Obama tradisce Internet

Non lo so se stiamo andando verso il Web 3.0: se proprio vogliamo dare i numeretti a dei fenomeni più complessi allora bisogna parlare di fasi. Secondo Justin Kistner ad esempio siamo nella terza fase del web quella dei social media: nel 2012 ci sarà il picco mentre nel 2015 ci sarà un nuovo cambiamento.

Senza farsi troppo menate sul termine “social media” che andrebbe abolito, la spiegazione di questi cambiamenti secondo me è abbastanza semplice e riguarda l’adozione di Internet: più diventa uno strumento di massa maggiori sono le possibilità che si possa evolvere o in alcuni casi regredire.

Ad esempio il senatore Joe Lieberman ha presentato al senato americano la proposta di legge “Protecting Cyberspace as a National Asset Act” che obbliga ogni azienda di Internet e provider a dover disporre eventuali misure d’emergenza emanate dal National Centre for Cybersecurity and Communications che fa capo ovviamente al Presidente degli Stati Uniti.
Questo dipartimento potrebbe ad esempio chiedere la chiusura immediata di un sito o di un servizio web. Molte delle attuali infrastrutture di Internet sono in Usa quindi il pericolo è che gli americani decidano le sorti della Rete per conto di tutti gli altri paesi.

D’altra parte sempre in america la FCC ha intenzione di regolamentare il broadband nazionale. Barack Obama ha svolto una perfetta campagna utilizzando proprio Internet: perchè ora intende “tradire” i suoi elettori e passare per un Presidente meno moderno di quanto si sia dimostrato in campagna elettorale?

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me