La mia esperienza con il Nanopublishing

E’ quasi un anno ormai che collaboro con Html.it come autore di OneWeb20: in questo periodo anche lì sto scrivendo poco come per Appunti Digitali progetto di Hardware Upgrade. Anche in questo secondo caso purtroppo da quando ho cominciato a collaborare ho scritto in termini di numeri pochissimo non riuscendo a fornire un apporto costante, caricando di lavoro lo staff di autori con i quali pubblicamente mi scuso: volevo attendere le vacanze natalizie per poter decidere in una decisione o nell’altra, quella di lasciare il progetto che mi auguro riscuota i consensi sperati.
Oggi ho avuto via email una comunicazione da parte di Hardware Upgrade che non faccio parte più dello staff di Appunti Digitali proprio per il poco impegno: comuncarlo via posta elettronica e con poche righe non è certo una bella cosa ma non me ne rammarico, avrei preso una decisione simile di mia spontanea volontà.

Vi racconto tutto questo perchè l’esperienza che ho naturato con il Nanopublishing mi è servita a qualcosa (almeno spero) e mi ha fatto capire che chi ci guadagna (economicamente) veramente non sono i blogger, chi scrive, bensì i proprietari dei network: ok non è una gran scoperta ma il panorama italiano dei network di nanopublishing credo sia deprimente e sottopagato. E’ come retribuire e costruire delle figure che non sono giornalisti e non hanno dunque un minimo contrattuale ma vengono (in parte anche giustamente) pagati in funzione del successo che il blog che curano ha e come in alcuni casi in funzione della raccolta pubblicitaria. Il mercato Usa è forse più generoso in questo settore ma anche lì non ci metterei la mano sul fuoco.
Le voci di pagamenti con 3$ a post che mi giunsero tempo fa mi fanno immaginare una nuova definizione: quella del blogger operaio o se baroccamente volete del blogger cinese, malpagato, declassato, come dice Rino Gaetano.

Ha ragione Calacanis, c’è bisogno di meno blog e più qualità: se proprio vuoi buttarti (magari ti stanchi e decidi di cercarti un lavoro vero :P) in questo settore fallo bene o cerca un contratto per qualche grande redazione giornalistica online e sulla carta stampata. O se proprio vuoi collabori (magari gratuitamente e quando vuoi) a web zine come Stacktrace.

[UPDATE December 20]

– Il sottotitolo del post ora potrebbe essere: “è finita“. Anche Html.it infatti ha rescisso il mio contratto inaspettatamente: Orazio Tassone (responsabile di oneBlog.it) mi ha inviato oggi un email nella quale scrive che con questo post non ho adempiuto ad alcuni punti del contratto sottoscritto (vi dirò bene quali perchè per curiosità li ho chiesti) e che quanto ho scritto non è andato giù alla redazione. Beh, dopo aver letto il bigliettino di Buone Feste che mi hanno mandato la mail è stata ancora più amara perchè non mi sarei aspettato una reazione del genere.
Ho precisato ad Orazio nei commenti ed anche via mail scrivendo che:

Il post che ho scritto non riguardava il mio caso personale seppure abbia accennato ad Html.it ed a Appunti Digitali ma ad una situazione più generale riguardo questo settore visto dall’interno per un po anche in altri network. Nessuna accusa specifica verso nessuno, altrimenti l’avrei scritto esplicitamente prendendomene le responsabilità: per questo la tua reazione e quella redazione mi è parsa abbastanza esagerata ma in parte anche comprensibile.Il senso del mio post era quello di riflettere non solo sul valore economico (che spesse volte può essere secondario) ma anche sul valore reale dei contenuti che vengono scritti dai blogger, non soltanto per la solita (ed
anche abbastanza inutile) contrapposizione con i giornalisti e chi fa informazione in maniera professionale ma per soffermarmi sul ruolo, l’autorevolezza, i parametri del mercato e dei lettori. Certo non mi aspettavo una comunicazione del genere ma la accetto: vorrei precisare però che quanto scritto non deve essere inteso come ho già scritto nei commenti per accusare, sparare a zero e “sputare nel piatto in cui si mangia o è mangiato” ma ci sono esclusivamente fini di analisi. Per dire un post così e più articolato andava bene anche su OneWeb20; non credo che in quel caso fosse stato visto come scritto di “complotto” o “accusatorio”. Peccato, davvero peccato, da Html.it non me lo
sarei mai aspettato.

– Come comunicatomi da Orazio pare che non abbia rispettato due punti. Il primo è il limite minimo di post (non so se tutti l’abbiano fatto nel network Oneblog ma mi sa tanto di scusa da trovare) da scrivere al mese (finora non sempre ero riuscito a rispettarlo ma mai nessuno aveva fatto storie). Il secondo riguarda l’aver arrecato un danno d’immagine a OneBlog.it: l’immagine non si scalfisce da un post se si lavora bene e la si costruisce automaticamente senza tanti fronzoli. Anzi è in situazioni del genere rispondendo in questo modo che la si mette a rischio facendola vacillare: ai miei occhi, indipendentemente dalla querelle, quella di Html.it (che ho sempre stimato e continuo a farlo) è già leggermente scesa.