno comincia a investire su questi canali vi direte? Peccato che I Magnifici 7 non sia il festival di Sanremo e che probabilmente non è stato calcolato nessun ROI e che nulla, neanche il prestigio, porterà alla città e alla Provincia di Caserta perchè non basta un evento spot una tantum se manca una strategia per la cultura ed il turismo.

E allora vediamo com’è che Caserta Comunica (se clicchi sembra quasi un Pesce d’Aprile) questo festival di 9 giorni attraverso il web. Secondo il comunicato stampa c’è “la volontà di rendere il Festival un momento di dialogo con i cittadini e non un evento unidirezionale ha portato alla progettazione e alla realizzazione di un canale comunicativo online – www.imagnifici7.it – con un alto livello di interazione“.

Il sito web, fatto in WordPress (fossi stato un funzionario dell’Ente sarei incazzato nel vedere che i patrocini con i loghi si vedono solo in homepage, lo sviluppatore si è dimenticato di sistemare qualcosina nel footer), ha in totale 12 post di stampo prettamente redazionale e 0 commenti (alla faccia dell’alto livello di interazione!) ma secondo loro resta comunque un festival 2.0 grazie anche “all’attivazione e l’implementazione dei principali canali Social che permetteranno agli organizzatori del festival di confrontarsi con i cittadini e di coinvolgerli attivamente durante gli eventi“.

Ci sono davvero tutti i “Socials” come li chiamano sul sito:

– Facebook ha finora 5 post e 119 like;

– Il profilo Twitter ha 35 tweet e 34 follower ma è nato già morto perchè ad esempio non segue nessuno;

– Il canale YouTube ha un errore nel titolo e 1 solo video caricato ed è la stessa cosa per il profilo di Google+ (è chiaro abbiano fatto copia e incolla) che ha 0 post e 1 solo amico nelle cerchie;

– Del profilo Flickr basta invece questo screenshot per capirne l’assoluta inutilità.

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E allora dopo questo scatafascio riguardo il web marketing penso che almeno magari avranno previsto degli introiti dai ticket degli spettacoli, da una precisa strategia per il turismo che includa le location?
Naa, nulla di tutto ciò, d’altronde il momento è difficile e Del Gaudio assicura che i concerti saranno per tutte le tasche perchè il biglietto costerà solo 7-8 euro così tutti i casertani potranno ascoltare Daniele Silvestri e gli altri artisti (per costringerli a venire a Caserta bisogna fare i salti mortali o davvero la media dei cache è così alta? Ho i miei dubbi).
Se consideriamo solo i casertani allora il festival non servirà proprio a nulla: chi se ne frega dei casertani quando siamo in Europa e la globalizzazione ci sta mangiando? Peccato che, com’è giusto che sia in manifestazioni del genere, il comunicato stampa che stia girando sia banale e scontato ma dica proprio tutt’altro:

Caserta comunica se stessa e le sue eccellenze all’Italia e al mondo attraverso i nuovi media, affiancando alla comunicazione tradizionale, nuovi strumenti più accattivanti ed immediati, quali internet e i social network, per raccontare ad un pubblico quanto più ampio e variegato, la bellezza, la ricchezza storica e artistica e le potenzialità del territorio.

Basta mettere l’immagine della Reggia in ogni dove e nella sezione Contatti anche se non c’entra nulla con l’evento per dare l’impronta internazionale e turistica, no?

E allora invito giornalisti e personalità come Eugenio Occorsio, Lello Savonardo e Giuliano Giubilei e tutti quelli che saranno presenti a I Magnifici 7 per due convegni come quello su “Comunicare la Campania” e sulla valorizzazione del territorio a leggersi questo post ed a fare e farsi domande, a intavolare la discussione proponendo una seria autocritica.

Sempre che si abbia il coraggio di fare giornalismo, crescere e avere veramente a cuore le sorti di questa città.

[UPDATE 12 Aprile]

– Volevo precisare che qualcosa sul sito de I Magnifici è stato corretto anche se restano degli svarioni incredibili (leggi le regole di questo blog per capire meglio gli scopi dei miei post): Francesco Apperti mi segnala infatti che la foto della location del parco Maria Carolina declassato in villetta è in realtà preso dalla villetta di via Gemito, un’altra zona della città. E pensare che questo parco che veniva usato comunque dai cittadini ha suscitato polemiche in quanto il sindaco ha deciso che verrà “sottratto” al bene pubblico con un bando. D’altronde con questa manifestazione viene già usato dall’amministrazione a proprio piacimento.

