Una bici ci salverà dalla crisi

Il movimento Salva i ciclisti si è diffuso rapidamente anche in Italia grazie all’adesione di molti blogger e ad un passaparola offline: non è la primavera degli ambientalisti ma la consapevolezza che si può e bisogna ormai vivere le città in modo diverso, che le comunità se si uniscono possono fare tanto sia per il territorio che per la qualità della vita.

Nella mia provincia, Caserta, si stanno diffondendo delle “critical mass” settimanali, eventi in cui centinaia di persone si radunano in piazza in bici e la percorrono con diversi percorsi. E poichè le città sono “continue” (gli architetti meglio di me sapranno spiegare cosa significa) e le piste ciclabili ancora poche capita spesso che si raggiungano facilmente diversi paesi e frazioni anche molto grandi ed estesi.
I numeri dunque cominciano a diventare notevoli: la scorsa settimana in una piccola città come Santa Maria Capua Vetere sono state raggiunte 850 bici.

Non sono un fanatico della bici nè un appassionato ma la utilizzo normalmente come mezzo ed è questo il passo successivo che tutti dovremmo fare: si comincia a parlare a ragion veduta di smart cities e di progetti di mobilità sostenibile. Se lavorare una settimana in più all’anno come proposto da Paolillo può essere una proposta fattibile ma messa così sicuramente insufficiente (bisogna lavorare meglio non di più, solo così si aumenta la produttività), è invece auspicabile che il Governo adegui la norma per tutelare chi fa uso della bicicletta per andare a lavoro. C’è anche una campagna della FIAB che ha scritto questa lettera a Monti che tutti possono sottoscrivere.

L’auto elettrica per ora resta una soluzione lontana e inutile soprattutto quando la produzione di energia non arriva da fonti rinnovabili. Perchè non imponiamo e incentiviamo tutti a usare laddove possibile per almeno 3-4 mesi l’anno la bicicletta come mezzo per spostarsi (non solo per andare a lavoro)? E se a salvarci dalla crisi fosse una bicicletta?

P.S. Dimenticavo di citare l’iniziativa “Napoli in bici..ti conviene” con sconti del 20% da parte dei commercianti per chi usa la bici come mezzo per circolare nella ZTL (e in seguito hanno aderito anche sui litorali).

Surface: la superficie non basta, nei tablet vince la GUI

E’ difficile trovare un sistema operativo che faccia da completo trait d’union tra PC e cloud: se Chrome per ora ha fallito, iOS è davanti ad Android con l’iPad che ha mangiato in questo senso tutti gli altri tablet grazie alla sua facilità d’uso.

Nel 2007 Microsoft presentò l’interfaccia Surface e in molti erano affascinati da questi tavolini da soggiorno, dei mega tablet in cui usare il touchscreen per giocare, informarsi.
Dopo cinque anni Microsoft ha lanciato il suo talbet Surface: è sottile 9,3mm e lo schermo grande 10.6 pollici con due versioni una con chip Intel Core i5 ed un’altra con i chip ARM. Al tablet viene unita magneticamente (un po’ lo stesso sistema che usa Apple) una tastiera da 3mm con trackpad ed anche questa è completamente multi-touch.

Su Surface gira Windows 8 e su di un device del genere la maturità di un sistema operativo è fondamentale. Eppure lo stesso Ballmer nonostante abbia detto di andare fiero di Windows 8 alla presentazione ha dichiarato:

Quando è stata fondata Micorosoft, Bill Gates e Paul Allen hanno scommesso sul software. Ma è sempre stato chiaro che ciò che il nostro software avrebbe potuto fare è spingere l’hardware, ciò che alcuni dei nostri partner non avevano immaginato. Il numero 1 nelle revenue quando sono entrato a Microsoft era un prodotto hardware.”

Ed è questo forse il grave errore di Microsoft, quello di sottovalutare le GUI per i dispositivi mobile. Apple è riuscita a creare un sistema universale innovativo e intuitivo con il quale l’utente riesce a usare facilmente un tablet o uno smartphone rispetto ad Android che soffre delle personalizzazioni dei costruttori dove ognuno crea poi una propria GUI personalizzata.

E’ davvero pronto Windows 8 per essere innovativo e gareggiare con gli altri tablet? L’interfaccia è tutto, non basta una superficie: sono in arrivo tecnologie con superfici tattili deformabili dinamicamente (i tasti possono prendere qualsiasi forma ed essere spostati sul touchscreen, possono scomparire e comparire) come il propotito Tactus presentato su di un tablet Android.

Non basta solo toccare, il prossimo passo sarà “schiacciare” e “deformare”, costruirsi la propria interfaccia utente con un sistema operativo che non va in panne e non ti considera uno stupido ma è in grado di imparare dai tuoi tap.

