Il Paese del taglia e cuci

Avevo proposto di organizzare una giornata per il teatro il 27 marzo ma nessuno ha risposto alla mia lettera, d’altronde questo è un blog personale chi vuoi che lo legga? Ho capito che non serve tanto rivolgersi ad attori, registi, teatranti: sono tanti, difficilmente raggiungibili e spesse volte disuniti, persi nei loro lavori e in giro per l’Italia ed il mondo.

E allora mi rivolgo agli italiani, gli spettatori, da quelli abituè a quelli che vorranno fare da pubblico in futuro: sono arrivati altri tagli alla cultura, 27 milioni bloccati dei 258 milioni di euro del fondo Fus. State vicini agli operai sempre ma anche a chi lavora nel mondo della cultura.

C’è una cosa che non ho capito: in cosa vuole investire l’Italia con tagli di qui, di là, alcuni necessari ma tutti sempre drammatici. Sul nucleare ad esempio tagliando le rinnovabili completamente? Non è solo l’Italia del Bunga Bunga ma dell’approssimativa politica, quella del taglia e cuci: fai un provvedimento tanto per vedere come la prendono le parti in causa e poi provvedi ai correttivi dando contenini agli uni e agli altri. Alla fine c’è sempre qualcuno che è scontento perchè così lo sguardo finisce sempre sul dito e non sulla luna. E se ricami sempre un Paese non cresce mai.

La cosa più divertente di oggi? Che è online il nuovo sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me