La magia della Realtà Aumentata di Marco Tempest

Dopo aver usato i dispositivi touchscreen Marco Tempest in questo video usa la magia nella Realtà Aumentata tornata alla ribalta con il Project Glass di Google. Sono sempre stato convinto e quando l’ho trovata utile ho sempre provato a proporre l’augmented reality qui al Sud ma non ci sono mai riuscito.

Tornando a Tempest se dovessi fare un evento per mostrare le potenzialità dell’AR o avere un effetto WOW! dal pubblico è il primo che inviterei. E tu?

3 Milioni di euro per il Nuovo Portale della Regione Campania

Pochi giorni fa Stefano Caldoro, governatore della Regione Campania, ha affermato che nei bilanci della Regione Campania ci sono 7 miliardi di passivo: l’ha definitio un vero e proprio “tsunami”. E’ per questo motivo che le tasse di questa Regione continuano ad aumentare e che garantire tutti i servizi soprattutto quelli essenziali (dalla sanità ai trasporti) sta diventando sempre più difficile se non impossibile.

E allora in un clima del genere, in un territorio passato da felix a mortem, la Regione Campania cosa pensa di fare? Di rinnovare il suo triste portale regionale deliberando il 2 Aprile (file .PDF) 2.800.000 euro circa per la realizzazione del Nuovo Portale Regionale.

E’ favoloso constatare come negli anni non sia cambiato nulla: viene seguita la scìa del portale del turismo Incampania per il quale sono stati spesi 3 milioni di euro per lo startup e che chissà quanto continua a costarci.

Qui sotto potete leggere la delibera e gli allegati con il quadro economico, sono atti pubblici ma li ho salvati, non si sa mai che spariscano magicamente dal BURC della Regione Campania. Da notare che del totale della spesa destinato al “restyle” solo il 50% dell’importo arriva da Fondi POR FESR 2007/2013: ma la commissione di valutazione davvero l’ha ritenuta una spesa necessaria e giustificata (con l’anticipo del 30% dell’importo)?

Qui si può leggere il quadro economico con i costi:

E lo schema di convenzione con la società che realizzerà il portale:

La società che si occuperà del nuovo portale è la Digit Campania Scarl, società in house alla regione Campania che secondo alcune voci è di una tirannìa assoluta perchè qualsiasi progetto della Regione passa esclusivamente da loro, da un consorzio che chissà a quali imprenditori fa capo (non ho tempo per indagare). Insomma fanculo alla trasparenza e al turnover, all’occupazione, all’innovazione.

Perchè in Italia è così facile tagliare la gola ai lavoratori e alle imprese oneste e non si ha il coraggio per dare un colpo secco alla inutile spesa pubblica facendo saltare quei meccanismi burocratici e di potere che rendono vecchio e inefficiente il nostro Paese?

Chi condivide e cosa online in Italia?

Lo scorso Marzo Duepuntozero Research di Doxa ha rilasciato la sua semestrale ricerca Italia 2.0, sopra c’è l’abstract. Tante menate su Amazon e le review di libri e poi si scopre che il 59% degli intervistati decide da solo se comprare libri/riviste/giornali/abbonamenti così come il 54% dischi/cd/musica online e giochi. Tante storie su Instagram e Pinterest e poi si scopre che sono ancora un po’ di nicchia, non arrivano al 20% degli utenti italiani intervistati (1500, pochi).

 

E’ interessante invece l’infografica di Connexia sullo sharing, su chi condivide e cosa online in Italia: si scopre che chi più condivide lo fa in risposta a delle emozioni (soprattutto riguardo foto e immagini) sono gli italiani del Sud ma allo stesso tempo sono anche quelli che non hanno mai fatto share di qualcosa.

Quando si vogliono tenere vive le connessioni e si ritiene che ciò che si è scovato sia utile per gli altri si condivide di tutto, testi, foto, video e link così come è più facile farsi conoscere attraverso foto e filmati. E’ più facile invece far conoscere agli altri la propria esperienza su di un prodotto usando il testo e un link piuttosto che un altro tipo di contenuto. Che ne pensi?