Le specifiche di Surface

Surface modello Windows RT
WEIGHT: 676 g
THICKNESS: 9.3 mm
PROCESSOR: Tegra 3
DISPLAY: 10.6” ClearType HD Display, 1366×768 pixels
BATTERY: 31.5 W-h
I/O: microSD, USB 2.0, Micro HD Video, 2×2 MIMO antennae
SOFTWARE: Office Home & Student 2013 RT, Touch Cover, Type Cover
EXTRAS: VaporMg Case & Stand
SSD: 32 GB, 64 GB

Surface modello Windows 8 Pro
WEIGHT: 903 g
THICKNESS: 13.5 mm
PROCESSOR: Core i5 (Ivy Bridge)
DISPLAY: 10.6” ClearType Full HD Display, 1920×1080 pixels
BATTERY: 42 W-h
I/O: microSDXC, USB 3.0, Mini DisplayPort Video, 2×2 MIMO antennae
EXTRAS: VaporMg Case & Stand, Touch Cover, Type Cover, Pen with Palm Block
SSD: 64 GB, 128 GB

L’illusionista che cammina sull’acqua

La sua pagina Facebook ha 567 mila fan, il canale YouTube 6996 iscritti con 7348769 visualizzazioni. E’ Dynamo (alias Steven Frayne), un illusionista inglese salito alla ribalta per aver camminato sulle acque del fiume Tamigi nell’ambito di una serie tv andata in onda su Discovery Channel. Tra lievitazioni, teletrasporto e altri trucchi Dynamo ha avuto un grande successo e degli sponsor noti come Nokia che lo sostengono.

I numeri non sono nuovi, molte cose si erano già viste con Copperfield tanto per fare un nome. Diverse volte sono capitato nei camerini dei “maghi” ed ho scoperto trucchetti, pulsanti, molle, inserti, materiali particolari, usati per i numeri di magia e illusionismo.
Da uomo di scienza tutto ciò mi diverte e sarei curioso che il CICAP, Massimo Polidoro e Attivissimo ogni tanto spiegassero qualche “trucchi” e sistemi usati dagli illusionisti, online ci sono molte risorse in inglese.

Democrazia (in) Diretta

Forse sul rapporto tra il web e la democrazia ha ragione Giorgio
Napolitano.

Qualche giorno fa Facebook ha chiamato a raccolta tutti i suoi utenti per conoscere il loro parere riguardo le proposte di modifica della privacy del social network riguardo la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità e la normativa nell’utilizzo dei dati.
Devo dire che non ha fatto molto per mostrarlo nel profilo degli utenti. Si poteva votare come in una vera e propria elezione decidendo su di un aspetto fondamentale per chi usa Facebook come la privacy: i tuoi dati in possesso del social network non valgono solo economicamente tanto ma rappresentano un pezzo importante della tua vita (digitale). Esprimere la propria decisione con diversi voti attraverso un click poteva apparire per lo meno semplice, l’espressione di un diritto seppure non coinvolgente e tangibile ma comunque importante per una comunità.

E invece su più di 900 milioni di utenti hanno preso parte al voto solo 342.632 persone, vale a dire lo 0,038% del totale di cui 297.883 hanno espresso voto contrario alla modifica della privacy.
Facebook aveva fissato una sorta di “quorum” per ritenere attendibili i risultati a circa 270 milioni di voti tanto che il referendum sarà considerato solo consultivo.

Più che una democrazia diretta quindi l’uso e le dinamiche della Rete possono portare più facilmente all’espressione di una Democrazia in Diretta: come se la cabina elettorale finisse in un complesso e ingarbugliato reality televisivo.

Vademecum per usare Groupon al meglio

Copio/incollo dal gruppo Facebok “Groupon: problemi e denunce” questo decalogo/vademecum per usare al meglio Groupon e sopravvivere alla jungla dei coupon e delle fregature dopo aver letto che chi compra un coupon spesso viene considerato un morto di fame.

Ho pensato di inserirlo pubblicamente affinchè chiunque possa leggerlo nonostante non usi molto il meccanismo dei deal perchè sia lato consumatore che brand nell’ottica del social commerce questi servizi sono ancora indietro.

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Il distributore automatico che vende Viaggi

Una bici, un telo da mare, una tavola da surf, un libro, un gonfiabile. L’operatore turistico Tourism British Columbia nella Justin Herman Plaza di San Francisco ha installato questa vending machine, la BC Moments Machine, un distributore automatico di momenti di viaggio.
La campagna si chiama 100 BC Moments ed incoraggia i viaggiatori a scoprire quali vacanze offre l’operatore per questa estate.

L’idea della vending machine non è originale ma in questo caso funziona almeno ad avvicinare le persone al brand ma anche a coinvolgerle e ad informarle sull’idea di viaggio di BC: basterà un cadeaux per conquistarle?