Le Olimpiadi della censura

Credits: Barcroft Media

A quanto pare le Olimpiadi di Londra 2012 si stanno dimostrando come quelle con il più alto grado di sicurezza con delle regole che mostrano un rapporto inquinato tra gli sponsor, il CIO e l’organizzazione olimpica affannati alla difesa di una presunta proprietà intellettuale che invece cela gli interessi di lobby e multinazionali.

Dopo aver letto la segnalazione di Luca De Biase, Claudia alias Tigella mi ha segnalato il suo post che traduce un articolo preoccupante: come l’Olimpiade è stata trasformata in un incubo cyberpunk. L’articolo ha diverse fonti ma lancia accuse gravi e merita approfondimenti successivi e ulteriori affinchè alcune dichiarazioni e fatti vengano confermati.

Due divieti tra i tanti sembrano assurdi: quello di non poter linkare il sito delle Olimpiadi in caso di commenti negativo (come faccio in questo post in sostanza) e quello da spettatore delle Olimpiadi di non poter portare ed usare un router wi-fi o 3G perchè British Telecom ha un contratto di esclusiva e quindi si può accedere solo con quello pagando esclusivamente con carta Visa.
La domanda che ci si pone è se le Olimpiadi possono essere considerate quali un bene pubblico appartenente all’umanità oppure come un grande evento soggiogato completamente a interessi economici e alle multinazionali?Dove comincia la difesa del diritto d’autore e dove finisce la libertà di atleti, spettatori, abitanti di uno stato democratico?

Trasformare il proprio Paese durante le Olimpiadi in una dittatura come dice Clastre su Le Monde è una gravissima violazione alla quale nessuna nazione dovrebbe cedere.