Luigi Cesaro detto “Giggino ‘a purpetta” e il cambiamento di Napoli

Luigi Cesaro è il Trapattoni dei politici: a Napoli i giornalisti trattengono le risate e sperano che ne tiri fuori una delle sue perchè i video dei suoi strafalcioni sono noti da tempo. Basta cercarlo su YouTube. Eppure è laureato, è del 1952 e non si può neanche considerare tra i politici della I Repubblica. Non so e non mi spiego come sia diventato Presidente della Provincia di Napoli: più semplicemente non voglio indagare, ricordare.

Penso però a quel poverino che gli scrive i discorsi e fa da ghost-writer, chiuso nella sua solitudine probabilmente vorrebbe davvero essere un fantasma e scomparire davanti agli occhi e alle orecchie di tutti:

Di fianco a lui c’è un nebuloso De Magistris quasi a simboleggiare il passato da una parte e il futuro dall’altra: nel mezzo c’è quel presente fatto di alcuni napoletani che ripuliscono la propria città, cittadini governati proprio da quel Cesaro che l’Espresso definì il boss dei rifiuti.
Il problema è proprio questo: Napoli riuscirà a salvarsi, cambiare e crescere solo se lo farà insieme al suo vasto hinterland. Nessuno dovrà remare contro: da una parte il comune di Napoli, dall’altra la Provincia e la Regione. De Magistris dovrà lavorare e cooperare con Cesaro e Caldoro, non sarà per niente facile.

Se c’è una cosa che ho imparato dalla pubblica amministrazione qui al Sud è che spesso gli enti lottano tra di loro in guerre armate e capitanate dai dirigenti che spesso hanno più potere dei politici. E quando è peggio non entrano neanche in guerra ma si snobbano in una indifferenza che porta solo guai e mal governo.

Author: Dario Salvelli

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