La lotta ai videoregistratori online: Mediaset contro Vcast

Come vedete da qualche giorno qui sopra c’è un rettangolo nero, una petizione da firmare: a favore di cosa?
Tempo fa digitai anche io di Vcast e nello specifico di Faucet, un progetto tutto italiano che permette di registrare online in formato digitale alcuni canali televisivi e radiofonici.

Il servizio ha riscosso così tanto successo da avere numeri esorbitanti riguardo la mole di contenuti registrati dagli utenti ed arrivare all’attenzione di Mediaset che lo ha considerato poco lecito.
La filosofia dello staff che lavora a Vcast è ben riassunta da questo post e dal commento sul blog ufficiale che riporto di seguito:

Purtroppo ogni registrazione è personale e completamente diversa dalle altre, ed anche ogni conversione.
Difatti il preroll video contiene i dati specifici di ogni utente, come pure i tag all’ interno dei file multimediali sono specifici e personali.
Questo non perchè non capiamo nulla di informatica, o capendone siamo masochisti, ma perchè in altri modi si configurerebbe come “diffusione” e si andrebbe a sbattere contro tutte le leggi che tutelano giustamente i diritti d’ autore: quello che si fa è solo “registrazione personale”.
Quindi sorry, ma niente supporto a P2P, o qualsiasi condivisione del contenuto, o rimettere le cose su YouTube.
Occhio, capiteci bene: non vogliamo assumere con questo commento nessun tono moralista (falso o meno), vogliamo solo riuscire a portare ancora un po’ avanti questa sperimentazione senza dover fare la fine di Napster.

La diffusione dei Set Top Box per le Tv digitali e dei PVR (Personal Video Recorder) avrebbe dovuto aprire già da tempo gli occhi a chi distribuisce e crea contenuti video: la forza della Rete è sempre stata quella di pompare informazioni e viaggiare sempre “on air ed in onda” 24 ore su 24, senza limiti di tempo. L’on demand dunque è passato dal diventare un opzione ad una realtà consolidata: perchè allora diffidare un servizio che consente la possibilità di registrare contenuti (ok, protetti da diritto d’autore) per un utilizzo personale? E’ una vecchia questione mai veramente affrontata (neanche dagli esperti e dagli utenti) nel caso del peer to peer, oggetto d’esame anche recentemente da parte di non so quanti legislatori.

Forse Mediaset teme di perdere attraverso Vcast (ma lo stesso vale per le VHS) una fetta di pubblico – e dunque di pubblicità – che segue quel format pensato per vincere l’ “hit parade” dei contenuti?
Di certo non sono i paladini del diritto d’autore perchè Giovanna D’Arco si sentirebbe male a vederli lottare così. Accidenti a loro però: non potrò più registare le puntate di Heroes su Italia 1, vorrà dire che tornerò ad usare il mio vecchio videoregistratore oppure una soluzione alternativa.

Vanz mi segnala che esiste RickyRecords del quale credo di aver rimosso l’esistenza, forse perchè in questo caso le registrazioni sono a pagamento: al costo di un gelato dicono loro.

Forse un po di ghiaccio servirebbe anche dalle parti di Mediaset.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

5 thoughts on “La lotta ai videoregistratori online: Mediaset contro Vcast”

  1. Rischiando di semplificare le cose: se giro con la tuta di Star Trek, la casa cinematografica Paramount è felice come una pasqua (anche se magari sembro matto).
    Se scrivo e pubblico sul Web una storia originale su Star Trek, corro il rischio che il loro ufficio legale mi scriva una cortese lettera.
    E’ un paradosso che vedo solo io, oppure c’è da sperare che questo cortocircuito prima o poi sia affrontato seriamente? E quando dico “seriamente” non intendo con la represssione e basta.

  2. @Marco: Non è un paradosso: da tempo mi auguro un serio dibattito pubblico, anche di chi è semplice utente e veste quella tuta. Ma come per il p2p finora nulla: all’estero sono anni che ne parlano mentre qui si scrivino e riscrivono leggi ad ogni legislatura. L’augurio è che il principio sia quello che devono tutelare tutti, non soltanto un target particolare di indifesi.

  3. Mediaset sbaglia alla grande. Che differenza c’è tra l’uso di vcast e quello di un normale videoregistratore (che sia vhs, dvd o su pc)? Vcast non mette online interi palinsesti ma semplicemente registra all’utente un determinato programma o parte di esso e lo invia esclusivamente a lui. Cosa dovrebbe esserci di illegale?
    Corro a firmare la petizione!

Comments are closed.