Lo spot sul nucleare in Italia è ingannevole?

Questa è la pubblicità sul nucleare in Italia che sta andando in onda da qualche tempo in tv. E’ collegata al Forum Nucleare Italiano, organismo no-profit ma dietro al quale si nascondono tutte le aziende che producono energia nucleare (Edison, Enel, Alstom Power, Ansaldo nucleare, Areva).

Nel lontano 1987 con il referendum l’80% degli italiani votò contro il nucleare. Lo spot, che se fosse veramente una comunicazione democratica e di pubblica utilità sarebbe anche utile, non è illegittimo e dunque anche illegale come la pubblicità sulle sigarette? Non è propaganda e manipolazione allo stato puro?

[UPDATE, 18:00]

– Dopo una discussione su Friendfeed ho analizzato e in effetti “illegale” non è il termine più corretto, meglio “ingannevole“.

Author: Dario Salvelli

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15 thoughts on “Lo spot sul nucleare in Italia è ingannevole?”

  1. Dall’87 a oggi sono cambiate tecnologie ed esigenze! Io allora non potevo votare, ma ero assolutamente a favore del nucleare anche in quanto studente di I.T.I.Elettronucleare (specializzazione già rara, ma subito dopo morta). Purtroppo allora puntarono sulla disinformazione e su un’opinione pubblica toccata dal recente incidente di Chernobil.

  2. @Flavio: Seppure si parli di tecnologia, applicare il ragionamento del è passato tanto tempo secondo me non sta in piedi e sarebbe anche anticostituzionale. Altrimenti prendiamo tutti i referendum e li rifacciamo votare di nuovo, così dopo un tot di anni solo perchè sono scaduti. Io preferisco le (vere) rinnovabili. :-)

  3. Aggiungo che l’aver bandito il nucleare in Italia ci ha solo fatto perdere tempo e soldi, in quanto dobbiamo comprare energia dall’estero che viene proprio prodotta tramite il nucleare! E se ci dovesse essere un incidente in Francia o in Slovenia dove arrivano le correnti? Ce le beccheremo sempre noi!

    1. Sull’indipendenza energetica del Paese sono d’accordo con te ovviamente, altrimenti è inutile. Ma sui certificati verdi e bianchi ci sarebbe tanto da dire e tanto ancora c’è da fare sulla normativa dei controlli.

    1. Ciao a.c., più che illegale (ho controllato ed i referendum non dico nulla al riguardo) sarebbe corretto “ingannevole” per la pubblicità chiaramente pro-nucleare. Inoltre, pare (fonte: che il FNI non sia proprio privo di interessi e quindi non sia così neutro.

  4. 1. non è necessario essere neutri per comprare uno spazio in tv.
    2. non esiste alcuna legge che impedisca di promuovere idee in precedenza respinte da un referendum.
    3. lo spot, per essere pagato da gente apertamente favorevole, è fin troppo democratico ed aperto a visioni alternative.
    4. anche ammettendo che sia apertamente pro-nucleare (e non lo è), non sarebbe ingannevole, poiché, come ampiamente dimostrato dall’orientamento al riguardo di *ogni* paese al mondo eccetto l’italia, il nucleare per uso civile è perfettamente okay, oltre a ridurre drasticamente la necessità di leccare le palle a putin e gheddafi.
    5, “illgale”, “fazioso”, “inopportuno”, “illegittimo” e “a me inviso benché ineccepibile” sono locuzioni dla significato preciso, che ti invito a studiare e a padroneggiare. un giorno. forse.

    1. 1,2,3,4 Tanto vale chiamarlo “Fronte” invece che Forum. Qui non ho discusso la preferenza di una fonte di energia a favore di un’altra ma soltanto lo spacciare una campagna di una probabile lobby a favore di un mercato-settore-chiamalocometipare come informazione democratica e di pubblica utilità. Se per te uno si dichiara contro la guerra e poi finanzia un’azienda che fabbrica mine vuol dire essere neutri e poter pagare la pubblicità, beh, allora continuiamo a far parte di questo sistema.
      Sulla democraticità dello spot non ci giurerei. Non citarmi la storia dell’indipendenza energetica che il nucleare non risolve un tubo se non si mette mano ai certificati verdi e bianchi.

      5. Azz non ne hai presa una (solo illegale ed ho ammesso di averla usata male), ho sostituito con ingannevole, le altre non le ho pronunciate nemmeno. io invece spero tu non debba padroneggiare la parola scorie vicino casa tua.

