MUBI, lo Spotify per i film, non mi ha convinto

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Ogni giorno viene presentato un film ed hai 30 giorni di tempo per guardarlo. Grazie al link fornito da Filippo mi sono iscritto alla prova gratuita di Mubi: se non conosci Netflix, Mubi è una sorta di cineteca o per farti capire ancora meglio, di Spotify per i film.

E’ vero che ci sono dei classiconi (da “La finestra sul cortile” a “Fight Club”) ma molti titoli sono di nicchia, di quelli che potresti vedere soltanto ai cineforum o nelle sale che fanno una programmazione “alternativa” (a proposito, hai visto la mappa social delle sale cinematografiche abbandonate?) oppure nei festival: alcune sezioni sono curate da dei critici (il lavoro del critico cinematografico nell’era di Internet sta cambiando) con opinioni sui film che vanno oltre la classica stellina.

Nonostante le funzioni “social” (puoi seguire i critici oppure i tuoi amici, scoprire la loro filmografia, vedere quale film hanno visto e se hanno scritto una recensione, scambiarsi messaggi) io son riuscito a guardare solo un film perchè l’interfaccia di Mubi e l’esperienza generale non mi ha entusiasmato più di tanto nonostante sia possibile utilizzarlo anche da iPad (l’integrazione con una smart TV o con piattaforme come Playstation e Xbox forse sarebbe ideale).

Come per Spotify e Deezer, il problema di questi servizi è il database dei contenuti che non riuscirà a soddisfare mai le esigenze di tutti. E’ un settore ancora acerbo ma che molti stanno cavalcando, l’ha capito anche Amazon lanciando un po’ di tempo fa LOVEFiLM.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me