L’asimmetria sui social network: siamo amici per davvero?

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Un bel post su Bokardo riflette sulla relazione d’amicizia che si sta sviluppando su Facebook: contrariamente a quanto accade attraverso Facebook, chi usa Twitter colleziona follower senza nessuno scrupolo. Anzi c’è una certa corsa alla notorietà, alla promozione, insomma l’essere ascoltati conta più della conversazione. L’avvento delle celebrità ad esempio ha portato ad approcci di tipo snob o noob.
I due social network si dividono per questa diversa simmetria. Facebook si sta avvicinando a Twitter perchè viene visto sempre più spesso come una incredibile possibilità per avere una larga audience, ottenere un vasto capitale sociale che potrebbe non fermarsi ai “mutual friend” o, come li ho definiti scherzando qualche post fa, ai “mutual partner“.

C’è poi una considerazione riguardo l’attenzione che poniamo verso chi ci segue: come afferma Bokardo se volessimo organizzare il numero di follower su Twitter ci impiegheremmo almeno 20 volte rispetto alla lista di amici di Facebook. Per questo motivo considero Twitter come un sistema di messaggistica dove vedo i “followers” considerandoli come dei contatti “messenger”, non solo per lo scambio di Direct Messages ma anche per una relazione che spesse volte si ferma solo alla virtualità.
Inoltre, la possibilità di scambiarsi soltanto informazioni in formato testuale allontana, definisce (per motivi diversissimi come la lingua) su Twitter quell’asimmetria della quale si parla. Per come è attualmente strutturato Facebook invece c’è una componente di voyeurismo abbastanza alta, in grado di stuzzicare anche i meno curiosi ed i più discreti.
Seguire qualcuno online non vuol dire necessariamente essere seguiti e viceversa. Vedo sempre più Frienfeed come una zona franca in grado di collegare queste due reti e superare qualsiasi tipo di relazione, un potente strumento che crea una Agorà dove tornano ad essere fondamentali i contenuti ed il confronto. Chiamalo pure catalizzatore.

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