  5. Usare il termine “illegale” è eccessivo dal punto di vista formale, ma dal punto di vista sostanziale è ineccepibile.
    La pubblicità è soggetta a regole ben precise.
    Io posso propagandare un mio prodotto come mi pare e piace (purché le affermazioni fattuali contenute nella comunicazione siano verificabili) basta che alla fine firmi con nome e cognome. Non è ammesso fingersi l’Arcangelo Gabriele quando si è in realtà Belzebù o viceversa.
    La pubblicità ha scelto di autoregolarsi con un apposito Giurì, che deve verificare se la comunicazione sia, se non ricordo male le esatte parole, “onesta, veritiera e corretta”.
    E’ evidente che lo spot in questione viola tutti e tre questi requisiti.
    Non è onesto perché vuol far credere che si sia aperto un forum di confronto paritetico fra favorevoli e contrari. Non è corretto perché mette una delle due posizioni in cattiva luce.
    Non è veritiero perché alcune scene sono strumentali (Nel gioco degli scacchi non è il nero a muovere per primo. Ma si doveva attribuire il nero agli antinucleari per ovvi motivi di comunicazione.)
    Fa un po’ senso vedere che delle persone che si suppone evolute accettino e giustifichino questa presa in giro.
    Se io fossi favorevole al nucleare mi incazzerei perché non è con le truffe che devono passare i provvedimenti che si ritengono giusti.

  6. io ammetto ke l’ energia nucleare è una grande risorsa per il paese e ke potrebbe tirare su l’ italia, ma bisogna considerare il fatto ke non è proprio sicura al 100% perche l’ italia è interamente a rischio di terremoti e ne basterebbe 1 per danneggiare la centrale nucleare e questo potrebbe portare a quello ke è successo a Chernobil, cioè che le radiazioni ricoprirebbero quasi l’ intero stato(dipende dalla posizione della centrale)

  7. Intanto i tre referendum (non “il” referendum) del 1987 riguardavano questioni molto specifiche e non dicevano nulla sulla possibilità in assoluto di aprire o chiudere centrali nucleari.

    Inoltre, quando dici “Altrimenti prendiamo tutti i referendum e li rifacciamo votare di nuovo, così dopo un tot di anni solo perchè sono scaduti”, ovviamente i referendum non “scadono”, ma si può benissimo in un secondo momento modificare una decisione referendaria, così come una legge varata dal parlamento. Nessuna di queste cose è eterna, e anzi è giusto che seguano le mutate condizioni sociali e tecniche.

    (Ciò detto, siamo tutti d’accordo che *questo* programma nucleare è insensato e fa solo gli interessi di un ristretto gruppo di società e individui.)

  8. Trovo che lo spot in questione sia assolutamente ingannevole, e trovo superficiali i ragionamenti del tipo “tanto il nucleare c’é in Francia e Slovenia, quindi meglio produrcelo da soli che comprarlo da loro”: se iniziamo a ragionare cosí allora tanto vale non andare a votare, tanto non cambia niente; tanto vale non lavarsi, perché domani saró di nuovo sporco…
    Se le energie rinnovabili poi non fossero sufficienti non vedo altra alternativa che…rivedere tutti quanti le nostre abitudini ed attuare un cambiamento radicale nei consumi e nello stile di vita.
    Secondo me uno Stato responsabile e lungimirante dovrebbe agire per cambiare la cultura dei consumi. I problemi si possono risolvere seguendo molte strade diverse.

  9. Bisogna avere grande prudenza nell’accettare o meno il nucleare, ma non bisogna nemmeno averne una paura esagerata. Soprattutto è bene non avere posizioni preconcette. Abbiamo bisogno di approvvigionamento di energia e dobbiamo puntare perciò a una diversificazione delle fonti ; e fra queste non c’è motivo per escludere il nucleare, che può venire usato a condizione che ci siano dietro una attenta gestione e la cura dei processi produttivi e soprattutto la fiducia nelle moderne tecnologie.
    Piuttosto bisogna pensare al superamento del nucleare attraverso la ricerca e nuove strategie di produzione di energia pulita, p. es. dedicandosi ai processi di fusione, che garantirebbe energia davvero pulita e priva di rischi, ma che è ancora troppo poco studiata.
    Il vero, e delicato, problema è come avvicinarsi alle tematiche di corretta gestione ambientale. Esistono corretti sistemi di gestione ambientale (cf. il Registro Europeo di ecogestione e Audit ambientale), ma è lontano dagli attuali e reali metodi di gestione del territorio e dell’ambiente.
    La paura non sta nella tecnologia nucleare, ma nell’uomo ( e soprattutto in un comportamento tutto italiano) che non si sente responsabile in prima persona del corretto andamento delle tecnologie e degli esiti pratici della ricerca nel settore. Bisogna anche aggiungere che la mancanza di incentivi di qualsiasi genere, anche economici, fa guardare con sospetto al nucleare.

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