L’advertising diventa fonte di informazione?

Sergey Brin (uno dei capi di Google) dice che vogliono limitare il numero di spazi pubblicitari presenti nelle pagine di ricerca di Google, cercando di migliorare il target e la qualità degli stessi:

We try to reduce our coverage at the same time as improving the monetization. But clearly that’s not the ideal strategy indefinitely, because we don’t want to end up with no ads. And in fact from a quality point of view, we now find our ads are a significant addition quality-wise to our page. They are just a very important source of information. (…) We’re all the time running experiments. We run some people without any ads at all, and we know that our ads add value so we know that we’re happy about having them.

La frase in grassetto è abbastanza significativa: fare in modo che l’advertising migliori la qualità delle SERP diventando al tempo stesso una possibilità per le aziende ed una buona ed obiettiva fonte di informazione per gli utenti. E’ un punto importante che rischia di far confusione, bisognerebbe rifletterci molto. Sono curioso di sapere Mauro Lupi cosa ne pensa.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

1 thought on “L’advertising diventa fonte di informazione?”

  1. Ciao Dario.
    L’affermazione di Brin, da una parte è condivisibile, nel senso che una delle funzioni “principe” della pubblicità dovrebbe essere quella di informare piuttosto che persuadere.
    Le perplessità sono sugli algoritmi che premiano questo o quell’inserzionista (in termini di placemente e di pricing) in funzione di parametri impostati dal publisher più o meno arbitrariamente. E’ come se i quotidiani scegliessero l’ubicazione delle pagine pubblicitarie in base al contenuto delle inserzioni senza però palesare le motivazioni delle scelte.

    In ogni caso, che sia su Google o no, non è solo la pubblicità che deve informare di più, è l’intera comunicazione delle aziende che dovrà essere sempre meno autoreferenziale e che dovrà invece dimostrasi intelligente, ironica, divertente, “ingaggiante”.

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