Perchè le mobile apps hanno bisogno delle Privacy Policies

Il post sulla presunzione di Apple ha scatenato una discussione su Twitter con Camillo Miller che mi ha accusato di fare come tutti ossia praticare lo sport del tiro alla mela: Camillo dice che l’UDID esiste dal primo iPhone ed è accessibile agli sviluppatori sin dal primo SDK e che la novità introdotta da Apple sia un passo in avanti per la privacy perchè disprezza l’utilizzo massiccio dell’UDID.

Probabile che abbia ragione, io non sono contro Apple per partito preso e in generale non amo i paladini. Secondo Nielsen il problema della privacy è tutto delle aziende e degli sviluppatori e poco degli utenti finali: il 59% delle donne e il 52% degli uomini ha dichiarato di non avere problemi di privacy per quanto riguarda le applicazioni che scarica sul proprio smartphone.

Intanto però voglio segnalare a voi ed a Camillo questo post sul perchè le applicazioni mobili devono avere una privacy policy:

An app needs clearly defined and easily accessible (from the app itself) privacy policy. What kind of data is stored? How is it collected? Is it encrypted? And above all, is it shared with any third parties? End users deserve to know how their data is handled, and in turn, the process of creating a privacy policy will allow app creators to anticipate user concerns and to protect themselves against legal issues. Ultimately, it will benefit app creators and their brands if they are upfront and honest with their end users.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me