Naviga che ti passa

Ormai non ci si chiede più cos’è questa crisi, si è pessati già alla fase successiva, quella del subirne gli effetti ed in certi casi del dimenticare per andare avanti. E per farlo non si mangia più cioccolata o guardando la televisione e perdendosi tra soap opera, programmi comici, quiz a premi. Si naviga su Internet.

Il Wall Street Journal racconta questa tendenza di persone che hanno perso il proprio posto di lavoro o hanno meno lavoro a causa della crisi economica.
Cosa fanno? Si distraggono con i games online, giocando a tantissimi titoli di videogiochi disponibili gratuitamente su siti Web che hanno fatto fortuna su questi contenuti spesso offerti a pagamento: c’è chi paga una piccola quota mensile per giocare ad un puzzle online.
Altri, invece, curano il proprio blog personale considerandolo quasi come un gruppo di supporto, osservando freneticamente se c’è qualcuno dall’altra parte disposto ad ascoltare, a commentare. Non manca chi aggiorna di continuo l’account di Twitter.

Questo grafico è relativo soltanto ai siti Web americani ma ci fa capire come si distribuisce l’entertainment online:

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Le persone hanno bisogno di humor: la comicità su Internet si diffonde attraverso un video, una foto o sempre più spesso con il fumetto. L’unico dato preoccupante è quello relativo al Gambling, ai siti di casinò e gioco d’azzardo; passare del tempo collegati e sperare nella fortuna buttando via dei soldi invece che cercare un lavoro o nuove opportunità non è evidentemente la soluzione giusta.

Nella lista dei servizi che occupano del tempo nell’attività di queste persone non potevano mancare i social network, le reti sociali. Ha forse ragione Luca Lani: c’è chi pagherebbe pur di non restare fuori da Facebook con una sorta di account PRO (come accade su Flickr). In questo senso è interessante la discussione che si è aperta su Friendfeed dove molti sono scettici su questo modello.

Bisogna iniziare a capire che le persone spostano sempre più spesso la vita reale in quella virtuale, intrecciandole. E conoscerle, determinare il momento storico nel quale si vive può essere certamente uno dei sistemi per capire dove andrà il mercato, quali saranno i trends futuri. E non credete neanche a chi dice che i blog sono morti, che tutta questa mania di condivisione presto finirà, è un punto d’osservazione relativo.
Ci sono parametri come i sentimenti e le emozioni delle persone difficilmente misurabili.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me