L’uovo mezzo vuoto

La mia maschera sono uno, nessuno e centomila. La mia maschera è la fine di una giornata di lavoro quando ti girano le palle perchè hai mal di testa, vorresti uscire perdendoti nel mondo per sentirti meno solo. La mia maschera è lo sguardo di Alessia mentre gioca con i miei capelli e scopre le meraviglie del mondo, qualche mio capello bianco. La mia maschera sei tu che non ci sei più però eri importante. La mia maschera è un amico caro che mi ha deluso. La mia maschera è la mia faccia appena sveglia al mattino, voglia zero ed il desiderio di un sole caldo. La mia maschera è una famiglia che cerca di provare a volersi bene, d’essere unita davanti ad una tavola quando è ormai da tempo distante. La mia maschera è una testa che si poggia piano e stanca su di una spalla durante un lungo viaggio.
Volevo scrivere che la mia maschera sono tante maschere e che tra tutte ce ne è una vera, verissima che a fuoco lento ogni giorno diventa più dura e consistente, friabile.

La mia maschera si sbriciola, si svuota a pezzi: perchè l’uovo non è più mezzo pieno come una volta? La mia maschera è risorta ancora prima di morire. La mia maschera vi porge i suoi più cordiali saluti chè io son stanco di starla a comandare. Lo spettacolo è finito, il burattino ha bisogno di riposare lontano dalle mani, dagli occhi.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

3 thoughts on “L’uovo mezzo vuoto”

  1. … …… .. ……. ….. … ….. (troppe o poche, le cose da dire appaiono, stasera, vuote, senza senso e senza confini. E allora ti lascio una buona dose di punti sospensivi, chè quelli, almeno, li puoi riempire come ti pare.)

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